Cronaca | News

Coronavirus, adesso la paura è che manchi l’alcol

19 Marzo 2020
Coronavirus, adesso la paura è che manchi l’alcol

È stato refugium peccatorum fin dai primi giorni, quando l’Amuchina era introvabile: o ci si ingegnava con gli igienizzanti artigianali o c’era lui, il flacone rosa che tutti abbiamo in casa.

L’allarme lo ha lanciato stamattina il Corriere della Sera, con un articolo dal significato inequivocabile: “L’alcol inizia a scarseggiare, via i limiti alla produzione”. Come faremmo senza? Difficile dirlo; la speranza, piuttosto, è che non accada. Finora, nella gestione dell’emergenza Coronavirus, l’alcol denaturato rosa, da sempre utilizzato per la pulizia degli ambienti, è stato il prodotto più alla portata di tutti. Quello che poteva garantire un’igienizzazione facile, corretta e a buon mercato. Sembra di sentirlo il virologo Roberto Burioni, nei giorni bui dell’inizio dell’epidemia, quando i flaconcini di Amuchina sparivano e chi li aveva poteva sentirsi un privilegiato: “Non serve comprare il gel a 400 euro – avvertiva Burioni -, basta l’alcol”. Da lì in poi ci siamo tranquillizzati tutti. Ma neppure questa risorsa è infinita.

Il rischio di non trovare il prodotto 

Rita Querzè ha intervistato per il Corriere della Sera Mattia Adani, amministratore delegato di un’azienda chimica milanese che produce fluidi per la metalmeccanica. Adani racconta un fatto allarmante: “La domanda di questi prodotti è esplosa – dice delle colonne del Corriere -. Da qualche giorno abbiamo cominciato a ricevere richieste anche da ospedali e ambulatori. Questa cosa mi ha preoccupato molto. Lavorando noi nella filiera industriale, e non in quella sanitaria, temevo ciò significasse che nella filiera sanitaria cominciassero a verificarsi problemi di fornitura di disinfettanti. Ho quindi contattato diversi colleghi dell’industria chimica lombarda e tutti mi hanno purtroppo confermato una forte preoccupazione per la disponibilità in Lombardia di alcool, ma temiamo più in generale in Italia. In particolare, diverse imprese nella filiera chimico-farmaceutica segnalano difficoltà a reperire tale materia prima, fondamentale per la produzione di disinfettanti e detergenti”.

Adani conferma come anche per l’alcol si stia verificando quanto già successo con le mascherine: stop alle forniture dall’estero. Inoltre, spiega ancora l’imprenditore, “la produzione di alcol è fortemente regolamentata (vigilanza, autorizzazioni, registri…) per via del connesso pagamento di accise sui prodotti alcolici, che sebbene non dovute per gli usi sanitari e industriali, si porta dietro un sistema di vincoli che limita la produzione. Io e diversi attori della filiera riteniamo che l’unica alternativa sia allentare la normativa sulla produzione e miscelazione di alcol”, per non restare senza.

Indispensabile per gli igienizzanti

Un altro indizio che il prodotto inizia a scarseggiare è l’appello dell’Arpa Campania, lanciato oggi pomeriggio. I suoi laboratori possono produrre disinfettante per le mani, secondo la formulazione dell’Oms, ma serve etanolo, altrimenti non si riesce a realizzarli. L’appello, quindi, è a produttori e distributori in grado di mettere a disposizione quantitativi di alcol etilico indispensabile per gli igienizzanti. Ne ha dato notizia l’Adnkronos, che ha indicato anche una mail box per fare in modo che i soggetti disposti a fornire etanolo possano mettersi in contatto con l’Arpa. Questo è l’indirizzo: s.dirosa@arpacampania.it.

Un litro di alcol 47 euro

C’è poi il problema di chi puntualmente lucra sulle emergenze, come già accaduto con mascherine e disinfettanti. Se l’alcol sparisce dagli scaffali dei supermercati, il prezzo schizza. A Termoli – ne dà notizia un giornale locale, termolionline – “un solo litro di alcol denaturato al 90% va dai 4 ai 15 euro”. Prima ne costava 2. Il prodotto è venduto anche online, dove già nei giorni scorsi si erano verificati fenomeni di speculazione: si era arrivati a far pagare addirittura 47 euro un litro di liquido rosa.

Federconsumatori ha subito avvertito della “nuova frontiera delle speculazioni”, per il quale si è detta pronta a “chiedere un severo e tempestivo intervento alle autorità competenti”.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube