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Borse di studio: vanno tassate?

3 ottobre 2013


Borse di studio: vanno tassate?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 ottobre 2013



È a carico dei genitori il figlio maggiorenne, universitario che ha avuto solo redditi da borsa di studio, assoggettati a ritenuta a titolo di imposta?

Per considerare un familiare fiscalmente a carico deve verificarsi che il reddito di quest’ultimo sia inferiore a 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili.

A questo punto è necessario verificare se la borsa di studio possa qualificarsi come reddito.

Secondo le istruzioni dell’agenzia delle Entrate, riferite ai modelli fiscali (730, Unico), le somme percepite a titolo di borsa di studio o di assegno, premio o sussidio per fini di studio e di addestramento professionale (tra le quali rientrano le somme corrisposte ai soggetti impegnati in piani di inserimento professionale), se erogate al di fuori di un rapporto di lavoro dipendente, e sempre che non sia prevista una specifica esenzione, costituiscono redditi assimilati a lavoro dipendente. Pertanto sono tassabili.

A differenza delle borse di studio, sono invece esenti gli assegni per la collaborazione ad attività di ricerca conferiti dalle università, dagli osservatori astronomici, astrofisici e vesuviano, dagli enti pubblici e dalle istituzioni di ricerca, dall’Enea e dall’ Asi.

Per quanto riguarda le borse di studio sono esenti, tra le altre:

– le borse di studio corrisposte dalle Regioni a statuto ordinario agli studenti universitari e quelle corrisposte dalle Regioni a statuto speciale e dalle Province autonome di Trento e Bolzano allo stesso titolo;

– le borse di studio corrisposte dalle università e dagli istituti di istruzione universitaria [1] per la frequenza dei corsi di perfezionamento e delle scuole di specializzazione, per i corsi di dottorato di ricerca, per attività di ricerca post-dottorato e per i corsi di perfezionamento all’estero;

– le borse di studio bandite dal 1° gennaio 2000 nell’ambito del programma “ Socrates” [2], nonché le somme aggiuntive corrisposte dall’università, a condizione che l’importo complessivo annuo non sia superiore a 7.746,85 euro;

– le borse di studio corrisposte [3] per la frequenza delle scuole universitarie di specializzazione delle facoltà di medicina e chirurgia.

Ne deriva che, qualora la borsa sia stata assoggetta a ritenuta da parte dell’ente erogante, la stessa costituirà reddito in capo al beneficiario.

note

[1] In base alla legge 30 novembre 1989, n. 398.

[2] Istituito con decisione n. 819/95/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 14 marzo 1995, come modificata dalla decisione n. 576/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio.

[3] Corrisposte ai sensi del Dlgs n. 257 dell’8 agosto 1991.


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