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Coronavirus, i medici scriveranno la storia di questi giorni

18 Marzo 2020
Coronavirus, i medici scriveranno la storia di questi giorni

Un aiuto al personale sanitario in trincea contro il Covid-19. È il progetto presentato dalla Siaarti: pensieri in libertà per scaricare lo stress, raccontare la fatica e alleviare le ferite di chi cura. 

Sono settimane in cui si scrive la storia. In tempi recenti non ricordavamo un’epidemia così tenace e rapida nel diffondersi, al punto da stravolgere del tutto le nostre vite. Medici e paramedici sono come in trincea: metafore belliche si susseguono per descrivere la drammaticità del Coronavirus. Focolai come campi di battaglia e un nemico che sembra l’avversario in una guerra. Il peso della pandemia è tutto sulle spalle di chi lavora negli ospedali.

Per questo la Società italiana di anestesia analgesia rianimazione e terapia intensiva (Siaarti) ha presentato oggi dal suo portale un progetto che, non a caso, si chiama “Scriviamo la storia“. Se ne parla nella forma di una lettera commovente, indirizzata a chi lotta in corsia e firmata da Giovanni Mistraletti, del “Progetto Intensiva 2.0”: “Carissimi medici, infermieri, operatori tutti della sanità che avete a che fare con la pandemia Covid-19, ci troviamo oggi di fronte a una catastrofe di dimensioni ancora non ben definite. Siamo in una situazione di enorme sproporzione fra le necessità teoriche di assistenza sanitaria che vorremmo erogare e le risorse disponibili. Già da qualche giorno, tutti stiamo vivendo momenti difficili, in cui stiamo lavorando in quadro sempre più simile alla ‘medicina delle catastrofi'”. Una stanchezza fisica e mentale che per alcuni può essere difficilmente sopportabile, col rischio di provare disagi psicologici, come il burn out o il post-traumatic stress disorder. Da qui, la mano tesa: “C’è un team di psicologi che si è reso disponibile ad aiutarci gratuitamente – informa la lettera – organizzando dei colloqui con gli operatori sanitari via skype o di persona: sono disponibili in tutta Italia, basta inviare una richiesta a contattopsicologi@gmail.com“. Ma il progetto “Scriviamo la storia” è molto di più di un supporto terapeutico: è un’eredità di parole e di storie che medici, infermieri e operatori sanitari potranno lasciare a tutti. Un altro grande regalo, oltre al loro prezioso lavoro in corsia.

Come scrivere la storia

“Concretamente, vogliamo offrirvi una possibilità di:
– condividere i nostri pensieri e le nostre emozioni, per “liberarcene” e così magari stare un po’ meglio.
– creare un archivio di testimonianze dei fatti storici di cui siamo protagonisti, perché in futuro nessuno possa negare l’accaduto o il nostro impegno, né il contesto lavorativo incredibile in cui ci troviamo ora.

Per questo, abbiamo creato il progetto “Scriviamo la storia”, al sito dati.intensiva.it/vissuto. Vorremmo che fosse uno strumento, uno spazio di aiuto, che ci diamo e che utilizziamo in libertà come una vicinanza di cui noi adesso abbiamo bisogno”. Uno sfogo e un’occasione di raccontare questo periodo terribile. Ogni contributo è ben accetto, dalle 2 righe alle pagine intere. “Desideriamo raccogliere dei ‘contributi liberi’ – continua la lettera -: foto, video o files audio, schemi o pezzi (anonimi) di diari… tutto quello che credete sia utile agli altri operatori e a chi potrà leggerli in futuro. I contributi di tutti (rigorosamente anonimi) saranno filtrati e messi a disposizione di tutti, sempre nel massimo rispetto della privacy di chi scrive”.

Infine un plauso a chi rischia ogni giorno. “Siamo molto orgogliosi di come tutto il personale delle terapie intensive italiane sta rispondendo all’emergenza sanitaria in atto – conclude la lettera -. Si sta davvero costruendo un esempio fulgido, inequivocabile e universalmente unico di competenze, responsabilità, di fratellanza che ci spinge a utilizzare tutte le risorse disponibili, e anche attivabili come emergenza. E tutto questo sta scrivendo una pagina della storia più bella dell’umanità. In Italia. Grazie per tutto ciò che avete fatto e che farete”.



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