Coronavirus: bonus per chi è rimasto al lavoro

18 Marzo 2020 | Autore:
Coronavirus: bonus per chi è rimasto al lavoro

Riconosciuti 100 euro in busta paga ai dipendenti pubblici e privati che hanno svolto l’attività in sede nel mese di marzo.

I lavoratori dipendenti pubblici e privati che hanno lavorato nel mese di marzo nella loro sede abituale hanno diritto ad un bonus di 100 euro esentasse in busta paga. Il beneficio è rivolto a chi, nonostante l’emergenza coronavirus, non ha potuto aderire alla formula del lavoro agile ed ha un reddito non superiore ai 40mila euro. Lo prevede il decreto Cura Italia appena pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Il bonus va rapportato al numero dei giorni lavorati nel mese di marzo.

Si tratta, quindi, di un’agevolazione prevista per chi ha un reddito da lavoro dipendente, quindi con un contratto subordinato sia nel settore statale sia in quello privato. È indifferente il fatto che il contratto sia a tempo indeterminato oppure a termine e nemmeno che si tratti di un tempo pieno o di un part-time.

Oltre al vincolo del contratto subordinato in corso nel mese di marzo, per ottenere il bonus da 100 euro non bisogna superare il reddito annuale di 40mila euro, anche se non è specificato l’anno da prendere come riferimento. Può trattarsi di quello scorso oppure di quello in corso: l’erogazione del bonus, infatti, è prevista «entro il termine di effettuazione delle operazioni di conguaglio di fine anno».

I 100 euro vengono corrisposti nella busta paga della retribuzione di aprile oppure in una di quelle corrisposte entro il termine delle operazioni di conguaglio di fine anno. Il bonus completo sarà riconosciuto a chi ha lavorato tutto il mese di marzo nella sede dell’azienda. Altrimenti, viene pagato a seconda dei giorni di questo mese effettivamente lavorati in quella sede. Danno diritto al bonus anche i giorni di malattia e di ferie. Restano esclusi, quindi, i dipendenti che hanno continuato la propria attività a domicilio tramite lo smart working, cioè il lavoro agile, sia perché hanno deciso così in autonomia sia perché è stato così disposto dal datore di lavoro. Nessun bonus, inoltre, a chi ha registrato un’assegna ingiustificata o a chi è rimasto a casa per la chiusura dell’attività aziendale.

Il bonus è esentasse e non concorre alla formazione del reddito, quindi resta fuori del calcolo per l’Isee. Non sarà necessario presentare richiesta, poiché il datore di lavoro lo deve erogare in maniera automatica. L’azienda potrà recuperare l’importo in compensazione con tasse e contributi dovuti al Fisco o agli enti di previdenza.



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