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Coronavirus, in Italia più contagiati di quanti pensiamo

18 Marzo 2020
Coronavirus, in Italia più contagiati di quanti pensiamo

Le stime quotidiane della Protezione civile potrebbero essere molto più ottimistiche di quelle reali. Un nuovo studio parla di un numero di positivi superiore.

Il bollettino di ieri dava più di 26mila contagiati italiani. La conta è nettamente inferiore rispetto a quella che si trova su un nuovo studio pubblicato in inglese sul sito medRxiv e citato dal Corriere della Sera. Secondo questa pubblicazione di 14 pagine, i positivi italiani al Covid-19 avrebbero sfondato quota centomila.

Si arriva a questa cifra attraverso stime matematiche e modelli di previsione che comprendono anche quelli che finora abbiamo definito i peggiori untori a loro insaputa, cioè gli asintomatici. Chi sta bene, non ha fatto il tampone e non ha apparentemente motivi per farlo diventa, suo malgrado, il pericolo maggiore: contagia a sua insaputa. E, secondo la ricerca, in tantissimi si troverebbero in questa condizione, al punto da aumentare di quasi di dieci volte il numero di positivi riportato dai dati ufficiali.

La ricerca mostra come si arriva a questa cifra, sommando i contagiati regione per regione. Impressionante il dato della Lombardia, con 49mila 723 casi: il doppio delle stime della protezione civile per tutto il territorio nazionale.

Di seguito i numeri caso per caso, confrontati con i dati ufficiali, in modo da far capire quali potrebbero essere le reali proporzioni del fenomeno.

Uno studio che torna a farci interrogare sulle quantità di tamponi eseguiti dalle Asl. La domanda è sempre la stessa: perché limitare i test? Non sarebbe meglio eseguirne a tappeto per rendersi conto effettivamente di qual è il livello di estensione reale del virus? Abbiamo visto come più di qualcuno, anche in Italia, stia battendo questa strada.

Dopo il Veneto di Luca Zaia, anche la Toscana e l’Emilia-Romagna hanno inaugurato la stagione dello screening di massa. 500mila i test ordinati dal governatore Enrico Rossi per avviare una campagna ben più capillare di tamponamenti e capire con precisione dove si nasconde il nemico.

La Fondazione Gimbe, che si occupa di ricerca scientifica, si allinea alle cifre contenute nella nuova pubblicazione; il suo presidente, Nino Cartabellotta, già nei giorni scorsi, intervistato dalla Stampa, sottolineava la pericolosità degli asintomatici, che rendono la malattia simile a un iceberg di cui intravediamo solo la punta. Cartabellotta ha rilasciato oggi una nuova intervista al Sole 24 Ore, in cui parla anche lui di almeno 100mila positivi, di cui circa 70mila senza sintomi, contagiati a loro insaputa. Ecco svelato, quindi, il dilemma delle stime ufficiali così al ribasso: apprendiamo solo dei positivi che sanno di esserlo. Tutti gli altri restano forse in salute ma pericolosi per il prossimo.



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