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Coronavirus: arriva l’Esercito

20 Marzo 2020 | Autore:
Coronavirus: arriva l’Esercito

Soldati in arrivo in Campania e al confine con la Slovenia. Chiesto l’intervento dei militari da governatori e sindaci per aumentare i controlli nelle città.

Finora, l’immagine più triste e più emblematica dell’impegno dell’Esercito nella crisi del coronavirus l’abbiamo vista a Bergamo: la colonna di mezzi militari carichi di bare che sfilava verso Cremona e Bologna per la cremazione di decine di vittime della pandemia, orfane di un posto nella Bergamasca. Da oggi, i soldati avranno un altro compito nelle città italiane dove ancora molti cittadini continuano ad ignorare i divieti imposti dal Governo per evitare la diffusione del virus ed escono di casa rischiando di uccidere altre persone.

Il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, si schiera su questa linea, dietro sollecitazione dei presidenti delle Regioni: verrà impiegato l’Esercito per intensificare i controlli nelle città. Tuttavia, il Viminale delega ai prefetti ogni decisione in merito. Dovranno essere loro a valutare le istanze nell’ambito dei comitati provinciali a cui partecipano i rappresentanti delle forze dell’ordine e le autorità locali. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, che già pianifica eventuali rinforzi per chi oggi è impegnato nell’operazione «strade sicure».

In Campania, sono in arrivo 100 soldati. Il ministero dell’Interno lo ha confermato al governatore Vincenzo De Luca, tra i primi a chiedere l’intervento dei militari per arginare il fenomeno delle uscite e delle scampagnate ingiustificate. Oggi, si riunisce il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica con i prefetti campani interessati allo scopo di definire i dettagli dell’intervento.

Intervento che vorrebbe nelle strade del suo territorio anche il presidente della Sicilia, Nello Musumeci, che ha chiesto un «controllo preventivo e una più intensa attività sanzionatoria nei centri abitati, con particolare riguardo ai capoluoghi di provincia e agli approdi dello Stretto, ricorrendo, se necessario, ai militari dell’Esercito impegnati nell’operazione Strade sicure». Il tutto, ovviamente, a causa «della diffusa inosservanza delle norme di prevenzione della diffusione del Covid-19», spiega Musumeci.

Altri 100 soldati sono stati schierati al confine con la Slovenia, come richiesto dalle autorità di Trieste, per fermare gli automobilisti, controllare documenti e chiedere le autocertificazioni sull’effettiva necessità dello spostamento. L’intervento interessa non solo i valichi principali ma anche le zone boschive adiacenti il confine di Stato, spesso varcato dai migranti.

L’impiego dei militari potrebbe arrivare anche altrove. Il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, ha telefonato al premier Giuseppe Conte per sollecitare l’intervento dell’Esercito al fine di aumentare i controlli nelle strade. «Ci aggiorneremo nelle prossime ore per capire se e in quale direzione il Governo vorrà muoversi», ha commentato Fontana.

Pure alcuni sindaci fanno la stessa richiesta. È il caso del primo cittadino di Verona, Federico Sboarina, o di quello di Civitavecchia, Ernesto Tedesco.

Ma anche l’opposizione sente il bisogno di vedere più soldati sulle strade. Con un tweet, il vicepresidente di Forza Italia, Antonio Tajani, ricorda che «rispettare le regole significa salvare vite umane. Per questo – scrive il braccio destro di Silvio Berlusconi – andrebbero aumentati i controlli, anche impiegando l’Esercito. Sarebbe utile affiancare le Forze Armate alle Forze dell’Ordine nella lotta al coronavirus».


note

Autore immagine: Canva.com


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