Reati da Coronavirus, già si pensa alla sanatoria

19 Marzo 2020 | Autore:
Reati da Coronavirus, già si pensa alla sanatoria

Corre voce di un’amnistia per chi non resta in casa o dichiara il falso nell’autocertificazione. Come vanificare un deterrente e darsi la zappa sui piedi.

Fantasia o realtà? Il tempo – anche se non sappiamo ancora quanto ce ne vorrà – è galantuomo e saprà dirci se chi ne parlava si è inventato tutto o aveva visto bene. Corre voce che già si pensi a una sanatoria per chi si macchia dei reati da Coronavirus, cioè di tutte quelle violazioni commesse da chi, in questi giorni di emergenza senza precedenti, se ne infischia dei divieti. Per questo si è pensato a una serie di sanzioni penali come deterrente. Le avevamo già elencate in un precedente articolo (Coronavirus: cosa si rischia a uscire di casa), ma siccome repetita iuvant ecco qui un breve riepilogo:

  • inosservanza di provvedimenti dell’autorità: arresto fino a tre mesi e ammenda fino a 206 euro;
  • falsa attestazione o dichiarazione a pubblico ufficiale: reclusione da uno a sei anni;
  • delitti colposi contro la salute pubblica: carcere da tre a 12 anni;
  • epidemia: per chiunque cagioni un’epidemia mediante la diffusione di germi patogeni è prevista, in caso di dolo, la pena dell’ergastolo.

C’è amnistia e amnistia

In questi giorni strani, c’è chi si scandalizza per la richiesta, che da più parti arriva, di un’amnistia pienamente giustificata dal rischio sanitario, dato che le carceri rischiano di trasformarsi in bomba epidemiologica, aumentando esponenzialmente i contagi.

Sarebbe una misura straordinaria – l’ultima fu nel ’90 – con due effetti salvifici sul disastrato sistema penitenziario: scongiurare il rischio di un propagarsi del Covid e decongestionare le patrie galere da un sovraffollamento per il quale l’Italia è stata più volte condannata dalla Corte europea dei diritti dell’uomo.

È notizia di oggi che il Partito radicale, per tenere alta l’attenzione sul tema, abbia denunciato il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e il capo del Dipartimento di amministrazione penitenziaria Francesco Basentini per procurata epidemia colposa mediante omissione. L’omissione è non essere intervenuti adeguatamente per impedire il diffondersi del Coronavirus nelle carceri. E però, forse, ci sarà “amnistia” per chi non accetta di fare il sacrificio di starsene sul divano, ignorando le prescrizioni del governo.

Sfugge probabilmente un dettaglio: pensare in questo momento a una sanatoria per chi non vuole saperne di adeguarsi significa annullare qualunque effetto deterrente che le sanzioni potrebbero avere. Che poi è l’unica loro utilità, perché va da sé che siano odiose per tutti noi.

Più trasgressori che malati

Fino a ieri, il conto dei denunciati per reati da Coronavirus ammontava a 43mila, mentre i contagiati, secondo i dati della protezione civile, erano 37mila. Se non fosse abbastanza chiaro, vuol dire che abbiamo più trasgressori che malati. E per quanto ci abbia inizialmente feriti nell’orgoglio, bisogna forse iniziare a dare ragione al New York Times quando si chiedeva, senza troppa empatia con il popolo italiano, se sarebbe stato davvero capace di rispettare le regole. La risposta, al momento, è no. Non ne siamo capaci, se molti di noi rifiutano ancora di capire un concetto così semplice: non è tempo di uscire di casa, né di passeggiare. Che non è vietato, è vero, ma potrebbe diventarlo nelle prossime ore, e se non c’è stato un esplicito divieto fino a questo momento era perché si faceva leva sul buonsenso del paese.

Molti italiani fanno già quello che vogliono, in barba ai divieti; la notizia più curiosa è di oggi: un uomo e una donna sono stati sorpresi in macchina ad amoreggiare a Carbonia e sanzionati. Multare l’amore fa impressione, ovvio. E farebbe sorridere o farebbe tenerezza se solo non ci trovassimo tutti nella stessa, brutta, situazione di sospensione straordinaria delle nostre libertà: vorremmo tutti riprendere ad amoreggiare – in macchina e altrove -, ad andare a cena fuori, a fare sport all’aria aperta con gli amici. Ma c’è una pandemia in corso, con un numero limitato di posti letto di terapia intensiva che non ci consente di ammalarci (ed è la più orribile delle sanzioni). Se facessimo anche passare il concetto che una sanatoria verrà presto a salvarci e nessuno pagherà mai, sarà il lasciapassare per violare le regole. Ma soprattuto per esporci a un rischio sanitario che non possiamo permetterci.



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3 Commenti

  1. Lei, Stefania, ha già esposto tutto alla perfezione; per parte mia è meglio che mi astenga dal commentare… QUELLO CHE VORREI DIRE SAREBBE IMPUBBLICABILE! Ma gli italiani sono normali? Possibile che non abbiano ancora capito che, comportandosi in questo modo “sconsiderato” (è un eufemismo molto per difetto!) è come se si mettessero il cappio intorno al collo da soli? E inoltre ce lo mettono anche a noi, visto il nemico invisibile con cui abbiamo a che fare… Altro che movida e spiagge affollateeee… STATE A CASAAAAA!!!…

  2. I radicali vorrebbero svuotare le carceri da assassini e delinquenti vari e riempirli con chi esce di casa senza la giustificazione firmata dalla mamma.

  3. Buongiorno! Ma come si deve comportarsi in supermercato, per esempio? Esiste un obbligo di usare i guanti anche per i clienti? Etc. Sarebbe interessante a sapere :-). BTW: Complimenti, leggo i vs. articolo ogni giorno! 🙂

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