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Le Guide Congedo parentale (maternità facoltativa): cos’è

Le Guide Pubblicato il 11 ottobre 2013

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> Le Guide Pubblicato il 11 ottobre 2013

Condizioni e modalità per richiedere il permesso parentale da parte della madre lavoratrice, del padre lavoratore o della lavoratrice autonoma.

Comunemente chiamato “permesso parentale”, il congedo parentale è il diritto che spetta tanto alla madre quanto al padre.  Ciò al fine di consentire la presenza di almeno un genitore accanto al piccolo nei primi anni della sua vita.

Il congedo spetta tanto ai lavoratori dipendenti quanto agli autonomi.

Lavoratori dipendenti

Il congedo parentale spetta ai lavoratori e alle lavoratrici dipendenti di un rapporto di lavoro subordinato, purché ancora in essere.

Può essere goduto entro i primi 8 anni di vita del bambino. In tale periodo i genitori hanno il diritto ad assentarsi dal lavoro anche contemporaneamente:

la madre, trascorso il periodo di congedo obbligatorio di maternità, può usufruire di un congedo per 6 mesi, che possono essere frazionati o continuativi;

il padre può usufruire di un congedo per 7 mesi;

– se è presente un solo genitore, a questo compete un periodo continuativo o frazionato non superiore a dieci mesi.

Le astensioni dal lavoro, se utilizzate da entrambi i genitori, non possono superare il limite complessivo di 11 mesi.

Chi voglia usufruire del congedo deve dare al datore di lavoro un preavviso di almeno 15 giorni, salvo casi di impossibilità oggettiva.

Il congedo parentale spetta al genitore richiedente anche qualora l’altro genitore non ne abbia diritto in quanto disoccupato o perché appartenente ad una categoria diversa dai quella dei lavoratori subordinati.

– se il periodo di congedo parentale è richiesto nel 1° anno di vita del bambino sono necessarie 51 giornate di lavoro in agricoltura nell’anno precedente l’evento che sarà indennizzabile anche per le astensioni che si protraggono nell’anno successivo;

– se il periodo di congedo parentale è richiesto negli anni di vita del bambino successivi al primo e sino al 3°, è necessario che sussista lo status di lavoratore (iscrizione negli elenchi agricoli e 51 giornate di lavoro in agricoltura nell’anno precedente la richiesta del congedo oppure nello stesso anno purché le giornate di lavoro siano effettuate prima dell’inizio del congedo).

Il congedo parentale non spetta ai genitori disoccupati o sospesi, ai genitori lavoratori domestici, ai genitori lavoratori a domicilio. Nel caso in cui il rapporto di lavoro in atto cessi all’inizio o durante il periodo di fruizione del congedo, il diritto al congedo stesso viene meno dal momento in cui è cessato il rapporto di lavoro.

Se il padre fruisce del congedo parentale per almeno tre mesi, il periodo complessivo dei congedi per i genitori è elevato a undici mesi complessivi. Il padre potrà quindi usufruire di un periodo complessivo di sette mesi (in questo modo la legge tenta di incentivare la fruizione dell’astensione facoltativa da parte del padre, contrastando un’abitudine socialmente consolidata che vede la madre maggiormente coinvolta nella cura dei figli).

Lavoratrici autonome

Il congedo spetta per un periodo di massimo 3 mesi entro il primo anno di vita del bambino.

È necessario che la lavoratrice autonoma abbia effettuato il versamento dei contributi relativi al mese precedente quello in cui ha inizio il congedo (o una frazione di esso) e che vi sia l’effettiva astensione dall’attività lavorativa.

Al momento, il congedo spetta solo alle lavoratrici mamme; pertanto i padri autonomi non hanno diritto al congedo parentale.

Adozione e affidamento

In caso di adozione e affidamento solo preadottivo sia nazionali che internazionali, il congedo parentale è riconoscibile per massimo 3 mesi entro 3 anni dall’ingresso del minore nella famiglia purché all’atto dell’adozione o affidamento il minore non abbia superato i 12 anni di età.

L’indennità corrisposta è pari al 30% della retribuzione convenzionale prevista per l’anno di inizio del congedo stesso.

Prolungamento del congedo per figli con handicap

È previsto un prolungamento del congedo parentale per un massimo di tre anni in favore della madre o, in alternativa, del padre di minore con disabilità grave fino al compimento dell’ottavo anno di vita del bambino.

Il trattamento economico e previdenziale

Il congedo parentale va computato nell’anzianità di servizio ad eccezione degli effetti relativi alle ferie e alla tredicesima mensilità.

Il genitore, durante il periodo di congedo parentale, avrà diritto ad un’indennità pari al 30% della retribuzione, per un periodo di tempo pari a:

– 6 mesi complessivi tra i genitori, fino ai 3 anni di vita del bambino (oppure, in caso di adozione e affidamento, fino a 3 anni dall’ingresso in famiglia) con un’indennità del 30%;

– in caso di superamento dei 6 mesi, e fino all’ottavo anno di vita del bambino, l’indennità spetta solo se il reddito annuo del genitore richiedente non superi due volte e mezzo l’importo del trattamento minimo di pensione in vigore quell’anno (per il 2008 il limite di reddito è di 14.401,40 euro).

Cosa fare per ottenere il congedo parentale

Il genitore richiedente deve presentare la domanda di congedo al datore di lavoro, con un preavviso non inferiore a 15 giorni con indicazione dell’inizio e della fine del congedo (vedi schema), allegando:

certificato di nascita (o dichiarazione sostitutiva) da cui risulti la paternità o la maternità;
dichiarazione non autenticata di responsabilità dell’altro genitore da cui risulti il periodo di congedo eventualmente fruito per lo stesso figlio; nella dichiarazione occorre indicare il proprio datore di lavoro o la condizione di non avente diritto al congedo;
analoga dichiarazione non autenticata di responsabilità del genitore richiedente relativa ai periodi di astensione eventualmente già fruiti per lo stesso figlio;
impegno di entrambi i genitori a comunicare le variazioni successive.

La domanda di congedo parentale deve essere presentata all’Inps telematicamente mediante una delle seguenti modalità:

– web – servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite PIN dispositivo attraverso il portale dell’Istituto (www.inps.it – Servizi on line);

Contact Center integrato – n. 803164 gratuito da rete fissa o al n. 06164164 da rete mobile a pagamento secondo la tariffa del proprio gestore telefonico;

Patronati, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.


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