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Come lavorare in tribunale

25 Marzo 2020 | Autore:
Come lavorare in tribunale

Hai le idee chiare sul lavoro della tua vita? Desideri partecipare all’amministrazione della giustizia? Ecco per te alcune linee guida che possono fare al caso tuo.

Il tribunale è il luogo delle contraddizioni: per alcune persone rappresenta il posto da evitare a ogni costo, per altre è il vero e proprio oggetto del desiderio.

Il modo di vedere le cose dipende molto dall’idea che hai di giustizia e dalla posizione in cui ti trovi. Se, ad esempio, sei vittima di un processo ingiusto, sicuramente concepisci il tribunale come il luogo in cui non si tutelano i diritti dei cittadini; al contrario, se desideri partecipare all’amministrazione della giustizia per te non esiste posto migliore di questo. In tale ultima ipotesi ti interessa sapere come lavorare in tribunale, quali sono le opportunità che offre il nostro sistema e quali sono le procedure da seguire.

Per rispondere correttamente a tale domanda, dobbiamo fare alcune distinzioni che forse già conosci, ma che sono indispensabili per chiarire le idee sulla materia che stiamo affrontando.

In particolare, da un lato, dobbiamo fare la differenza tra le diverse tipologie di tribunali esistenti in Italia e, dall’altro, dobbiamo distinguere tra le varie posizioni lavorative.

Procediamo, quindi, con ordine e affrontiamo i diversi punti accennati.

Cos’è il tribunale e quali sono le tipologie esistenti

Per tribunale si intende un luogo fisico ben determinato: al suo interno i tuoi diritti vengono tutelati e tu trovi protezione giuridica. Di conseguenza, il tribunale è anche il posto in cui chi ha violato le norme del nostro ordinamento viene punito e subisce l’applicazione di sanzioni. Facciamo un esempio:

Sei alla guida della tua macchina e ricevi una telefonata. Hai dimenticato le auricolari a casa, ma decidi di rispondere ugualmente. Mentre parli al cellulare non ti accorgi di un’anziana signora che sta attraversando la strada sulle strisce pedonali e la investi. Le provochi così involontariamente la rottura del femore. La signora ti convoca in tribunale per farti condannare e ottenere il risarcimento del danno.

Le pene che vengono applicate ai colpevoli sono più o meno severe a seconda della gravità della trasgressione posta in essere.

Secondo i principi di diritto esistenti in Italia, l’amministrazione della giustizia è un’attività unica e unitaria: essa deve essere esercitata soltanto nei luoghi legittimati dallo Stato. In altri termini, è vietato al privato cittadino creare tribunali diversi da quelli espressamente previsti dal sistema giudiziario. C’è, dunque, un controllo pubblico importante che garantisce la protezione dei soggetti più deboli.

Perché le soluzioni adottate dalla giustizia siano efficaci e per evitare tempi di attesa troppo lunghi, è stato deciso di ripartire l’attività tra più strutture organizzative. E in particolare, la distinzione più importate è quella tra:

  • tribunali ordinari: al loro interno operano i giudici civili e penali, di primo e secondo grado, che si occupano della maggior parte delle liti che nascono tra i cittadini;
  • tribunali speciali: all’interno dei quali operano i giudici amministrativi, che si occupano delle controversie con le pubbliche amministrazioni e i giudici contabili, che si occupano degli aspetti economici degli enti locali.

Figure professionali presenti nei tribunali

Nei tribunali lavorano diverse figure professionali. È quindi importante avere un’idea generale di quelle che sono le opportunità offerte perché tu possa scegliere con maggiore tranquillità.

Proviamo a fornirti, quindi, un elenco dettagliato.

Magistrati

I magistrati sono i soggetti che devono decidere le controversie portate in tribunale. In altri termini sono coloro che, attraverso l’adozione di una sentenza, risolvono le questioni di diritto poste alla loro attenzione.

Percorrere tale strada non è semplice: devi studiare tanto e seguire uno specifico percorso. In particolare, devi laurearti in giurisprudenza e, successivamente, devi essere in grado di superare un concorso molto complicato. Sul punto, dobbiamo darti un’ulteriore informazione: per partecipare alla selezione pubblica non è sufficiente la laurea, ma devi possedere altri requisiti (ad esempio, devi già essere avvocato o esserti diplomato presso la scuola di specializzazione per le professioni legali).

Avvocati

L’avvocato è colui che assiste le parti all’interno del processo: egli, quindi, è il loro difensore.

Di solito, per ogni controversia, è prevista la presenza minima di un magistrato e di due avvocati (uno per ogni soggetto coinvolto nella questione).

Così come il giudice, anche l’avvocato deve seguire un percorso di studi piuttosto rigido. Dopo la laurea in diritto, l’aspirante legale deve realizzare un periodo di pratica forense di almeno 18 mesi presso uno studio professionale e, infine, deve superare l’esame di abilitazione alla professione. Successivamente, deve prestare giuramento dinanzi al consiglio dell’ordine del luogo in cui intende esercitare l’attività e deve iscriversi alla Cassa forense, ossia all’ente di previdenza sociale degli avvocati.

Personale di cancelleria

Lo svolgimento dell’attività amministrativa e burocratica del tribunale è destinato al personale di cancelleria, ossia a funzionari e dirigenti che si occupano di tutta la documentazione depositata sia in udienza sia fuori dall’udienza. Le cancellerie svolgono, dunque, un ruolo indispensabile, senza il quale il funzionamento della giustizia si arresterebbe.

Così come avviene per i magistrati, anche i cancellieri devono partecipare a una selezione pubblica, ma non è indispensabile la laurea in giurisprudenza: i bandi richiedono il possesso di titoli di studio analoghi come, ad esempio, quello in scienze politiche o in economia e commercio.

Forze di polizia

Se ti è capitato di frequentare i locali di un tribunale, ti sei già accorto della presenza di forze di polizia: tali figure sono fondamentali per garantire la sicurezza delle persone. In alcuni casi, infatti, le udienze sono caratterizzate da alti livelli di tensione nervosa.

Le forze dell’ordine possono essere quelle dei carabinieri o della polizia di Stato, ma nella maggior parte dei casi si tratta di guardie giurate fornite da cooperative private. In questo ultimo caso, dunque, non è necessario partecipare a un concorso, ma è sufficiente che presenti il tuo curriculum vitae a una società che offre tali opportunità.

Altre occasioni di lavoro

Infine, dobbiamo fare una piccola osservazione: intorno ai tribunali ruotano alcuni lavori di natura non professionale, ma imprenditoriale. Infatti, di solito tali strutture sono dotate di:

  1. servizi di bar e ristorazione;
  2. servizi di copisteria e cartolibreria.

Se hai già un’azienda che si occupa di una di queste attività o vuoi costituirne una nuova, puoi pensare di partecipare alle gare di appalto che vengono periodicamente bandite per provare a superare la selezione.



2 Commenti

  1. Ha dimenticato una figura professionale di fondamentale importanza: il CTU (Consulente Tecnico d’Ufficio).

    1. Concordo con la sua considerazione: il ctu così come i periti di parte sono delle figure di estrema importanza. Nel nostro articolo, tuttavia, abbiamo voluto porre l’attenzione sulle possibilità di lavorare stabilmente e non occasionalmente all’interno del Tribunale. Di solito i ctu svolgono una professione principale alla quale si affianca la consulenza richiesta dal magistrato. Ci sarà sicuramente modo di affrontare questo aspetto in futuro. Grazie per la sua osservazione e buona giornata.

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