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Come contestare una multa ausiliari del traffico

20 Marzo 2020
Come contestare una multa ausiliari del traffico

Contravvenzioni stradali: le multe dei vigilini sono valide solo entro determinati limiti di materia e di territorio. Ecco come impugnarle. 

Qualcuno li chiama “vigilini”: sono gli ausiliari del traffico, soggetti a cui il Comune conferisce il potere di elevare le contravvenzioni stradali ma solo entro determinati limiti. Si tratta di personale assunto dal Comune stesso o da società private (quelle di gestione dei parcheggi). Le loro attribuzioni sono quelle di addetti a un pubblico servizio, ma non vengono considerati pubblici ufficiali. La conseguenza è che le dichiarazioni da questi riportate sul verbale sono più facilmente contestabili. 

Per sapere come contestare una multa ausiliari del traffico è bene, dunque, conoscere i poteri e i relativi limiti conseguenti al loro ufficio. Di tanto parleremo nel seguente articolo, dando atto delle ultime sentenze che si sono occupate di questo argomento.

Ausiliari del traffico: quali multe possono fare?

Un ausiliare del traffico può elevare solo determinati tipi di multe e, comunque, esclusivamente all’interno del territorio comunale. Egli può elevare le contravvenzioni solo in corrispondenza delle cosiddette strisce blu, ossia gli spazi di parcheggio a pagamento, e delle strisce gialle destinate al transito del trasporto pubblico locale (gli autobus). Ad esempio, vi rientrano le multe per:

  • omesso pagamento del ticket;
  • mancato rinnovo del ticket dopo la scadenza dell’orari;
  • parcheggio in seconda fila in prossimità delle strisce blu o comunque fuori le aree disegnate sull’asfalto, solo quando la sosta impedisce le manovre di uscita o entrata degli altri veicoli;
  • divieto di sosta sulle aree in concessione alle società che gestiscono i parcheggi o in quelle limitrofe ed in quelle strettamente limitrofe (si considera limitrofo lo spazio minimo indispensabile alla manovra dei veicoli per l’accesso all’area di sosta);
  • parcheggio in corrispondenza delle strisce gialle con intralcio alla circolazione degli autobus (non è compresa la multa per la circolazione all’interno di tali aree).

Pertanto, gli ausiliari del traffico non possono elevare alcun altro tipo di contravvenzione come, ad esempio, quelle per passaggio al semaforo rosso, parcheggio di auto o moto sul marciapiede, eccesso di velocità, ecc.

Come contestare una multa ausiliari del traffico

Vediamo ora quali sono i casi in cui è possibile opporsi a una multa degli ausiliari del traffico e farla così annullare. 

Innanzitutto, bisogna far presente che la multa, benché elevata da un “vigilino”, è pur sempre un “atto amministrativo” e quindi, per l’impugnazione, è necessario rispettare le regole sulle comuni contravvenzioni stradali. Ciò implica che il verbale deve essere contestato alternativamente:

  • entro 30 giorni al Giudice di Pace;
  • oppure entro 60 giorni al Prefetto.

Diversamente, la multa diventa definitiva e non si può più fare nulla in un momento successivo, neanche quando arriverà la cartella esattoriale. 

Il ricorso al Giudice di Pace o al Prefetto sono sostanzialmente identici: è cioè possibile sollevare, in entrambi i casi, lo stesso tipo di eccezioni. Tuttavia, essendo il Prefetto un organo amministrativo, potrebbe essere meno “imparziale” rispetto al magistrato. Ecco perché, per quanto il ricorso al Prefetto sia gratuito e richieda solo l’invio di una raccomandata, senza quindi bisogno di partecipare ad udienze, va limitato solo ai casi in cui la contravvenzione sia palesemente illegittima e il suo annullamento non implichi interpretazioni di norme (attività che, di solito, compie molto più facilmente il giudice). 

Anche contro l’ordinanza di rigetto del Prefetto è sempre possibile far ricorso, nei 30 giorni successivi, al Giudice di Pace. 

Quali contestazioni contro le multe degli ausiliari del traffico?

Contro le multe degli ausiliari del traffico si possono sollevare tutte le tradizionali contestazioni che è possibile opporre alle normali multe, dai vizi di forma a quelli di sostanza. In più, se ne aggiungono altri derivanti proprio dalla qualifica di tali soggetti. Ci occuperemo prima di questi ultimi.

Se l’ausiliario del traffico non dice la verità

Immagina di ricevere una multa, sulle strisce blu, per non aver pagato il ticket. In verità, il vigile non si è accorto che il biglietto era esposto sul parabrezza, parzialmente nascosto da un adesivo. 

Se la contravvenzione fosse elevata da un normale poliziotto della municipale, per sconfessare le sue dichiarazioni non ti basterebbe far ricorso contro il verbale ma dovresti attivare un ulteriore procedimento detto “querela di falso” volto appunto a far emergere il suo errore. Questo perché il poliziotto – anche quello locale – è un pubblico ufficiale e le sue dichiarazioni fanno piena fede fino appunto a querela di falso. Questa qualifica, però, non è riconosciuta agli ausiliari del traffico. Pertanto, dimostrare la falsità delle dichiarazioni contenute nella contravvenzione è molto più facile: basta sollevare il ricorso contro la multa e dotarsi di una prova contraria come potrebbe ad esempio essere la dichiarazione di un testimone o la stessa prova dello scontrino pagato [1].

Multa dell’ausiliario del traffico fuori dalla competenza territoriale

Abbiamo detto che l’ausiliare del traffico è un “delegato” dal Comune. Il suo potere, dunque, è strettamente correlato geograficamente all’ente che lo ha nominato tale. Ne consegue che sono nulle le multe dei vigilini fatte all’esterno del territorio di tale Comune.

Multa fuori dai poteri dell’ausiliario del traffico

Sono illegittime e, quindi, annullabili le multe dell’ausiliario del traffico che non rientrano nell’elenco riportato qui sopra. Come detto, infatti, il vigilino ha competenze solo in corrispondenza degli spazi contrassegnati da strisce blu o gialle o nelle aree di parcheggio date in concessione dal Comune.

Il verbale elevato dall’ausiliare del traffico è valido anche quando il veicolo è in sosta nell’area adiacente a quella destinata alla sosta a pagamento oppure alle corsie riservate ai mezzi pubblici, cioè in quello che è definito spazio funzionale.

Per spazio funzionale si intende lo spazio necessario per le manovre di accesso e uscita dal parcheggio.

Quindi, tanto per fare qualche esempio, sono illegittime le multe dell’ausiliare del traffico nei casi di:

  • divieto di sosta in spazi non contrassegnati da strisce blu;
  • circolazione sul lato della strada destinato agli autobus (la cosiddetta corsia preferenziale per il trasporto pubblico locale) [2]. Come anticipato, infatti, l’ausiliare può elevare la contravvenzione solo per il caso del parcheggio nelle aree contrassegnate da strisce gialle.

L’ausiliare del traffico può chiamare il carro attrezzi?

Se la delibera di nomina lo prevedere, l’ausiliare può chiamare il carro attrezzi per la rimozione del veicolo in divieto di sosta solo in alcuni casi:

  • sosta vietata che impedisce ad altri veicoli l’accesso o lo spostamento dall’area di sosta;
  • sosta in seconda fila;
  • sosta negli spazi riservati agli autobus;
  • multa per sosta sul marciapiede;
  • multa con autovelox per eccesso di velocità;
  • multa per passaggio al semaforo rosso.

Multa notificata in ritardo

Come tutte le multe non contestate nell’immediatezza, anche quelle dell’ausiliario del traffico vanno notificate al trasgressore entro 90 giorni dalla violazione (fa fede la data di spedizione della raccomandata risultante dal timbro postale). Diversamente, la contravvenzione è nulla.

Approfondimenti

Per maggiori informazioni, leggi:

Multe ausiliari traffico: ultime sentenze

I dipendenti di aziende di trasporto pubblico con funzioni ispettive possono accertare le violazioni limitatamente alle corsie riservate al trasporto pubblico

In tema di accertamento delle violazioni delle norme del codice della strada, i dipendenti di aziende esercenti il trasporto pubblico di persone, aventi funzioni ispettive, ai quali, ai sensi dell’art. 17, comma 133, della l. n. 127 del 1997, siano state conferite le funzioni di cui al comma 132 del citato articolo, possono accertare le violazioni in materia di circolazione e sosta limitatamente alle corsie riservate al trasporto pubblico, ex art. 6, comma 4, lett. c), del d.lgs. n. 2285 del 1992, con esclusione, quindi, dell’esercizio di tali funzioni relativamente ad ogni altra area del territorio cittadino.

Cassazione civile sez. II, 16/02/2016, n.2973

Ausiliari del traffico: multe nulle fuori dalle corsie riservate

I dipendenti di aziende esercenti il trasporto pubblico di persone aventi funzioni ispettive ai quali, ai sensi del comma 133 dell’articolo 17 della legge n. 127 del 1997, siano state conferite le funzioni di cui al comma 132 del medesimo articolo, possono accertare le violazioni in materia di circolazione e sosta in funzione di prevenzione e di accertamento, limitatamente alle corsie riservate al trasporto pubblico, ai sensi dell’articolo 6, comma 4, lettera c) del codice della strada, essendo esclusa la possibilità di estendere l’esercizio di tali poteri all’intero territorio cittadino.

Cassazione civile sez. II, 16/02/2016, n.2973

La sanzione per divieto di sosta è sempre valida anche se le strisce blu sono “inglobate” nella carreggiata, se è stata elevata da un ausiliare del traffico, se non ci sono parcheggi gratuiti e se la convenzione tra il comune e la società che gestisce il parcheggio è scaduta.

Giudice di pace Palermo sez. VIII, 06/04/2012

Querela di falso

La legittimità dell’accertamento di una violazione al codice della strada contestata al trasgressore dal competente comando dei Vigili Urbani non è in alcun modo inficiata dalla eventuale collaborazione prestata, in sede di rilevazione e segnalazione della violazione stessa, dai cd. “ausiliari del traffico”, i quali, senza essere investiti di funzioni di polizia, operano in funzione di mera collaborazione con l’autorità municipale. Nè risulta a ciò di ostacolo il disposto, “in parte qua”, della l. n. 689 del 1981, ben potendo i verbali dei pubblici ufficiali attingere il loro contenuto da segnalazioni e denunce effettuate da privati cittadini, pur senza fare, in tal caso, fede fino a querela di falso, ex art. 2700 c.c.

Cassazione civile , sez. III , 25/10/1999 , n. 11949

In tema di circolazione stradale, posteggi, violazioni, i verbali di accertamento redatti dagli ausiliari del traffico dipendenti delle società concessionarie dei parcheggi a pagamento hanno l’efficacia di cui agli art. 2699 e 2700 c.c.. L’attestazione in essi contenuta può essere vinta solo con la proposizione della querela di falso.

Tribunale Bari sez. III, 07/01/2015, n.19

Poteri ausiliari del traffico

Il legislatore ha inteso conferire agli ausiliari del traffico, ai fini di semplificazione dell’attività amministrativa, il potere di prevenire ed accertare infrazioni al codice della strada in alcune ipotesi tassative. Una prima ipotesi è costituita dalle infrazioni concernenti la sosta di autoveicoli nelle aree soggette a concessione di parcheggio, in ordine alla quale le funzioni di prevenzione ed accertamento possono essere svolte dagli stessi dipendenti della società concessionaria. Una seconda, concernente la sosta nell’ambito del territorio del Comune, nella quale le funzioni di prevenzione ed accertamento delle relative infrazioni sono attribuite ai dipendenti comunali. Una terza, si riferisce agli ispettori delle aziende di trasporto pubblico urbano, ai quali è conferito il controllo della sosta non solo sulle corsie riservate ai mezzi pubblici, ma anche nell’intero territorio comunale (cassata, nella specie, la sentenza di accoglimento dell’opposizione proposta da una donna avverso il verbale con il quale l’ausiliare del traffico aveva contestato alla opponente la sosta sulla zona pedonale. A detta della Corte, la sentenza impugnata aveva argomentato il convincimento sull’assunto che nella specie l’accertamento dell’infrazione fosse stato effettuato da ausiliari del traffico dipendenti delle società concessionarie di aree adibite a parcheggio a pagamento, per cui si trattava di personale privo della funzione di accertamento della violazione al divieto di sosta in zona non inclusa tra quelle individuate come date in gestione a parcheggio. Tuttavia, il giudice del gravame non aveva adeguatamente verificato, nonostante la specifica contestazione mossa in sede di opposizione dall’amministrazione, che l’accertatore fosse stato nominativamente individuato con specifico provvedimento di investitura. Infatti, proprio la necessità che gli ausiliari del traffico siano muniti di specifici requisiti fissati dalla legge, determina che la loro nomina debba avvenire con provvedimento amministrativo soggetto a verifica in sede di accesso agli atti dell’amministrazione ovvero nel giudizio in cui tale nomina rilevi, come nel caso di specie).

Cassazione civile sez. VI, 08/10/2014, n.21268

In tema di violazioni al codice della strada consistenti in infrazioni al divieto di sosta nel territorio del comune, qualora le funzioni di prevenzione ed accertamento siano attribuite ad ausiliari del traffico dipendenti comunali, non si applica il limite, previsto per i dipendenti delle società concessionarie, della soggezione delle relative aree a concessione di parcheggio, pur sussistendo la necessità, funzionale all’esigenza che gli ausiliari del traffico posseggano specifici requisiti fissati dalla legge, della nominativa individuazione dell’accertatore con specifico provvedimento di investitura, come tale soggetto a verifica sia in sede di accesso agli atti sia in sede di giudizio.

Cassazione civile sez. VI, 08/10/2014, n.21268

L’ausiliare del traffico non riveste, per tale sola qualifica, la qualità di pubblico ufficiale o di incaricato di pubblico servizio, in quanto la sua attività è circoscritta dall’art. 17, comma 132, l. n. 127/1997, così come interpretato dall’art. 68, l. n. 488/1999, alle funzioni di accertamento e contestazione delle violazioni in materie di sosta all’interno delle aree oggetto di concessione alle imprese di gestione dei parcheggi.

Cassazione penale sez. V, 12/04/2013, n.43363

Falsità commessa dall’ausiliare del traffico

Ai fini della configurabilità dei reati di falsità in atti, gli “ausiliari del traffico” rivestono la qualifica di incaricati di pubblico servizio solo se legati da un rapporto di pubblico impiego con lo Stato o con altro ente pubblico, per effetto di quanto previsto dall’art. 493 c.p. (In applicazione del principio, la S.C. ha ritenuto, non configurabile il delitto previsto dall’art. 476 c.p. nei confronti di un ausiliario del traffico, dipendente di una società di diritto privato interamente partecipata da un ente pubblico territoriale, accusato di aver alterato un verbale di contravvenzione amministrativa per sosta irregolare).

Cassazione penale sez. V, 12/04/2013, n.43363


note

[1] G.d.P. Ancora sent. n. 80 del 20.02.2004. G.d.P. Ancora sent. del 13.02.2004.

[2] Cass. sent. n. 9847/2010.


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