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In tribunale si giura sulla Bibbia?

4 Giugno 2020 | Autore:
In tribunale si giura sulla Bibbia?

Giuramento in tribunale: cos’è, che valore ha e come funziona? Cosa succede al teste o al consulente tecnico menzognero? Qual è la formula d’impegno?

«Giuro di dire la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità». Quante volte abbiamo sentito questa espressione recitata in un film americano dai testimoni che devono deporre in tribunale? Come se non bastasse, questo pomposo giuramento viene fatto ponendo una mano sulla Bibbia e una sul cuore, come se si trattasse di un impegno solenne fatto direttamente a Dio. Ebbene, devi sapere che questa immagine, per quanto potentemente scolpita in ognuno di noi, non corrisponde al vero; almeno, non corrisponde a quanto avviene in Italia. In tribunale si giura sulla Bibbia?

Con questo articolo ti spiegherò come giura un testimone quando, citato in tribunale, si impegna davanti al giudice a rispondere secondo verità alle domande che gli verranno poste. Vedremo insieme anche perché il giuramento è un rito molto importante per via delle conseguenze giuridiche che derivano dall’assunzione dell’impegno di dire la verità. Se hai cinque minuti di tempo a disposizione, prosegui nella lettura: scopriremo insieme se in tribunale si giura sulla Bibbia.

Giuramento in tribunale: cos’è?

Il giuramento in tribunale consiste nel pronunciare innanzi al giudice una formula con la quale ci si impegna a dire la verità e, dunque, a collaborare lealmente con la giustizia.

Come ti spiegherò nei prossimi paragrafi, le categorie di persone chiamate a giurare di dire il vero sono sostanzialmente tre: i testimoni; i consulenti tecnici d’ufficio e i periti, quando direttamente nominati dal tribunale; la parte in un processo civile, quando viene deferito giuramento decisorio.

Chi viene meno all’impegno assunto con il giuramento incorre in un reato vero e proprio: ad esempio, il testimone che mente commette il reato di falsa testimonianza, mentre il consulente tecnico d’ufficio che non assolve correttamente al proprio compito risponde del reato di falsa perizia.

Come si giura in tribunale?

Ogni testimone o consulente tecnico d’ufficio (perito, nel caso di processo penale) che è chiamato a rendere la propria deposizione davanti al giudice deve recitare una formula d’impegno che assume il nome di giuramento.

Il giuramento in tribunale non avviene mai sulla Bibbia: ciò significa che nelle nostre aule di giustizia non si giura sulla Bibbia o su altro testo sacro.

Un tempo, la legge [1] riconosceva al giuramento una valenza religiosa, tant’è che il giudice doveva ammonire il testimone sull’importanza religiosa e morale del giuramento.

In ossequio a ciò, la formula che doveva recitare il testimone al momento del giuramento era la seguente: «consapevole della responsabilità che con il giuramento assumo davanti a Dio e agli uomini, giuro di dire la verità, null’altro che la verità».

La Corte Costituzionale [2] è, tuttavia, intervenuta a sancire l’illegittimità di tale formula, poco rispettosa del principio di laicità dello Stato e del diritto di ogni cittadino ad avere una propria fede. Quale valore avrebbe, ad esempio, il giuramento sulla Bibbia reso da un musulmano?

Per tali ragioni, il testimone che oggi deve giurare in tribunale è tenuto a recitare una formula d’impegno del seguente tenore:

«Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza».

Il giuramento si fa sulla Bibbia?

Il giuramento nei tribunali italiani non si è mai fatto sulla Bibbia, nemmeno quando la formula d’impegno prevedeva una sorta di responsabilità morale e religiosa nei confronti di Dio. Quanto detto vale ancor di più oggi, visto che il giuramento ha perso qualsiasi valenza di tipo sacrale.

Cosa succede a chi giura il falso?

Il fatto che in Italia non si giuri sulla Bibbia non significa affatto che il giuramento sia privo di valore oppure che la sua violazione non abbia conseguenze importanti.

Come anticipato, la persona chiamata a deporre in tribunale che, nonostante l’impegno a dire la verità, affermi il falso è imputabile del reato di falsa testimonianza, punito con la reclusione da due a sei anni [3].

Il falso giuramento non riguarda solamente il testimone menzognero. Devi sapere che nei tribunali italiani devono giurare di dire la verità anche i consulenti tecnici d’ufficio e i periti nominati dal giudice, nonché la parte processuale in un giudizio civile, qualora ella sia chiamata a rendere un giuramento decisorio.

Il perito o il consulente tecnico d’ufficio che, nonostante l’impegno a espletare con onestà il suo compito, menta davanti al giudice incorre nel reato di falsa perizia ed è punito con la reclusione da due a sei anni [4].

La parte in un processo civile che, chiamata a giurare sulle circostanze sottopostole, mente dicendo il falso al giudice incorre nel reato di spergiuro, punito con la reclusione da sei mesi a tre anni [5].


note

[1] Art. 251 cod. proc. civ.

[2] Corte Cost., sent. n. 117/1979; Corte Cost., sent. n. 149 del 5 maggio 1995.

[3] Art. 372 cod. pen.

[4] Art. 373 cod. pen.

[5] Art. 371 cod. pen.

Autore immagine: Canva.com


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