Salute e benessere | Articoli

Coronavirus: come si capisce che il paziente è guarito?

20 Marzo 2020 | Autore:
Coronavirus: come si capisce che il paziente è guarito?

La comunicazione del Comitato Tecnico-Scientifico sulle definizioni a cui bisogna attenersi.

Il Coronavirus si sta diffondendo in fretta in tutto il territorio italiano. Le previsioni sul picco del coronavirus “le fanno gli esperti, sicuramente è giusto farle ma poi bisogna vedere se vengono confermate dai fatti. Forse il picco non arriverà la prossima settimana ma quella dopo. Tutti dicono che stiamo andando verso il picco e ci auguriamo che sia quanto prima”. Lo ha detto il commissario per la gestione dell’emergenza coronavirus Angelo Borrelli ai microfoni di Rai Radio2 nel corso della trasmissione ‘I Lunatici’.

La Protezione civile riporta i numeri del contagio in Italia: al momento, 37.860 persone risultano positive al virus. Ad oggi, in Italia sono stati 47.021 i casi totali. I deceduti sono 4.032, ma questo numero potrà essere confermato solo dopo che l’Istituto Superiore di Sanità (Iss) avrà stabilito l’effettiva causa del decesso.

Ad oggi, l’Italia ha superato la Cina per numero di decessi.

Le persone guarite sono 5.129. A questo punto, c’è da chiedersi: come si capisce che il paziente è guarito sia clinicamente, sia dall’infezione da SARS-CoV-2? Quando il soggetto asintomatico ha eliminato il virus?

Il Comitato Tecnico-Scientifico spiega che si definisce “clinicamente guarito da Covid-19, un paziente che, dopo aver presentato manifestazioni cliniche (febbre, rinite, tosse, mal di gola, eventualmente dispnea e, nei casi più gravi, polmonite con insufficienza respiratoria) associate all’infezione virologicamente documentata da SARS-CoV-2, diventa asintomatico per risoluzione della sintomatologia clinica presentata. Il soggetto clinicamente guarito può risultare ancora positivo al test per la ricerca di SARS-CoV-2″.

Il paziente guarito è chi risolve i sintomi dell’infezione da Covid-19 e risulta negativo in due test consecutivi, effettuati a distanza di 24 ore uno dall’altro, per la ricerca di SARS-CoV-2.

“La definizione di eliminazione del virus indica la scomparsa di RNA del SARS-CoV-2 rilevabile nei fluidi corporei, sia in persone che hanno avuto segni e sintomi di malattia, sia in persone in fase asintomatica senza segni di malattia”.

“Per il soggetto asintomatico, si ritiene opportuno suggerire di ripetere il test per documentare la negativizzazione non prima di 14 giorni (durata raccomandata del periodo d’isolamento/quarantena) dal riscontro della positività. La definizione di scomparsa dell’RNA virale è attualmente data dall’esecuzione di due test molecolari, effettuati normalmente a distanza di 24 ore, aventi entrambi esito negativo” conclude il Comitato Tecnico-Scientifico.



Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube