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Incidente senza prove

22 Marzo 2020
Incidente senza prove

Che fare se non ci sono testimoni e persone che possono dimostrare la responsabilità di uno degli automobilisti.

Potrebbe capitare di essere urtati da un’altra auto e di non riuscire a dimostrare le proprie ragioni. In assenza di cid, testimoni, prove fotografiche o segnaletica stradale che stabilisca la precedenza, come si fa a ottenere il risarcimento? L’ipotesi di un incidente senza prove è specificamente prevista dalle norme in materia di infortunistica stradale e, in particolare, dal Codice civile. 

Di tanto, peraltro, si è occupata più volte la giurisprudenza e, in particolare, la Corte di Cassazione. Proprio di recente, la Suprema Corte ha fornito un interessante chiarimento [1] riguardo le ipotesi in cui ci si trovi ad affrontare un giudizio con una controparte che non vuole ammettere le proprie responsabilità e, nel contempo, non si dispone di elementi a proprio favore. 

Cerchiamo di fare il punto della situazione e di comprendere cosa succede in caso di incidente senza prove.

Incidente stradale: chi deve dimostrare di aver ragione?

Chi vuol far valere un diritto deve dimostrarne l’esistenza. È questo il principio cardine del nostro ordinamento. Tutto il processo si basa sulle prove. Non basta cioè dire «Mi spetta questo o quello…» oppure «La legge prevede che… e pertanto ne ho diritto» ma bisogna anche dimostrare di possedere tutti i requisiti per rivendicare tale tutela. Questo significa che una persona senza prove potrebbe perdere una causa pur avendo ragione.

Quanto appena detto viene definito, in termini tecnici, con la locuzione «onere della prova».

Nell’ambito di un incidente stradale, ci sono però regole particolari e più stringenti. 

Partiamo dal principio di carattere sostanziale: quando si guida non ci si può limitare a rispettare il Codice della strada ma bisogna fare di tutto per evitare scontri, anche quando gli altri automobilisti stanno commettendo delle imprudenze. In buona sostanza, bisogna prevedere le altrui violazioni in modo da non mettere a repentaglio la vita delle persone. Il fatto che una macchina passi col rosso non è una giustificazione, per chi invece viene dal verde, per andarle addosso. Così come è responsabile chi, pur avendo la precedenza, intravede che un’altra auto non ha rispettato lo stop e, ciò nonostante, occupa prepotentemente il centro della carreggiata provocando lo scontro. 

Tutto ciò impone, per chi chiede un risarcimento danni da incidente stradale, di dimostrare in giudizio tre elementi:

  • non solo aver rispettato le regole del Codice della strada;
  • non solo che la controparte le ha invece violate;
  • ma anche l’aver fatto di tutto per evitare l’incidente e di non esserci riuscito non per propria colpa. 

In pratica, la piena responsabilità di un automobilista che non rispetta le regole scatta solo quando lo scontro con questo è imprevedibile e inevitabile. In tutti gli altri casi può essere valutata la sussistenza di un concorso di colpa tra i rispettivi conducenti. 

Incidente senza prove: di chi è la colpa?

Vediamo ora cosa succede in caso di un incidente stradale senza testimoni o altre prove. 

Sicuramente, se le parti decidono di firmare il CID, non si pongono problemi. L’assicurazione valuta prima se vi è compatibilità tra le affermazioni delle parti e la dinamica effettiva del sinistro (a tal fine, delegando un’apposita perizia). La compagnia, infatti, non è vincolata alle dichiarazioni contenute nel modulo di constatazione amichevole (diversamente, sarebbe fin troppo facile portare a termine una truffa ai danni dell’assicurazione).

Se, invece, non c’è CID e i conducenti sono in disaccordo tra loro, l’incertezza sulla dinamica del sinistro fa scattare la pari responsabilità dei conducenti. 

A stabilirlo è l’articolo 2054 cod. civ. in forza del quale «nel caso di scontro tra veicoli si presume – fino a prova contraria – che ciascuno dei conducenti abbia concorso ugualmente a produrre il danno subito dai singoli veicoli». Quella prova contraria è appunto il famoso onere della prova che spetta al danneggiato se vuole ottenere i soldi dall’assicurazione e che si sostanzia nella dimostrazione di quei tre elementi che abbiamo visto sopra:

  • rispetto delle norme del Codice;
  • violazione delle norme da parte dell’altro conducente;
  • impossibilità di evitare l’impatto.

Questo criterio della «pari responsabilità» o, se vuoi, del concorso di colpa, si applica tutte le volte in cui non è possibile individuare in quale misura la condotta delle parti abbia cagionato il sinistro. Né rileva che la colpa di uno dei due risulti evidente senza ragionevole dubbio, perché, anche in tal caso, il giudice non è esonerato dall’obbligo di accertare che il veicolo danneggiato si sia attenuto al rispetto delle norme del Codice della strada.

Lo scopo di tale norma è proprio quello di offrire un sistema di imputazione della colpa laddove non sia possibile pervenire a un’esatta ricostruzione dei fatti di causa. 

La pari responsabilità verrà ripartita secondo percentuali che, nella gran parte dei casi, è del 50% a testa. In pratica, ciascun conducente sarà rimborsato solo a metà dalla propria assicurazione, mentre l’altra metà dei soldi per la riparazione del mezzo o per le sofferenze fisiche subite non la vedrà mai. 

Incidente senza prove e classe di merito

Come si risolve, in termini di bonus/malus, ossia di classe di merito, tale regola? Il Codice delle assicurazioni stabilisce l’aumento di due classi per chi provoca un incidente solo se gli viene imputato più del 50% della colpa. Il che significa che con un concorso di colpa paritario nessuno dei due conducenti si vedrà aumentare il premio della propria polizza. 


note

[1] Cass. sent. n. 7479/20.


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