Coronavirus: come sospendere il mutuo

18 Marzo 2020 | Autore:
Coronavirus: come sospendere il mutuo

Lavoratori dipendenti, parasubordinati o autonomi in difficoltà possono chiedere di non pagare fino a 18 rate. Chi ne ha diritto e a quali condizioni.

Tra le agevolazioni previste dal decreto Cura Italia, approvato per contrastare gli effetti economici e sanitari dell’emergenza coronavirus, c’è la possibilità di chiedere la sospensione del mutuo, ovviamente a certe condizioni. Il beneficio consiste nello stop al pagamento di 18 rate ed interessa lavoratori dipendenti, collaboratori e titolari di partita Iva colpiti dalla crisi e riguarda i mutui per l’acquisto della prima casa per un valore massimo dell’immobile di 250mila euro. Non esiste un limite di reddito da dimostrare con l’Isee ma sì di tempo: l’agevolazione durerà fino a dicembre 2020.

Le ragioni per cui è possibile chiedere la sospensione del pagamento di 18 rate del mutuo sono:

  • la cessazione del rapporto di lavoro subordinato a tempo determinato o indeterminato o la cassa integrazione superiore a 30 giorni:
  • la cessazione del lavoro parasubordinato, di rappresentanza commerciale o di agenzia;
  • la morte del titolare del mutuo o il riconoscimento di grave handicap o invalidità superiore all’80%;
  • la riduzione del fatturato di oltre il 33% dal 21 febbraio 2020 per gli autonomi.

Va da sé che tutte queste circostanze devono essere state dettate dall’emergenza coronavirus. Significa che chi, ad esempio, ha perso il lavoro a gennaio, cioè prima che l’epidemia interessasse formalmente il nostro Paese, non avrà diritto a questa agevolazione.

Il Fondo Gasparrini, che finanzierà questa agevolazione, pagherà alle banche il 50% degli interessi maturati sul debito residuo durante il periodo di sospensione. Significa che l’altra metà dovrà pagarla il mutuatario alla ripresa dei versamenti. E che sarà avvantaggiato chi ha un debito residuo scarso e sta già pagando più quota capitale che interessi.

Per quanto riguarda, invece, l’entrata in vigore, il ministero dell’Economia dovrà specificare le modalità di attuazione.

La domanda per accedere al beneficio va presentata in banca. In attesa che il ministero renda noti ulteriori chiarimenti, in teoria bisognerà allegare questa documentazione:

  • lavoratori dipendenti: dichiarazione dell’azienda in cui si attesta la cassa integrazione o il licenziamento;
  • collaboratori: dichiarazione dell’azienda in cui si attesta che hanno perso il lavoro;
  • autonomi e liberi professionisti: autocertificazione in cui si attesta di avere subìto la riduzione di un terzo del fatturato in un trimestre successivo al 21 febbraio 2020, facendo riferimento all’ultimo trimestre del 2019, a causa della chiusura o della riduzione dell’attività per le disposizioni legate all’emergenza coronavirus.

Non sarà la banca a decidere sulla sospensione del pagamento delle rate del mutuo ma la Consap, cioè la società pubblica che gestisce l’agevolazione. La risposta arriverà entro 30 giorni dalla presentazione della domanda. Verranno sospesi gli interessi di mora al momento della richiesta, nel caso il mutuatario fosse ammesso al beneficio e fosse già in ritardo con il pagamento di qualche rata.



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1 Commento

  1. Si parla di sospensione rate mutui , ma Non si parla di tutti quelli che invece hanno un prestito personale e non sono in grado di coprire momentaneamente le rate ..
    questi che fine faranno ?
    Saranno tutti segnalati al crif?
    Spero di no , perché mezza Italia non potrà più chiedere per un periodo di tempo nemmeno un piccolo fido e questo contribuirà notevolmente a peggiorare per tutti ( banche – attività- famiglie …) la crisi economica

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