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Requisiti per ottenere la disoccupazione collaboratori

17 Agosto 2020 | Autore:
Requisiti per ottenere la disoccupazione collaboratori

Quali condizioni deve soddisfare il lavoratore parasubordinato per ottenere l’indennità di disoccupazione Dis-coll?

Dal 2017 [1], è diventata strutturale, cioè è stata istituita in modo permanente, una nuova indennità di disoccupazione spettante alla generalità dei collaboratori, chiamata Dis- coll. L’indennità ha la funzione di fornire un sostegno al reddito ai lavoratori parasubordinati che hanno perso involontariamente l’occupazione. La Dis-coll sostituisce, di fatto, le precedenti indennità una tantum riconosciute occasionalmente dall’Inps ai co.co.co. ed ai co.co.pro, cioè ai collaboratori coordinati e continuativi ed ai lavoratori a progetto.

Quali requisiti per ottenere la disoccupazione collaboratori devono essere soddisfatti dal lavoratore parasubordinato?

Non tutti i lavoratori parasubordinati ne hanno diritto, ma soltanto coloro che:

  • sono iscritti in via esclusiva alla gestione Separata Inps;
  • possiedono un minimo di mensilità di contribuzione nell’anno precedente la domanda di sussidio;
  • non fanno parte delle categorie di parasubordinati esclusi dalla misura;
  • hanno perso l’impiego involontariamente.

In base alla contribuzione posseduta, la durata della Dis-coll può variare, ma non può mai superare i 6 mesi, mentre il suo ammontare varia in base alla retribuzione imponibile media nel periodo di riferimento. Ma procediamo con ordine.

Lavoratori beneficiari

L’Inps, nei provvedimenti di prassi emananti [2], ha chiarito che i potenziali destinatari della Dis-coll sono:

  • i collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto, iscritti in via esclusiva alla gestione separata Inps, non pensionati e privi di partita Iva al momento della presentazione della domanda;
  • gli assegnisti e i dottorandi di ricerca con borsa di studio iscritti in via esclusiva alla gestione separata Inps, non pensionati e privi di partita Iva al momento della presentazione della domanda;
  • i collaboratori della PA iscritti in via esclusiva alla gestione separata Inps, non pensionati e privi di partita Iva al momento della presentazione della domanda.

Sono esclusi dal novero dei destinatari della Dis- coll gli amministratori, i sindaci o i revisori di società, le associazioni e gli altri enti con o senza personalità giuridica.

Requisiti di accesso

La Dis-coll è riconosciuta ai lavoratori che soddisfino congiuntamente i requisiti di seguito elencati:

  • iscrizione in via esclusiva alla gestione separata Inps;
  • non titolarità di partita Iva;
  • possesso dello stato di disoccupazione;
  • accredito contributivo di 1 mensilità (questo requisito è richiesto dal 5 settembre 2019: in precedenza, era necessario possedere 3 mensilità di contribuzione) dall’anno precedente quello in cui è inviata la domanda, sino alla data d’invio della domanda.

Stato di disoccupazione

Perché a un lavoratore sia riconosciuto lo stato di disoccupazione, in base alla normativa in materia [3], occorre che:

  • abbia perso l’impiego involontariamente (non sono considerate quali perdita involontaria dell’impiego, ad esempio, le dimissioni volontarie e la risoluzione consensuale del rapporto, salvo specifiche eccezioni);
  • dichiari, in modalità telematica, al sistema informativo unitario delle politiche del lavoro, la propria immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa (Did) e alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro concordate con il centro per l’impiego.

Non titolarità di partita Iva

Per percepire la Dis-coll non è consentito avere una partita Iva attiva, anche se non percepisce redditi.

Il lavoratore, se è titolare di un’eventuale partita Iva attiva ma non produttrice di reddito (cosiddetta posizione silente), per poter presentare la domanda di Dis-coll deve provvedere preliminarmente alla sua chiusura.

1 mese di contributi

Per effetto di quanto previsto dal cosiddetto decreto Crisi [4], a decorrere dal 5 settembre 2019, i lavoratori con contratto di collaborazione coordinata e continuativa, anche a progetto, nonché gli assegnisti e i dottorandi di ricerca con borsa di studio devono possedere almeno 1 mese di contribuzione accreditato presso la gestione separata Inps.

Il periodo di osservazione per l’individuazione del requisito contributivo va dal 1° gennaio dell’anno civile precedente la data di cessazione dal lavoro fino alla data di cessazione stessa.

In altre parole, bisogna verificare se il lavoratore possiede almeno un mese di contributi dal 1° gennaio dell’anno precedente quello della cessazione del rapporto di lavoro sino alla data in cui il contratto è cessato.

Giuseppe ha terminato il rapporto di collaborazione il 20 marzo 2020 ed ha contestualmente richiesto la Dis-coll. Perché percepisca la Dis-coll, deve aver versato, presso la gestione separata, almeno un mese di contributi dal 1° gennaio 2019 al 20 marzo 2020.

I contributi figurativi per i periodi di tutela della maternità, relativamente al rapporto di collaborazione, sono considerati utili ai fini del raggiungimento del requisito di contribuzione, essendo equiparati ai contributi da effettivo lavoro.

Versamenti per ottenere un mese di contributi

Considerando che l’aliquota contributiva da applicare sul reddito effettivo del lavoratore parasubordinato iscritto in via esclusiva presso la gestione separata, per il 2020, è pari al 34,23% (di cui 0,72% per maternità e 0,51% per la Dis-coll, la prestazione di disoccupazione), e che il minimale di reddito annuo è pari a 15.953 euro:

  • è necessario un versamento minimo di 455,06 euro per ottenere l’accredito di un mese di contribuzione nel 2020.

Dis-coll e nuovo lavoro

Nel caso in cui il beneficiario della Dis-coll si rioccupi con contratto di lavoro subordinato di durata non superiore a 5 giorni, la prestazione è sospesa d’ufficio sulla base delle comunicazioni obbligatorie; al termine del periodo di sospensione, la prestazione ritorna a essere corrisposta per il periodo residuo spettante al momento della sospensione.

Il beneficiario decade dal diritto all’indennità nel caso in cui si rioccupi con contratto di lavoro subordinato di durata superiore a 5 giorni.

Il percipiente che intraprenda o sviluppi un’attività lavorativa autonoma, parasubordinata o di impresa individuale dalla quale derivi un reddito che corrisponde a un’imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni spettanti (cd. soglia d’incapienza) deve comunicare all’Inps, entro 30 giorni dall’inizio dell’attività o, se questa era preesistente, dalla data di presentazione della domanda di Dis-coll, il reddito che presume di trarre dalla nuova attività.

Qualora il reddito dichiarato sia inferiore o pari alla soglia d’incapienza:

  • 8.145 euro per il lavoro parasubordinato;
  • 4.800 euro per il lavoro autonomo;

la Dis-coll viene ridotta di un importo pari all’80% del reddito previsto, rapportato al periodo che intercorre tra la data di inizio dell’attività e la data in cui termina il periodo di godimento dell’indennità o, se antecedente, la fine dell’anno.

Il beneficiario della Dis-coll può svolgere prestazioni di lavoro occasionale nei limiti di compensi di importo non superiore a 5mila euro annui: se non si superano questi limiti, l’indennità è interamente cumulabile con i compensi derivanti dallo svolgimento di lavoro occasionale e il beneficiario non è tenuto a comunicare all’Inps il compenso derivante dalla nuova attività.

Per ulteriori approfondimenti: Dis-coll, calcolo, durata

Proroga Dis-coll 2020

Il decreto agosto prevede la proroga della Dis-Coll per ulteriori due mensilità, per coloro che hanno visto terminare il sussidio a maggio e giugno. La proroga include anche i lavoratori già beneficiari della precedente proroga Dis-Coll nel DL Rilancio.


note

[1] Art.7 L. 81/2017.

[2] Inps, circolari n. 115/2017 e n. 122/2017, messaggio n. 4804/2017.

[3] D.lgs. 150/2015.

[4] DL 101/2019.


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