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Coronavirus: cosa non si può più fare adesso

21 Marzo 2020 | Autore:
Coronavirus: cosa non si può più fare adesso

Almeno fino al 25 marzo, addio a parchi, corse lontano dall’abitazione, seconde case e caffè dal benzinaio. Poi ci sono le ordinanze regionali.

La legge non è uguale per tutti, ma su alcuni punti accomuna l’intero Paese. Da una parte c’è l’autorità nazionale, che ha imposto nuovi divieti per tentare di contenere ulteriormente la diffusione del coronavirus. Dall’altra ci sono i presidenti delle Regioni, che hanno usato il potere a loro concesso per prendere delle singole iniziative con lo stesso scopo. Risultato: tutta l’Italia è interessata da nuove limitazioni, mentre altri vincoli coinvolgono solo i residenti in determinate zone.

A livello nazionale, il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha firmato un’ordinanza valida da oggi fino a mercoledì 25 marzo (almeno in partenza, poi si vedrà se sarà il caso di prorogarla).

Ecco i punti salienti:

  • divieto di accesso a parchi, ville, aree gioco e giardini pubblici;
  • divieto di attività ludica o ricreativa all’aperto;
  • divieto di attività motoria all’aperto lontano dalla propria abitazione: è consentito farlo vicino a casa purché venga comunque rispettata la distanza interpersonale di un metro da qualsiasi altro soggetto;
  • chiusura dei bar all’interno delle stazioni ferroviarie e lacustri, nelle aree di servizio e di rifornimento di carburante con l’esclusione di quelli situati lungo le autostrade, ai quali è consentito vendere dei prodotti di asporto da consumare fuori dai locali;
  • aperti i bar negli aeroporti e negli ospedali, con l’obbligo di assicurare il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro;
  • divieto di raggiungere la seconda casa o un’altra abitazione diversa da quella principale nei giorni festivi e prefestivi ed in quegli altri che immediatamente precedono o seguono tali giorni (ad esempio il venerdì e il lunedì).

Ci sarà, inoltre, un aumento della presenza dell’Esercito sulle strade per controllare gli spostamenti dei cittadini.

Su decisione di altri ministeri, viene limitata a due la presenza massima di passeggeri sul sedile posteriore all’interno dei taxi.

Per quanto riguarda le Regioni, ci sono delle ordinanze diverse a seconda dei territori, che vanno a integrare quella del ministero della Salute. Ad esempio, in Sicilia è consentito uscire di casa una sola volta al giorno e per un vero motivo di emergenza. Il governatore Nello Musumeci ha, inoltre, disposto la chiusura dei supermercati la domenica. In Veneto, il presidente Luca Zaia stava per firmare un’ordinanza restrittiva, ma ha preferito attendere quella del ministero della Salute e valuterà nelle prossime ore con i suoi collaboratori se è il caso di aggiungere qualche divieto in più. In Campania, Vincenzo De Luca ha deciso di limitare ai soli servizi essenziali la presenza fisica di personale negli uffici pubblici e di chiudere i cantieri edili, tranne quelli che servono a garantire la sicurezza dei cittadini.

Con l’ordinanza firmata da Speranza, che scade mercoledì, il Governo ha preso tempo per decidere fino a quando prorogare il decreto dell’8 marzo firmato da Giuseppe Conte, se fino a Pasqua o fino alla fine di aprile.


note

Autore immagine: Canva.com


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