Politica | News

Perché Mattarella ha telefonato a Salvini, Meloni e Berlusconi

19 Marzo 2020 | Autore:
Perché Mattarella ha telefonato a Salvini, Meloni e Berlusconi

In vista della conversione in legge del decreto Cura Italia, serve l’appoggio delle forze di opposizione e non si può rischiare un voto sfavorevole.   

Questa mattina il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha telefonato ai tre leader dei maggiori partiti di opposizione: Matteo Salvini per la Lega, Giorgia Meloni per i Fratelli d’Italia e Silvio Berlusconi per Forza Italia.

Lo hanno annunciato indipendentemente l’uno dall’altro gli stessi interessati, ciascuno con un proprio comunicato. Questi contatti telefonici sono abbastanza inconsueti e avvengono in un momento delicato, in piena emergenza sanitaria ed economica per il Coronavirus; oltretutto a distanza di poche ore dall’emanazione da parte del Governo del decreto legge Cura Italia che era stato concertato nei suoi contenuti proprio con le opposizioni.

Ma poco dopo la Lega aveva cominciato a manifestare malumori, ritenendo inadeguate e insufficienti le misure di sostegno adottate per famiglie e imprese. A stretto giro sono arrivate le nette prese di distanza anche da parte dei Fratelli d’Italia e di Forza Italia, che chiedono interventi maggiori e più incisivi dei 25 miliardi messi in campo dal Governo.

Un’incrinatura pericolosa che arriva nel momento in cui i voti delle opposizioni sono più che mai necessari per convertire al più presto in legge il provvedimento e rendere stabili gli interventi, che altrimenti rimangono appesi a un punto interrogativo. Un’incertezza e un rischio che non ci si può permettere di correre, viste le attese dei lavoratori, delle famiglie e delle imprese che hanno bisogno urgente di questi aiuti economici.

Così stamane il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, vista la pericolosa spaccatura che si stava delineando, ha assunto l’iniziativa e ha fatto le tre telefonate ai leader per assicurare l’appoggio preventivo dei loro partiti. Il risultato sembra raggiunto, ma non del tutto.

“Poco fa mi ha chiamato il presidente Mattarella” ha detto Matteo Salvini, intervenendo a ‘L’Aria che tira’ su La7. “È stato cortese, abbiamo discusso di come collaborare, di come aiutare l’Italia e noi abbiamo detto che abbiamo una marea di proposte da fare, che siamo disponibili a collaborare”.

“Migliaia di produttori, laboratori artigiani e imprenditori, domani venerdì 20 marzo devono pagare le tasse, l’F24, è una riflessione che ho fatto anche al Presidente della Repubblica Italiana”, aggiunge Salvini. “Possiamo a nome di milioni di lavoratori italiani chiedere di migliorare il decreto oppure chiedere di fare quelle cose che aiutano?”, si domanda Salvini.

Giorgia Meloni dice: “Questa mattina ho parlato con il Presidente della Repubblica Mattarella: un gesto che ho apprezzato molto e lo ringrazio per questo. Al Capo dello Stato ho ribadito lo spirito di collaborazione e responsabilità che ha contraddistinto Fratelli d’Italia fin dall’inizio dell’emergenza sanitaria e gli ho confermato che il nostro lavoro continuerà in questa direzione”.

Ma anche qui arrivano i distinguo: “Ci auguriamo che il Governo abbia il nostro stesso atteggiamento e che si possa davvero lavorare insieme per dare risposte concrete a famiglie, imprese e lavoratori. Perché per noi l’interesse dell’Italia e degli italiani vale più di ogni altra cosa”.

Anche Silvio Berlusconi conferma di aver sentito telefonicamente il presidente Mattarella e ha “garantito” al capo dello Stato che la “nostra volontà di collaborare per uscire da questa situazione è assoluta. Il governo deve tuttavia accogliere almeno alcune delle proposte che noi avanziamo nell’interesse di tutti i cittadini”.

Insomma, il Capo dello Stato ha richiesto alle opposizioni uno sforzo di coesione nell’interesse dell’unità nazionale, in vista dell’approvazione del decreto legge, per il quale le tre forze politiche ieri avevano detto un secco no a ogni ipotesi di “scorciatoie”, come quella del voto ristretto espresso dalle Commissioni parlamentari in sede deliberante, chiedendo invece la procedura ordinaria del voto in Aula, molto più insidiosa per la tenuta del Governo nel caso in cui venissero a mancare i voti necessari per l’approvazione.

Uno scivolone che l’Italia, in questo momento, non si può permettere, deve aver pensato il presidente della Repubblica, che è corso ai ripari per evitare che ciò avvenga. E ha ottenuto da tutti e tre una promessa di “collaborazione” – è l’aggettivo che ricorre in tutti i comunicati dei leader – che forse varrà a far passare in aula il decreto, in attesa di interventi aggiuntivi.


2 Commenti

  1. Certo i signori al governo non chiederanno mai scusa agli italiani, invece dovrebbero, ma non lo faranno mai, perchè in loro è radicata la presunzione di essere superiori, la razza eletta da Dio, venuti al mondo per guidare le pecorelle, perchè queste siamo in quanto molto pazienti, ma come dice il saggio “la pazienza ha un limite, tutto ha un limite”, quindi finalmente un atto sensato del nostro presidente, dopo l’errore di aver voluto questo governo. Si spera dopo questa tragedia cambi veramente la politica italiana, noi siamo pronti al rispetto delle regole, nel bene e nel male, si spera lo siano anche loro.

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube