Coronavirus: nessuna prova che gli antinfiammatori facciano male

18 Marzo 2020
Coronavirus: nessuna prova che gli antinfiammatori facciano male

L’Agenzia europea per i medicinali sull’uso inizialmente sconsigliato di farmaci a base di ibuprofene.

Contrordine: nessuna prova che l’ibuprofene, principio attivo contenuto in molti medicinali di uso corrente per curare i sintomi dell’influenza e il mal di testa, aggravi le condizioni di un paziente che ha già contratto il Coronavirus.

Solo poche ore fa si diceva il contrario. E dall’inizio della pandemia di Covid-19 si sconsigliava l’utilizzo di antinfiammatori, da prendere solo se raccomandati dal medico. L’Agenzia europea per i medicinali (Ema), invece, sostiene che “al momento non ci sono prove scientifiche che stabiliscano un legame tra ibuprofene e peggioramento di Covid-19″. La dichiarazione dei tecnici dell’agenzia è stata riportata dalla nostra agenzia di stampa Adnkronos.

L’Ema è venuta “a conoscenza di segnalazioni, in particolare sui social media, che sollevano dubbi sul fatto che i medicinali antinfiammatori non steroidei (Fans) come l’ibuprofene possano peggiorare la malattia del Coronavirus (Covid-19). L’Ema sta monitorando attentamente la situazione ed esaminerà tutte le nuove informazioni che saranno disponibili su questo problema nel contesto della pandemia”.

“A maggio del 2019 – ricorda l’Ema – il comitato per la sicurezza dell’Agenzia ha iniziato una revisione dei farmaci antinfiammatori non steroidei ibuprofene e ketoprofene, a seguito di un’indagine dell’Agenzia nazionale francese per la sicurezza dei medicinali e dei prodotti sanitari che suggeriva come l’infezione dovuta alla varicella e alcune infezioni batteriche possano essere aggravate da questi medicinali. Nelle informazioni sul prodotto di molti medicinali Fans sono presenti già delle avvertenze che gli effetti degli antinfiammatori non steroidei possono mascherare i sintomi di un peggioramento dell’infezione. Il comitato sta rivedendo tutti i dati disponibili per verificare se siano necessarie misure aggiuntive”.

“All’inizio del trattamento della febbre o del dolore in corso di malattia da Covid-19 – ricorda l’Ema, come riportato dalla nota dell’Adnkronos – i pazienti e gli operatori sanitari devono considerare tutte le opzioni di trattamento disponibili, incluso il paracetamolo e i Fans. Ogni medicinale ha i suoi benefici e i suoi rischi come descritto nelle informazioni del prodotto e che devono essere prese in considerazione insieme alle linee guida europee, molte delle quali raccomandano il paracetamolo come opzione di primo trattamento nella febbre e nel dolore”.

In accordo alle linee guida nazionali di trattamento, quindi, i pazienti e gli operatori sanitari possono continuare a utilizzare Fnas (come l’ibuprofene), come riportato nelle informazioni del prodotto approvate. Le raccomandazioni attuali prevedono che questi medicinali vengano utilizzati alla dose minima efficace per il periodo più breve possibile.

In ogni caso, attualmente non ci sono ragioni per interrompere il trattamento con ibuprofene. Ciò è particolarmente importante per i pazienti che assumono ibuprofene o altri Fans per malattie croniche.



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