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Come funziona l’assicurazione a km

25 Marzo 2020 | Autore:
Come funziona l’assicurazione a km

Vantaggi e svantaggi della polizza a consumo: come si calcolano i chilometri, quanto si può risparmiare e a chi conviene.

Sei consapevole del fatto che paghi l’assicurazione dell’auto anche se tieni la macchina ferma tutto l’anno, vero? Almeno quando ce l’hai parcheggiata in un luogo pubblico, cioè quando si presuppone che prima o poi da lì dovrai spostarla e, quindi, anche solo per fare un metro di distanza devi essere a posto con la polizza Rc auto. Ma senza arrivare agli estremi, potresti essere uno dei tanti pendolari che da lunedì a venerdì si muovono soltanto in treno per andare al lavoro e lasciano la macchina in garage perché raggiungono la stazione a piedi o con i mezzi pubblici. E sempre con metrò o bus si spostano se la sera vogliono uscire al cinema, a mangiare una pizza o a bere qualcosa con gli amici. La macchina si prende solo il sabato e la domenica, cioè due giorni su sette. Ha senso, a questo punto, pagare l’assicurazione per 365 giorni e usate l’auto otto giorni al mese? Si può pensare alla polizza a consumo, ma bisogna capire bene come funziona l’assicurazione a km. E a chi conviene, perché forse non va bene per tutti gli automobilisti.

Diciamo subito che la formula non si basa su una precisione matematica di quanti chilometri percorri esattamente per stabilire quanto devi pagare. Cioè, non è che se prevedi di fare 300 km in un mese e nel fai 302 o 290 ti deve cambiare per forza l’importo. Come spiegheremo tra poco, la scelta dell’assicurazione a km può prevedere l’installazione di un dispositivo in auto che, tra le altre cose, rileva anche i chilometri che hai fatto. Non solo: non avrai bisogno di calcolare esattamente al centimetro quando si tratterà di fare la polizza a consumo: dovrai solo calcolare in quale fascia chilometrica potresti rientrare alla fine dell’anno.

Ma lascia che ti spieghiamo che cos’è e come funziona l’assicurazione a km.

Assicurazione a km: che cos’è?

Avrai intuito da quello che è stato nell’introduzione che l’assicurazione a km è un’alternativa alla tradizionale polizza Rc auto. Si parla, infatti, di un particolare tipo di contratto, noto anche come «assicurazione a consumo», che prevede il pagamento di un premio annuale sulla base della distanza effettivamente percorsa dal contraente nel periodo di tempo relativo alla copertura in corso.

In questo modo, il cliente ha la possibilità di evitare di pagare il premio all’assicurazione quando appena usa la macchina. La compagnia, infatti, propone questa polizza a chi fa pochi chilometri durante l’anno e, quindi, può risparmiare sulla polizza obbligatoria.

Assicurazione a km: come funziona?

Chi decide di sottoscrivere l’assicurazione a km deve, innanzitutto, pagare una quota fissa stabilita dalla compagnia come garanzia per tutta la durata del contratto. Dopodiché, viene fissata un’altra quota che corrisponde ad una determinata fascia di chilometri che il contraente stima di percorrere durante l’anno.

Quindi, le compagnie decidono un tetto di chilometri da percorrere ogni anno, normalmente stabilito in 5.000 km. Lo sconto per chi non supera la soglia può arrivare al 40-50% rispetto al costo di una normale Rc auto. Altrimenti, si dovrà pagare un supplemento. Il contraente, comunque, può decidere in partenza di collocarsi in una fascia più alta, se ritiene che quell’anno utilizzerà la macchina di più.

Assicurazione a km: come calcolare le distanze?

Ti starai chiedendo come fai a sapere a priori, in modo se non preciso sì almeno approssimativo, quanti chilometri farai in un anno. A tale scopo ci sono diversi sistemi che possono esserti d’aiuto. Ad esempio, segnarti per una settimana i chilometri di partenza e di arrivo per gli spostamenti che fai normalmente, giusto per avere un’idea della distanza percorsa e dell’uso che fai del veicolo. Puoi anche consultare Google Maps per calcolare i singoli percorsi che fai normalmente e calcolare, mediamente, i chilometri che fai. È sempre opportuno aggiungere qualche «extra» per eventuali imprevisti. In questo modo hai la possibilità di calcolare quando vai a stipulare la polizza di assicurazione al km se rientrerai nella soglia stabilita dalla compagnia.

Assicurazione a km: la scatola nera

Dopodiché, quando viene stipulata la polizza di assicurazione a km è prevista l’installazione di un dispositivo nella tua auto. Si tratta di una specie di scatola nera che registra diverse informazioni sulla tua auto, dal tuo stile di guida a, appunto, il numero di chilometri che percorri in un determinato periodo di tempo. Una soluzione ottima per non discutere con la tua compagnia: sono i numeri rilevati dal dispositivo a parlare ogni anno e a dire se hai superato o meno il massimo dei chilometri dichiarato.

Questo, però, significa anche che chi monitora i dati della scatola nera verrà a conoscenza dei tuoi spostamenti, per quanto i dati vengano trattati secondo quanto previsto dalla legge. Insomma, devi decidere tra la tua privacy o il risparmio sulla polizza.

La maggior parte delle compagnie non prevede un costo aggiuntivo per l’acquisto della scatola nera nel caso in cui venga scelta la polizza a consumo. Il dispositivo, normalmente, viene installato in comodato d’uso: significa che nel momento in cui chiudi la polizza, dovrai restituire la scatola nera.

Assicurazione a km: a chi conviene?

Domanda facile che prevede una risposta semplice: l’assicurazione a km conviene a chi utilizza l’auto il meno possibile, per brevi spostamenti: la spesa, la posta, la scampagnata della domenica o anche le ferie in un luogo non molto distante dal proprio domicilio.

Considera che la prima fascia, di norma, arriva a 5.000 km annui. Il che significa circa 416 chilometri al mese. Se sai di percorrerne di meno, allora ti conviene. È anche vero che se, per esempio, ad agosto vai al mare in una località distante da casa tua e di chilometri solo quel mese ne fai 2.000, puoi sempre recuperare nell’arco dell’anno quando la macchina ti serve appena. Tieni presente che, in genere, l’assicurazione a km non conviene da un punto di vista economico quando in un anno si percorrono più di 10mila chilometri.

note

Autore immagine: Canva.com


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