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Cambio di residenza e annullamento della cartella esattoriale

3 ottobre 2013


Cambio di residenza e annullamento della cartella esattoriale

> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 ottobre 2013



La notifica al vecchio indirizzo è nulla decorsi 30 giorni dal trasferimento: se manca la prova, l’atto rimane valido e non può esser impugnato.

Molto spesso, quando il contribuente si trasferisce da una città a un’altra, mutando anche l’indirizzo di residenza, non sempre l’agente della riscossione (Equitalia per esempio) “aggiorna” le proprie carte e le… cartelle. Con la conseguenza che queste ultime possono essere spedite all’indirizzo vecchio e, quindi, sbagliato.

Che strumenti ha, in questo caso, il contribuente per poter far valere il difetto di notifica, ossia il fatto di non aver mai preso cognizione dell’atto inviatogli, perché indirizzato a una residenza precedente?

Per fare annullare l’iscrizione a ruolo (e la cartella), il contribuente deve dimostrare che, al momento della notificazione dell’avviso d’accertamento, si era trasferito dal Comune ove è avvenuta la notifica (irregolare) e si era invece iscritto nell’anagrafe della popolazione civile del comune di una diversa città, almeno da trenta giorni antecedenti quello della tentata consegna [1].

Le notificazioni tributarie si fanno nel domicilio fiscale che, per le persone fisiche, coincide con la residenza anagrafica. Se la residenza anagrafica e quella effettiva non coincidono (quasi sempre per colpa del contribuente, che non ha denunciato il trasferimento all’anagrafe), la notificazione deve essere fatta con deposito dell’atto nel Comune nel cui registro della popolazione è iscritto il destinatario [2].

Ecco perché, per ottenere l’annullamento del provvedimento, il contribuente deve dimostrare – certificato storico di residenza alla mano – dove era residente anagraficamente nel momento in cui l’agente della riscossione aveva tentato la notifica.

In assenza di tale prova, l’agenzia delle Entrate non può annullare l’iscrizione a ruolo, legittimata dalla mancata impugnazione del precedente avviso regolarmente notificato.

note

[1] Art. 60, comma 3, del Dpr 29 settembre 1973, n. 600: “Le variazioni e le modificazioni dell’indirizzo hanno effetto, ai fini delle notificazioni, dal trentesimo giorno successivo a quello dell’avvenuta variazione anagrafica…”

[2] Art. 60, comma 1, lettera e: “quando nel comune nel quale deve eseguirsi la notificazione non vi è abitazione…del contribuente, l’avviso…si affigge nell’albo del comune e la notificazione, ai fini della decorrenza del termine per ricorrere, si ha per eseguita nell’ottavo giorno successivo a quello di affissione”.

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