Diritto e Fisco | Articoli

Srl: i rapporti con l’amministratore unico e con i soci

21 Marzo 2020
Srl: i rapporti con l’amministratore unico e con i soci

Madre e figlio sono soci di una Srl. Entrambi hanno conferito il capitale sociale e la mamma è Amministratore Unico. Costoro devono ora fornire ad una banca delle garanzie in vista di un prestito. Ora, la mamma già percepisce una busta paga per collaborazione derivante dal ruolo di Amministratore Unico e questa busta paga dovrà essere innalzata ad una cifra sufficiente da garantire alla banca una certa entrata economica.

Come può dunque la madre deliberare un aumento dei propri compensi? Il figlio, invece, non percepisce nulla al momento, e quindi si crea il problema principale: come si può sviluppare una busta per il figlio? A che titolo?

Il problema che si pone nel caso di specie è duplice: valutare come è possibile per l’amministratore di una S.r.l. ottenere regolarmente un aumento dei propri compensi; capire se un socio di S.r.l. può diventarne un lavoratore dipendente, oppure un collaboratore, soprattutto quando si tratta di un famigliare dell’Amministratore unico.

Come viene deliberato il compenso degli amministratori di una Srl?

Con riferimento alla posizione dell’amministratore unico di S.r.l. ed alla possibilità di aumentarne l’importo del compenso risultante da busta paga, osservo quanto segue.

Fonte primaria alla determinazione del compenso agli amministratori sono le clausole poste nello Statuto societario sottoscritto dai soci della società secondo le previsioni del codice civile rispetto alla tipologia societaria considerata (nel caso di specie, per le società a responsabilità limitata, l’art. 2463 c.c.).

L’ulteriore fonte preposta a stabilire quali siano i soggetti legittimati alla determinazione del compenso agli amministratori è da individuare nell’art. 2364 c.c. dove, al punto 3, viene puntualmente sancito che tale funzione è riservata all’Assemblea dei soci.

Pertanto, se lo statuto nulla prevede in merito, l’Assemblea – convocata in via ordinaria (ma è da ritenersi valida anche la formula dell’assemblea straordinaria qualora sia necessario modificare lo statuto) può determinare un importo complessivo per la remunerazione di tutti gli amministratori, inclusi quelli investiti di particolari cariche.

Nel caso di specie, dunque, l’aumento dei compensi spettanti alla madre – per essere valido – dovrà essere deliberato in sede di assemblea ordinaria.

Socio Srl: può essere anche lavoratore dipendente della società?

Normalmente, un socio di S.r.l. non può essere assunto come dipendente.

La giurisprudenza ha sostenuto nel tempo che lo status di socio si differenzia e non è compatibile con quello di lavoratore subordinato.

Tuttavia, se sussistono determinate condizioni, anche il socio di una S.r.l. può essere assunto come dipendente dalla società, se:

  • non fa parte dell’organo amministrativo, o comunque, pur facendone parte non ne interferisce con le decisioni (perché per esempio esiste una pluralità di amministratori);
  • non è socio di maggioranza o con partecipazione qualificata. Se è socio di maggioranza o con partecipazione qualificata infatti, può comunque interferire con i poteri dell’organo amministrativo pur non essendo amministratore e quindi non ne è subordinato.

Nel caso di specie, però, si pone un ulteriore problema, il socio è anche il figlio dell’amministratore unico.

Pertanto, l’Inps, che già normalmente diffida da assunzioni di questo tipo, ritenendole un modo per ricevere agevolazioni contributive, contesterà sicuramente la genuinità di un rapporto di lavoro subordinato tra famigliari, anche a fronte della dimostrazione rigorosa da parte della società del fatto che il lavoratore è effettivamente soggetto a eterodirezione (da parte dell’organo amministrativo della S.r.l.) e, quindi, a subordinazione.

L’assunzione del figlio come dipendente non pare dunque un’ipotesi percorribile.

Si può assumere un socio di Srl come collaboratore a partita Iva?

Qualora si ipotizzasse di inquadrare un socio come collaboratore, anziché come lavoratore dipendente, per il quale è prevista iscrizione alla Gestione Separata, l’Inps sottolinea che l’obbligo di iscrizione Inps va considerato caso per caso, perché il contratto di lavoro parasubordinato deve essere di effettivo lavoro diverso dalla gestione o organizzazione della srl.

Per creare una collaborazione esente da critiche, allora, potrebbe rivestire la figura del collaboratore, colui che, ad esempio, si occupa di consulenza informatica per la Società (per la costruzione del relativo sito internet, manutenzione dei server e dei pc aziendali, ecc…), oppure chi si occupi di pubblicizzarne l’attività, ma bisogna poi essere in grado di dimostrare che il collaboratore effettivamente ha le competenze/qualifiche per svolgere dette attività.

Articolo tratto da una consulenza dell’Avv. Valentina Azzini


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube