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Conseguenze legali cyberbullismo

23 Maggio 2020 | Autore:
Conseguenze legali cyberbullismo

Aggressioni e molestie su internet. Conseguenze civili e penali degli atti di cyberbullismo e strumenti di tutela.

“Le parole fanno più male delle botte”

È questa la frase che Carolina, una ragazza vittima di cyberbullismo, ha scritto su un biglietto prima di suicidarsi. Ed è del tutto vero: a volte il linguaggio dell’odio distrugge la vita di coloro che subiscono ogni tipo di offesa su internet.

Di esempi se ne potrebbero fare tantissimi ed è proprio per questo che l’Italia ha deciso di adottare un’apposita legge per fermare questo fenomeno. Sono quindi previste delle specifiche conseguenze legali per il cyberbullismo.

I social network giocano ovviamente un ruolo fondamentale nella diffusione di tali comportamenti: infatti, i cosiddetti haters (odiatori) si nascondono dietro il monitor del computer.

Può darsi che anche tu ti trovi in una situazione del genere o conosci qualcuno che subisce atti di cyberbullismo o, addirittura, li stai compiendo. Se è così, sappi che il nostro ordinamento giuridico ha preso in seria considerazione tali condotte. In particolare, se ti trovi nella posizione di vittima non devi temere di denunciare: il nostro legislatore ha messo a tua disposizione gli strumenti per tutelarti. Considera poi che, di solito, i leoni da tastiera sono piuttosto vigliacchi e si fanno forti della loro situazione di anonimato.

Cyberbullismo: la normativa vigente in materia

A chi non è mai capitato di litigare con i compagni di scuola o con gli amici della propria comitiva? È successo a te e sicuramente è accaduto anche ai tuoi genitori. È una tappa normale nella vita di tutti e, soprattutto, è molto frequente in una fase delicata come quella che stai vivendo: l’adolescenza.

Non ti angosciare quando ti imbatti in tali situazioni, ma cerca di trarre il lato positivo delle cose: lo scontro con i tuoi coetanei rafforza il tuo carattere. L’importante è non eccedere e non cadere in fenomeni di bullismo o cyberbullismo. Il risentimento, la rabbia, la delusione potrebbero, infatti, portare qualcuno a voler soddisfare il proprio desiderio di vendetta e a creare situazioni di isolamento e di aggressione nei confronti di un’altra persona. Facciamo un esempio.

Laura e Sara sono migliori amiche: hanno entrambe 15 anni. Capita però che tutte e due si innamorano di Salvatore, il loro compagno di scuola. Laura si fidanza con Salvatore e litiga aspramente con Sara. Quest’ultima vuole vendicarsi e inizia a perseguitare Laura su Facebook: la ingiuria, pubblica video privati che la mettono in ridicolo davanti agli altri, racconta storie non vere sul suo conto.

In tal caso occorre fare molta attenzione: questi comportamenti sono dei veri e propri reati puniti molto severamente. Come ti ho già accennato, infatti, nel 2017 [1] il nostro legislatore ha adottato una specifica legge sul cyberbullismo per definire il fenomeno, introdurre una serie di strumenti di tutela per la vittima e prevedere le conseguenze giuridiche per il cyberbullo.

Analizziamo insieme questi singoli aspetti.

Definizione di cyberbullismo

La legge sul cyberbullismo non è molto lunga: contiene soltanto sette articoli. In tali disposizioni, però, c’è quasi tutto quello che devi sapere. Forse si sarebbero potuti adottare anche altri accorgimenti per proteggere le vittime di tali condotte, ma non è escluso che questo avvenga in futuro.

Anzitutto, ciò che a te interessa sapere è che si tratta di una normativa rivolta ai minorenni che possono essere le vittime o i carnefici. Una particolare attenzione viene prestata ai quattordicenni che navigano in rete: la tenera età dei ragazzi fa sì che possano subire delle conseguenze irreparabili a livello psicologico.

Proprio per la delicatezza della materia e per la giovane età dei soggetti coinvolti, la legge del 2017 ha introdotto per la prima volta una definizione dettagliata del fenomeno. E così si considera cyberbullismo il comportamento realizzato per via telematica allo scopo di isolare e perseguitare la vittima con una serie di condotte (minaccia, diffamazione, pubblicazione di contenuti privati e così via).

 Strumenti di tutela per la vittima

Quando si realizza anche una soltanto delle condotte indicate nella legge il minorenne o i suoi genitori possono e devono intervenire per risolvere il problema.

In particolare, sono individuate quattro possibili soluzioni:

  1. richiesta di oscuramento del sito: è possibile chiedere al gestore del sito la rimozione di qualsiasi contenuto relativo al minore pubblicato sulle sue pagine;
  2. intervento del Garante della Privacy: se entro 48 ore dalla richiesta presentata al gestore del sito questo non interviene, è possibile rivolgere la stessa richiesta all’autorità garante della privacy proponendo un apposito reclamo;
  3. ammonimento del questore: se i genitori o il minore non vogliono denunciare, possono rivolgersi alle forze di polizia per chiedere al questore di ammonire il bullo che abbia più di quattordici anni;
  4. denuncia alla procura della Repubblica: in tal caso, si apre un vero e proprio procedimento penale.

Una precisazione va necessariamente fatta: se sei minorenne e vuoi utilizzare gli strumenti di cui ti abbiamo parlato devi aver già compiuto quattordici anni; in caso contrario devi per forza chiedere aiuto ai tuoi genitori perché sono loro i soggetti legittimati a intervenire.

Conseguenze penali per il cyberbullo

Se non sei una vittima di cyberbullismo, ma sei il carnefice, leggendo queste poche righe ti sei già accorto che la tua situazione è molto seria e che ti conviene interrompere la tua condotta il prima possibile. Infatti, oltre all’intervento del questore puoi andare incontro a un vero e proprio processo penale e sappi che se vieni condannato la tua vita e la tua carriera saranno rovinati per moltissimi anni.

Le pene che puoi subire sono molto alte, anche se variano a seconda del tipo di comportamento che hai realizzato: pensa, ad esempio, che se dalle tue azioni deriva la morte della tua vittima (come spesso accade) puoi essere accusato di istigazione al suicidio se non addirittura di omicidio preterintenzionale. Attenzione, dunque, a quello che fai: con questi tipi di reato non si scherza, ma si rischia di rimanere in carcere per molti anni.

Inoltre, alla condanna penale si aggiunge il risarcimento civile, ossia l’obbligo di pagare una somma di denaro (anche piuttosto alta) a favore della vittima e dei suoi parenti.

Il ruolo della scuola

La legge del 2017 ha previsto delle precise responsabilità giuridiche anche a carico della scuola. E questa disposizione si spiega facilmente se consideri che la maggior parte degli atti di cyberbullismo nascono proprio all’interno delle mura degli istituti scolastici.

Nel dettaglio:

  • gli uffici scolastici regionali e le singole scuole devono promuovere attività di educazione e di sensibilizzazione sul fenomeno del cyberbullismo;
  • ogni scuola deve individuare un docente responsabile in materia e promuovere delle attività di informazione sull’uso intelligente di internet;
  • se il dirigente scolastico viene a conoscenza di episodi di cyberbullismo deve avvisare immediatamente i genitori.

note

[1] Legge 29.05.2017 n. 71: “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo”


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