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Multa mentre pagavo il parcheggio

18 Marzo 2020
Multa mentre pagavo il parcheggio

Multe sulle strisce blu per mancato pagamento del ticket elevata quando il conducente sta tentando di cambiare le banconote con le monete spicciole: quale tolleranza è prevista dalla legge?

Hai parcheggiato l’auto sulle strisce blu. Non avevi gli spiccioli da inserire nel parchimetro, così ti sei recato al più vicino bar per farti cambiare una banconota. Il cassiere, però, non aveva disponibilità di monetine. Così hai fatto il giro dell’isolato alla ricerca di un altro negozio che potesse aiutarti. Quando sei tornato alla tua auto per pagare la sosta, ti sei accorto che un vigile troppo zelante ti aveva già multato per mancata esposizione del ticket. 

Sorpreso da tanto rigore gli hai esposto le tue ragioni e la buona fede che ti animava, prova ne è il fatto che hai in mano il biglietto già pagato, ma lui non ne ha voluto sapere: una contravvenzione, una volta emessa, non può più essere strappata. Cosa puoi fare? 

Ti rechi dal tuo avvocato e gli dici: «Mi è stata fatta una multa mentre pagavo il parcheggio. Posso fare ricorso? Cosa dice la legge? Esiste un termine di tolleranza per tutelare gli automobilisti che non hanno gli spiccioli da inserire nel parchimetro?». 

Ecco le risposte ai tuoi più che legittimi interrogativi.

Multa per sosta sulle strisce blu 

Chi parcheggia l’auto sulle strisce blu deve prima verificare di avere con sé i soldi necessari a pagare il cosiddetto grattino o ticket. Difatti, l’omesso pagamento del corrispettivo previsto dal Comune per la sosta sugli spazi a pagamento comporta una multa di 41 euro. 

Multa per sosta sulle strisce blu con ticket scaduto

Nel caso in cui l’automobilista abbia regolarmente pagato il parcheggio orario sulle strisce blu ma si sia dimenticato di rinnovarlo alla scadenza, la multa per ticket scaduto è di 28.70 euro.

Sconto sulla multa per strisce blu senza ticket o ticket scaduto

In entrambi i casi – ossia tanto nell’ipotesi di ticket non pagato che di ticket scaduto – l’automobilista che ottempera al versamento della multa nei primi cinque giorni ottiene uno scontro del 30% sull’importo. 

I cinque giorni non decorrono da quando si è commessa l’infrazione (ossia dal momento in cui il vigile lascia la contravvenzione sul tergicristalli dell’auto), ma da quando la stessa viene notificata successivamente a casa. Difatti, l’apposizione del verbale sul tergicristalli ha una funzione di mera cortesia, al fine di evitare al trasgressore i costi della spedizione della raccomandata (che saranno a suo carico); non vale però come notifica ufficiale. Con la conseguenza, peraltro, che se la multa dovesse arrivare a casa dopo 90 giorni sarebbe illegittima per decorso dei termine massimo e si potrebbe fare opposizione. 

Multa sulle strisce blu mentre si cercano gli spiccioli per pagare

Veniamo ora al caso di chi riceve la multa proprio mentre sta cercando gli spiccioli per pagare il ticket. Come anticipato, chi occupa uno spazio contrassegnato dalle strisce blu deve accertarsi prima di avere le monete sufficienti da inserire nel parchimetro. L’eventuale tempo speso a cercare di cambiare le banconote costituisce un rischio che grava unicamente su di lui. 

Che succede, invece, se il parchimetro più vicino è rotto e il conducente è costretto ad allontanarsi per trovarne uno funzionante e proprio in quel frangente riceve la multa? La legge non stabilisce un tempo tecnico minimo che il poliziotto della municipale (o l’ausiliare del traffico) deve attendere prima di fare la multa. Tuttavia, è anche vero che l’attività della pubblica amministrazione deve improntarsi sempre su criteri di buona fede,  ragionevolezza e trasparenza, garantendo al cittadino sempre il diritto a difendersi. Il che significa che il verbalizzante dovrà comunque attendere quel tempo necessario affinché una persona media possa raggiungere il più vicino parchimetro e munirsi del ticket. Sicché, una multa fatta dopo pochi istanti sarebbe illegittima. 

Spetterà in ogni caso all’automobilista dimostrare di non aver perso tempo e di essersi recato immediatamente a pagare la sosta, eventualmente dando prova del mancato funzionamento degli apparecchi più prossimi alla sua vettura.

Proprio per evitare situazioni di questo tipo, alcuni Comuni hanno dotato i vigili di avvisi bonari che, lasciati sul parabrezza dell’auto, danno un termine di cinque o dieci minuti per pagare la sosta prima dell’arrivo della multa vera e propria. In questo modo, la polizia ha la prova del tempo decorso da quando l’auto è stata “segnalata” a quando la multa è stata elevata senza che alcun ticket fosse regolarizzato.

Un ulteriore soccorso agli automobilisti è intervenuto con la legge di stabilità del 2016 che ha stabilito l’obbligo, per i Comuni, di abilitare i parchimetri ai pagamenti con bancomat o carta di credito. In questo modo, se il conducente non ha le monete da inserire, potrà sempre effettuare il pagamento in modalità elettronica. 

Sul punto, si segnalano le decisioni innovative di alcuni (ancora pochi) giudici di pace secondo cui sarebbe illegittima la multa elevata sulle strisce blu per mancato pagamento della sosta se il parchimetro non è dotato della fessura ove inserire la carta di credito o di debito. 

Allo stesso modo, esistono numerose sentenze che ritengono illegittime le multe sulle strisce blu se, nella stessa area urbana, non vi sono spazi contrassegnati anche dalle strisce bianche. Difatti, salvo che si tratti di una zona del centro urbano a pregio storico o di particolare rilievo, appositamente individuata da una delibera comunale, l’amministrazione locale deve alternare le aree a pagamento con gli stalli liberi.

Il Codice della Strada, art. 7, comma 8, stabilisce che, qualora il Comune assuma l’esercizio diretto del parcheggio con custodia o lo dia in concessione ovvero disponga l’installazione dei dispositivi di controllo di durata della sosta di cui al comma 1, lettera f), su parte della stessa area o su altra parte nelle immediate vicinanze, deve riservare una adeguata area destinata a parcheggio rispettivamente senza custodia o senza dispositivi di controllo di durata della sosta.



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