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A chi spetta cassa integrazione

22 Marzo 2020 | Autore:
A chi spetta cassa integrazione

L’emergenza coronavirus è una giustificazione per ricorrere alla cassa integrazione ordinaria?

Da un mese anche il nostro Paese è sostanzialmente bloccato dall’emergenza coronavirus. A parte tutte le considerazioni di tipo sanitario, costituisce un’emergenza non certo secondaria quella lavorativa. I decreti del presidente del Consiglio dei Ministri che hanno ordinato la chiusura della gran parte degli esercizi commerciali e delle attività artigianali (tranne quelli relativi ai beni e servizi essenziali o ritenuti tali) hanno determinato e continueranno a determinare la chiusura di molte attività e per molti anche la perdita del posto di lavoro. A riguardo, per far fronte a questa improvvisa emergenza occupazionale, il Governo ha emanato delle disposizioni [1] per fornire una prima risposta di tutela rispetto a una drammatica prospettiva di disoccupazione di massa. Uno degli strumenti individuati è la cassa integrazione che sarà attivabile anche per l’emergenza coronavirus. Si è pensato che questa misura, che sostiene il reddito dei lavoratori dipendenti, possa consentire a quelle attività che forzatamente dovranno fermarsi di tamponare la crisi di liquidità in attesa di ripartire quando la crisi sarà alle spalle.

Nell’articolo che segue ci limiteremo, considerata la complessità della materia, alla cassa integrazione cosiddetta ordinaria. A chi spetta la cassa integrazione ordinaria in questo periodo di crisi?In questo articolo, individueremo i casi in cui viene riconosciuta la possibilità di accedere alla cassa integrazione ordinaria a seguito della sospensione o cessazione dell’attività causata dal diffondersi del coronavirus.

Come si attiva la cassa integrazione ordinaria per coronavirus?

La normativa d’emergenza emanata pochi giorni fa dal Governo a causa della diffusione del coronavirus [2] prevede che:

  • i datori di lavoro che nel corso del 2020 sospendono o riducono l’attività lavorativa a causa dell’emergenza Covid – 19 possono presentare domanda per ottenere l’accesso alla cassa integrazione ordinaria indicando nella domanda la causale “emergenza Covid-19” per periodi decorrenti dal 23 febbraio 2020 e per una durata massima di nove settimane e comunque entro il mese di agosto 2020;
  • la domanda deve essere presentata entro la fine del quarto mese successivo a quello in cui ha avuto inizio la sospensione o la riduzione dell’attività lavorativa;
  • i lavoratori per i quali viene richiesta l’attivazione della cassa integrazione ordinaria devono risultare dipendenti del datore di lavoro alla data del 23 febbraio 2020 mentre non è necessaria per loro un’anzianità minima di servizio;
  • il trattamento spetta nella misura dell’80% della retribuzione globale lorda (comprensiva di indennità come tredicesima, premi e straordinari) che sarebbe spettata al lavoratore;
  • il pagamento dell’integrazione salariale prevista dall’attivazione della cassa integrazione ordinaria avviene da parte del datore di lavoro ammesso alla misura alla fine di ogni periodo di paga (sarà poi l’Inps, che concede la misura, a rimborsare il datore di lavoro).

La domanda per ottenere la cassa integrazione ordinaria con causale Covid-19 deve essere presentata entro il quarto mese successivo a quello in cui ha avuto inizio la sospensione o la riduzione dell’attività lavorativa: questo vuol dire che se la sospensione o la riduzione del lavoro ha avuto inizio nel corso del mese di marzo 2020, la domanda può essere presentata entro il mese di luglio 2020

La cassa integrazione ordinaria per Covid-19 dura nove settimane

A quali imprese si applica la cassa integrazione ordinaria covid – 19?

Le imprese che possono accedere alla cassa integrazione ordinaria con causale “Covid-19” sono [3]:

  • imprese industriali manifatturiere, del settore dei trasporti, estrattive, di installazione di impianti, e di produzione e distribuzione dell’energia, dell’acqua e del gas;
  • cooperative di produzione e lavoro che svolgano attività lavorative simili a quelle svolte dagli operai delle imprese industriali,
  • imprese dell’industria boschiva, forestale e del tabacco;
  • cooperative agricole, zootecniche e relativi consorzi che esercitano attività di trasformazione, manipolazione e commercializzazione di prodotti agricoli propri per i soli dipendenti con contratto di lavoro a tempo indeterminato;
  • imprese addette al noleggio e alla distribuzione dei film e di sviluppo e stampa di pellicola per film;
  • imprese industriali per la frangitura delle olive per conto di terzi;
  • imprese che producono calcestruzzo preconfezionato;
  • imprese addette agli impianti elettrici e telefonici;
  • imprese addette all’armamento delle ferrovie;
  • imprese industriali degli enti pubblici, salvo che il capitale sia interamente di proprietà pubblica;
  • imprese industriali e artigiane del settore edilizio;
  • imprese industriali del settore dell’escavazione e/o della lavorazione di materiale lapideo;
  • imprese artigiane che svolgono attività di escavazione e di lavorazione di materiali lapidei, con esclusione di quelle che svolgono tale attività di lavorazione in laboratori con strutture e organizzazione distinte dalla attività di escavazione.

La cassa integrazione ordinaria è prevista per i lavoratori delle imprese appena elencate assunti con contratto di lavoro subordinato (compresi gli apprendisti) ed escludendo i dirigenti e i lavoratori a domicilio.

La cassa integrazione ordinaria per la crisi Covid-19 dura al massimo nove settimane


note

[1] D. l. n. 18/2020.

[2] Art. 19, d.l. n. 18/2020.

[3] Art. 10, d. lgs. n. 148/2015.


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