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Lo sai che? Annullamento automatico della cartella esattoriali di Equitalia: come ottenerlo

Lo sai che? Pubblicato il 3 ottobre 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 3 ottobre 2013

Ho presentato all’agente della riscossione istanza di annullamento di una cartella di pagamento, entro 90 giorni dal ricevimento dell’avviso di contestazione di alcuni tributi; non è arrivata alcuna risposta da quella data: posso ritenere il silenzio come assenso all’annullamento?

La legge di stabilità 2012 [1] ha disposto una procedura semplice e rapida per ottenere l’annullamento automatico delle cartelle esattoriali illegittime, evitando così ai contribuenti inutili e costosi ricorsi in commissione tributaria.

Quando la cartella esattoriale o il tributo richiesto con la cartella presenti palesi vizi che ne possono comportare l’annullamento (per es. prescrizione, decadenza, per già intervenuta sospensione giudiziale o amministrativa della cartella, per sentenza di accoglimento del ricorso, o per altri motivi di evidente illegittimità – v. sotto), il contribuente può presentare istanza di annullamento ad Equitalia. L’istanza va documentata.

Equitalia invia tale richiesta all’ente creditore e quest’ultimo deve valutare se confermare o meno la legittimità dell’iscrizione a ruolo. Lo deve fare, però, entro sessanta giorni dal ricevimento di dell’istanza.

Se ciò non avviene, trascorso inutilmente il termine di 220 giorni dalla data di presentazione della dichiarazione del debitore al concessionario (Equitalia), le partite contestate sono annullate di diritto, con l’automatico discarico dei relativi ruoli e l’eliminazione dei corrispondenti importi dalle scritture patrimoniali dell’ente creditore [2]. In parole povere, la cartella viene annullata e il debito si cancella definitivamente.

L’annullamento automatico non vale per i tributi locali

La procedura di annullamento vale solo per le somme riscuotibili con ruolo esattoriale (cioè, tramite Equitalia) e non è applicabile all’ingiunzione “fiscale” emessa dall’ente locale o da un suo concessionario alla riscossione (per il cui caso occorrerebbe una normativa specifica).

Cause di annullamento automatico

I motivi per cui si può chiedere l’annullamento automatico sono i seguenti:

– intervenuta prescrizione del diritto di credito; – intervenuta decadenza del diritto di credito;

– un provvedimento di sgravio già ottenuto dall’ente titolare del credito (per es. Inps);

– un provvedimento amministrativo o del giudice che ha sospeso l’efficacia esecutiva della cartella esattoriale;

– una sentenza che ha già annullato, in tutto o in parte, la cartella esattoriale;

– intervenuto pagamento della cartella esattoriale.

L’elenco non è esaustivo. Vi potranno quindi rientrare qualsiasi altra causa di non esigbilità del credito.

note

[1] Legge n. 228/2012, Art. 1, commi 537 e seguenti.

[2] Art. 1, comma 540, della legge 24 dicembre 2012, n. 228; direttiva Equitalia 2 dell’11 gennaio 2013.


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