Politica | News

Coronavirus, sale la tensione tra Stati Uniti e Cina

20 Marzo 2020
Coronavirus, sale la tensione tra Stati Uniti e Cina

Scambio di accuse tra i due paesi sulla gestione dell’emergenza.

La guerra dei dazi è finita ma la guerra verbale è appena iniziata, come se ogni pretesto fosse buono per trasformarsi in duello. Donald Trump non perde occasione per addebitare la responsabilità della pandemia di Coronavirus alla Cina di Xi Jin Ping. L’ultima è stata durante una conferenza stampa due giorni fa: il presidente degli Stati Uniti ha a più riprese parlato di “virus cinese“. Appositamente, verrebbe da dire. Per poi specificare, in modo quanto meno naif, che lo chiama virus cinese “perché viene dalla Cina”.

Virus cinese e virus del pregiudizio 

La risposta di Pechino a quelle parole che non sono piaciute neanche un po’, naturalmente, non si è fatta attendere. “La Cina farà in modo che l’errore storico dell’influenza spagnola non si ripeta mai più”. Lo ha scritto il Quotidiano del popolo – ce lo racconta la nostra agenzia di stampa Adnkronos – con un esplicito riferimento al cosiddetto virus cinese che continua a risuonare negli Stati Uniti. Se Trump non rinuncia a questa dicitura per lui calzante, la Cina non resta a guardare. Anzi, muove a sua volta una precisa accusa all’America: quella di non gestire bene l’epidemia e di non saper organizzare lo stop ai contagi.

Il paragone con l’influenza spagnola del 1918 serve alla Cina per far capire quanto siano strumentali certe etichette: “Contagiò 500 milioni di persone e uccise tra i 50 e 100 milioni di persone” ma, prosegue l’articolo, “il primo caso fu segnalato in America”: segno evidente, per l’organo di informazione della Repubblica popolare cinese, di quanto “la narrativa internazionale fosse dominata dai paesi che avevano vinto la prima guerra mondiale”.

Il quotidiano, inoltre, precisa che “non è ancora noto se l’epidemia si sia effettivamente originata nel paese”. E proprio su queste premesse, di “virus politico del pregiudizio” americano ha parlato il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Geng Shuang. “La Cina spera che gli Stati Uniti riflettano seriamente ed eliminino il loro virus politico del pregiudizio ideologico”, ha affermato Geng.

La guerra dell’informazione

Guerra delle parole significa anche guerra dell’informazione e all’informazione. In due sensi diversi. “Guerra all’informazione” perché gli organi di stampa cinesi si sono visti limitare il numero di accrediti per partecipare a conferenze stampa da parte degli Stati Uniti. In Cina, ci racconta ancora l’Adnkronos, si è risposto con l’espulsione di giornalisti dei principali quotidiani americani. Poi c’è la “guerra dell’informazione“, sulla cui libertà si misura ancora una volta la salute dello stato di diritto e delle istituzioni democratiche. Una partita decisiva per tutti i paesi relativamente al Coronavirus, perché solo il racconto (libero) dell’epidemia può dare conto delle effettive proporzioni dell’emergenza. Lo abbiamo già visto nei giorni scorsi con la Russia, sulla quale è stato recentemente pubblicato un rapporto sul Financial Times dell’agenzia diplomatica dell’Unione europea secondo il quale nel paese si sta portando avanti “un’imponente campagna di disinformazione“.

Al regime cinese, tra l’altro, Trump rimprovera proprio una mancanza di trasparenza delle informazioni sul virus, il che avrebbe impedito anche agli altri paesi di prendere le dovute contromisure. Accuse che la Cina respinge al mittente, affermando di aver condiviso tutti i dati relativi all’epidemia e di essere in prima linea nell’aiuto agli Stati più colpiti, come l’Italia.


2 Commenti

  1. I problemi che il laboratorio cinese ha creato, diffondendo il virus letale, ha generato degli enormi problemi di tipo geopolitico, non solo sanitario. Un anno fa circa, il Presidente della “Repubblica” Popolare di Cina è andato in giro per il mondo, per il trattato “Road and belt” per dare miliardi di euro o dollari a molte nazioni del mondo. Molte di queste nazioni, soprattutto quelle in Africa, hanno avuto un tracollo o dissesto finanziario e politico. A quel punto, il Governo cinese è arrivato e si è preso tutte le miniere di bauxite, rame, oro, platino, diamanti, etc…etc.. Ora anche le nazioni europee, sono vicino al collasso. Io ritengo che i politici ed i biologi cinesi, siano direttamente responsabili di questa guerra biologica e chimica contro il mondo intero. A loro probabilmente non gliene importa nulla se muoio 40 o 400 mila cinese, tanto sono molte centinaia di milioni. Mi rendo conto che, il futuro del mondo sarà, una popolazione planetaria, con gli occhi a mandorla. Le altre razze spariranno, come quando c’erano i Cromagnon che furono soppiantati dagli Homo Sapiens Sapiens.

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube