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Quali sono orari di silenzio in condominio

18 Marzo 2020
Quali sono orari di silenzio in condominio

In quali momenti della giornata si può fare rumore, si possono avviare le faccende domestiche, accendere tv e radio, suonare strumenti, sbattere i tappeti dalla finestra o avviare lavori di ristrutturazione?

Il problema dei rumori in condominio da sempre inacidisce gli animi tra vicini di casa. Non è facile convivere con chi non ha rispetto per l’altrui riposo; è difficile sorridere in ascensore a chi, solo la sera prima, ti ha regalato una notte in bianco; non si può andare d’accordo con chi lascia tutto il giorno la radio ad alto volume o suona uno strumento musicale quando tutti dormono. Ma cosa prevede la legge in questi casi? Quali sono gli orari di silenzio in condominio? In questa breve guida forniremo tutte le istruzioni pratiche del caso.

Esistono orari di silenzio in condominio?

Capita a tutti di aver vissuto l’incubo di una ristrutturazione da parte del vicino del piano di sopra. Gli operai sono noti per il fatto di alzarsi presto e di iniziare a lavorare quando ancora tutti dormono. E così il rumore delle martellate si sostituisce al canto del gallo. Ma è legittimo fare rumore alle sette di mattina? Chi viene svegliato dal trapano di qualche idraulico o di un tecnico della luce si chiede quali sono gli orari di silenzio in condominio che vanno rispettati. 

In verità, la legge non dice nulla. Non esiste alcuna norma statale che stabilisca gli orari di quiete e quelli di lavoro da rispettare nelle abitazioni o negli uffici. Qualche Comune potrebbe prevedere, in un apposito regolamento, delle regole da rispettare nei centri storici o ad alta densità abitativa, ma solo per quanto attiene alle attività commerciali come fabbriche, locali notturni, officine, palestre, ecc.

Nei condomini, invece, abbiamo a che fare con una regola del codice civile dal contenuto molto ampio ed, eventualmente, con le previsioni dei singoli regolamenti condominiali. Vediamo singolarmente questi due aspetti.

Cosa dice la legge sui rumori in condominio?

L’articolo 844 cod. civ. stabilisce che non si può vietare al vicino di fare quei rumori che rientrano nella «normale tollerabilità». Questo concetto può sembrare fin troppo scontato e banale: è chiaro, infatti, che tutto ciò che è tollerabile non è molesto e, quindi, non è illecito. Ma lo scopo della norma è lasciare la patata bollente al giudice: sarà lui, in caso di controversia tra vicini di casa, a stabilire cosa è legale e cosa non lo è. 

In particolare, il magistrato si baserà su una serie di circostanze come l’intensità dei rumori (ossia, fino a dove sono stati percepiti, eventualmente sentendo la testimonianza degli altri condomini dello stesso edificio), l’orario in cui gli stessi sono stati prodotti, le convenzioni sociali (di norma, le famiglie vanno a riposare a partire dalle 21.30/22.00), la collocazione geografica dell’edificio (ove questo si trovi in una zona residenziale e quindi particolarmente silenziosa è più facile avvertire il rumore del vicino rispetto a un centro urbano molto trafficato).

La legge, dunque, non stabilisce orari per i rumori e l’inizio delle attività (come le faccende domestiche) nei condomini ma lascia tutto al buon senso delle persone o, in caso di controversie, alla valutazione casistica del giudice. A quel punto, il magistrato sarà chiamato a giudicare sulla base delle abitudini della popolazione, tenendo conto dell’uomo comune: né quello che va a letto alle 7 di sera e si alza alle 4 di mattina, né quello che va a dormire alle 2 di notte e si alza alle 11. 

La generalità delle persone cena verso le 20.00 e, quindi, un’ora dopo, potrebbe già essere pronta per mettersi in pigiama e riposare sul divano o direttamente al letto. Le stesse persone iniziano il turno di lavoro alle 8.00/.8.30 di mattina, sicché prima delle 7.00 non si alzano. Ebbene, nelle fasce orarie comprese in tale forbice è necessario rispettare il silenzio. Silenzio che sarà tanto più assoluto quanto più ci si spinge negli orari notturni.

Tanto per fare un esempio, è normale lasciare la tv accesa alle 21 ma non lo è più – a meno di tenere un volume molto basso o usare le cuffie – alle 2 di notte; è consentito iniziare a fare le faccende domestiche alle 7.30 di mattina (specie per chi, subito dopo, deve uscire per prendere servizio), ma chi inizia alle 5 potrebbe subire una legittima contestazione da parte dei vicini.

Cosa dice il regolamento di condominio sui rumori?

Prima di mettere mano a martelli pneumatici, aspirapolvere e battiscopa bisogna verificare sempre cosa dice il regolamento di condominio. Difatti, ai condomini è consentito stabilire degli orari specifici in cui osservare il silenzio, ad esempio comprendendo anche il riposino pomeridiano delle 14 oppure vietando i lavori di ristrutturazione in determinate fasce orarie.

Secondo la giurisprudenza, laddove un regolamento stabilisca dei limiti ai rumori, la soglia della “normale tollerabilità” stabilita dal codice civile si abbassa ulteriormente. Il che non significa che “non deve volare una mosca” ma che comunque bisognerà prestare massima attenzione a qualsiasi tipo di molestia acustica, al di là se, negli altri condomini, possa essere considerata legittima o meno. 

Un regolamento che stabilisca degli orari di silenzio nel condominio deve, però, essere approvato all’unanimità, andando a limitare le attività – che di regola sono libere – all’interno della proprietà privata. Ebbene, l’unanimità si può raggiungere o in assemblea (con il voto di tutti i condomini) oppure con l’approvazione del regolamento dinanzi al notaio all’atto dell’acquisto di ogni singolo appartamento (in tal caso, si raggiunge una unanimità in modo differito e separato, non cioè contestualmente).

Con il rispetto di questa regola, il regolamento ha ampio potere decisionale stabilendo delle fasce orarie di silenzio più o meno ampie.

Cosa fare contro chi non rispetta il silenzio in condominio?

Ora che sai quali sono gli orari di silenzio da rispettare nei condomini, ti chiederai cosa fare contro chi non li rispetta e fa rumore. 

Ebbene, tutto dipende da quante persone riescono a percepire il rumore. Difatti, se le molestie acustiche arrivano a tutto l’edificio e/o a quelli limitrofi scatta il reato di disturbo della quiete pubblica (si pensi al vicino che sbatte i tappeti dalla finestra o che mette la radio fuori dal balcone). In tale ipotesi, è possibile chiamare i carabinieri o la polizia oppure sporgere regolare denuncia.

Viceversa, se i rumori vengono percepiti solo dagli appartamenti confinanti con il colpevole, si deve agire solo in via civile per ottenere un ordine di sospensione delle molestie da parte del giudice ed, eventualmente, il risarcimento del danno. 



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