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Come contestare perizia assicurazione

20 Marzo 2020
Come contestare perizia assicurazione

Risarcimento danni: come contestare la relazione del fiduciario dell’assicurazione prima e dopo la causa in tribunale. 

Quando si tratta di pagare i risarcimenti, le assicurazioni hanno le braccia corte. E non c’è da meravigliarsi viste le numerose frodi che giornalmente vengono tentate ai loro danni. Questa, però, non è una scusa per negare l’indennizzo a chi ha subìto un danno effettivo. Per evitare di finire in causa è necessario far valere le proprie ragioni già al momento in cui l’ufficio liquidazione sinistri presenta l’offerta di ristoro. Offerta che, chiaramente, tiene conto delle valutazioni fatte dal fiduciario dell’assicurazione: il tecnico chiamato cioè a stilare una perizia sulle conseguenze, personali e/o economiche, subite dal danneggiato. 

È proprio questo il momento clou di tutta la pratica stragiudiziale: saper trattare in questa fase significa evitare i costi e i tempi del tribunale. Ma come contestare una perizia dell’assicurazione? Ci sono una procedura e un termine per farlo? 

Qui di seguito proveremo a fornire alcune indicazioni pratiche per orientarsi in questo ambiente.

Cos’è e a cosa serve la perizia dell’assicurazione

Prima di liquidare un risarcimento, qualsiasi sia la causa (ad esempio, infortunio domestico o lavorativo, incidente stradale, ecc.), l’assicurazione nomina un tecnico di fiducia affinché esegua alcune valutazioni. Tra le valutazioni che, di norma, vengono richieste al fiduciario vi è:

  • l’effettività del sinistro: in questa fase, preliminare alla quantificazione del danno stesso, è necessario verificare se il sinistro si è effettivamente verificato o se è falso;
  • i danni riportati dall’assicurato: si passa dopo ad accertare quali tipi di conseguenze sono derivate dal sinistro (danni a cose, persone, ecc.);
  • l’entità dei danni che possono essere sia patrimoniali che non patrimoniali (danno biologico, morale, ecc.).

Il perito dell’assicurazione è un soggetto che, per quanto assume un ruolo tecnico, è pur sempre “di parte”, in quanto nominato e stipendiato dalla compagnia. È chiaro, quindi, che la sua valutazione sarà quantomeno “prudente”: tenderà a limare, per quanto possibile, le voci di danno a favore dell’assicurazione. 

In questa fase, dunque, si instaura una sorta di “contraddittorio” volta a confrontare le posizioni delle due parti (compagnia da un lato, danneggiato dall’altro) onde definire la vicenda in via bonaria. Ed è proprio in questo meccanismo che si inserisce, come vedremo a breve, la contestazione della perizia dell’assicurazione.

La legge stabilisce dei termini entro cui l’assicurazione deve presentare l’offerta di risarcimento: 

  • 60 giorni in caso di danni solo alle cose (ad esempio, alle auto);
  • 90 giorni in caso di danni a persone.

È chiaro, quindi, che la perizia dell’assicurazione dovrà intervenire per tempo, in modo da rispettare le suddette scadenze. È anche vero che il ritardo nella presentazione dell’offerta non comporta alcuna decadenza per la compagnia se non la possibilità che l’Autorità Garante irroghi delle sanzioni.

Posso vedere la perizia dell’assicurazione?

La relazione del perito è un atto interno all’assicurazione, che non riveste i caratteri dell’ufficialità e della definitività. Pertanto, ben potrebbe la compagnia non mostrare il documento al danneggiato, tenendolo riservato. Non è un obbligo cioè esibire l’elaborato del fiduciario a chi chiede il risarcimento. 

Ciò nonostante l’ufficio di liquidazione dei sinistri è solito motivare le modalità di calcolo del risarcimento, chiarendo come è avvenuto il conteggio di ogni singola voce. E proprio a tal fine illustra sinteticamente – a volte anche verbalmente – le conclusioni del perito di parte. 

In questa fase della liquidazione del danno, un ruolo decisivo lo gioca l’avvocato del danneggiato, da questi nominato per trattare con l’assicurazione. La sua presenza non è obbligatoria come in tribunale, potendo il cittadino difendersi da solo. Ma la pratica maturata dai legali in tema di trattative con le compagnie rende la loro opera, in alcuni casi, determinante al fine di evitare il contenzioso davanti al giudice. Peraltro, la nomina dell’avvocato per la gestione del risarcimento del danno è spesso priva di costi per l’assistito: la sua parcella, infatti, sarà liquidata dall’assicurazione con il risarcimento complessivo.

È possibile contestare la perizia dell’assicurazione? 

Una volta preso atto – formalmente o informalmente – del risultato cui è pervenuto il perito dell’assicurazione, se il danneggiato si ritiene insoddisfatto sarà bene contestarne il contenuto. Difatti, in caso di successivo giudizio in tribunale, sarà proprio tale documento la base della difesa dell’assicurazione. 

Leggi anche Lettera di contestazione liquidazione sinistro.

Certo, non ci sono termini massimi per contestare la perizia dell’assicurazione, né si può dire che la mancata contestazione in questa fase stragiudiziale impedisca, in un successivo momento – ossia nel corso dell’eventuale processo – l’opposizione alla stessa. 

Quindi, non ci si deve preoccupare se il proprio avvocato ha omesso di censurare alcune valutazioni fatte dal perito dell’assicurazione, ben potendo ciò avvenire in seguito. Anche dopo il deposito della perizia dell’assicurazione, infatti, il danneggiato può presentare una controperizia di parte per sconfessare le valutazioni contenute nella prima.

Come si contesta la perizia dell’assicurazione?

L’atteggiamento più saggio per chi intende contestare la perizia dell’assicurazione è giocare d’anticipo. Il che significa far partecipare, alle cosiddette operazioni peritali (quelle cioè rivolte a verificare l’esistenza, la natura e l’entità del danno), anche un proprio tecnico di fiducia. Quest’ultimo viene nominato spontaneamente dal danneggiato (e da lui retribuito) tra soggetti che svolgono privatamente il mestiere o la professione richiesta nello specifico campo per cui si dibatte. Si pensi a un medico legale, a un meccanico, a un idraulico, ecc. 

Il perito di parte presenzierà alle operazioni peritali il cui giorno, ora e luogo vengono comunicati in anticipo dall’assicurazione con una lettera o una telefonata diretta al danneggiato o al suo avvocato. In questo modo, questi potrà interloquire – in modo “tecnico” e preparato – con il fiduciario dell’assicurazione e spingerlo a valutazioni più attente e favorevoli al danneggiato. Operando in tal modo, è meno probabile il rischio di brutte sorprese, ossia di perizie totalmente a favore dell’assicurazione.

Anche in un successivo momento, il perito del danneggiato potrebbe intervenire per contestare la proposta di risarcimento avanzata dall’assicurazione, facendo rilevare l’erroneità dei calcoli.

Come contestare la perizia dell’assicurazione in causa?

Se la fase delle trattative con l’assicurazione non dovesse sortire risultanti soddisfacenti e il danneggiato dovesse agire in giudizio, è verosimile che, nel fascicolo di costituzione dell’assicurazione, sarà depositata anche quella stessa perizia utilizzata come base di calcolo dell’offerta di risarcimento. Ebbene, in questa fase, la contestazione formale ed esplicita è fondamentale. Difatti, un principio del processo civile stabilisce che ogni deduzione di parte che non viene contestata dall’avversario si considera da quest’ultimo accettata. 

La contestazione della perizia può avvenire in modo generico e sbrigativo in udienza e nelle note istruttorie depositate dall’avvocato oppure anche con il deposito di una propria controperizia che appunto sconfessi le argomentazioni adottate dall’assicurazione. 



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