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Pagamento con smartphone: è tracciabile?

22 Marzo 2020
Pagamento con smartphone: è tracciabile?

Bancomat Pay e altri pagamenti contactless: valgono per scaricare le spese (come quelle del medico) dalla dichiarazione dei redditi?

Per usufruire di numerose detrazioni fiscali è richiesto un pagamento tracciabile. Le più importanti di queste sono le spese mediche per visite private (si pensi al dentista, al fisioterapista, al nutrizionista, allo psicologo, ecc.) o per prestazioni rese da cliniche non convenzionate (tac, risonanze magnetiche, ecc.). Ebbene, in tutti questi casi, il contribuente che voglia scalare il costo dalle tasse deve pagare o con bancomat o con carta di credito o con assegno o con bonifico bancario. 

Si stanno però diffondendo nuove forme di pagamento elettronico. Una di queste è il Bancomat Pay, un servizio che consente di sfruttare il proprio cellulare. Ma esistono tanti altri sistemi contactless che sfruttano proprio le tecnologie dei moderni smartphone. È opportuno allora chiedersi se un pagamento con smartphone è tracciabile o meno e, pertanto, se consente di usufruire delle detrazioni fiscali.

Cerchiamo di fare il punto della situazione. 

Qui di seguito, quindi, chiariremo se si può pagare il medico (e non solo) con il Bancomat Pay al fine di ottenere gli sconti predisposti dalla attuale normativa. 

Cos’è Bancomat Pay e come funziona

Abbiamo fatto riferimento a Bancomat Pay perché è una modalità in rapida diffusione. Si tratta di un servizio che sfrutta la tecnologia Jiffy. Esso consente di inviare e ricevere denaro a distanza come si fa con i tradizionali bonifici; in più, permette di pagare con il proprio smartphone come se fosse una carta di credito, ma senza dover inserire codici, pin o password.

Tutto ciò che bisogna fare è installare la relativa applicazione sul cellulare. In pratica, con Bancomat Pay è possibile pagare tramite smartphone (inquadrando il QR Code fornito dalla controparte) oppure online (inserendo il proprio numero di cellulare).

Questo innovativo sistema di pagamento è oggi accettato da oltre 2 milioni di esercizi commerciali e si sta rivelando più pratico e sicuro rispetto alle tradizionali carte.

Anche MasterCard ha messo a disposizione un sistema di pagamento contactless che ti dà la possibilità di sfruttare lo smartphone senza dover portare la carta di credito o il bancomat nel portafogli tutte le volte in cui esci di casa.

Pagamento con smartphone: è un pagamento tracciabile?

Per capire se il pagamento Bancomat Pay è tracciabile o meno bisogna capire cosa si intende per pagamento “tracciabile”. Già la stessa parola lo spiega molto chiaramente: si tratta di una forma di pagamento che lascia una traccia, una prova a cui si può risalire anche molto tempo dopo. La prova consiste nella movimentazione bancaria, ossia nell’addebito sul proprio conto corrente con accredito sul conto corrente del beneficiario del pagamento medesimo. Questo spostamento di denaro, che avviene in via elettronica, e quindi solo virtuale, lascia per sempre un segno nei circuiti bancari. E, difatti, si può ricostruire l’operazione chiedendo un estratto di conto al proprio istituto di credito in qualsiasi momento.

Tutti i pagamenti elettronici sono tracciabili proprio perché non comportano la consegna materiale di denaro contante (comportamento questo che non lascia alcuna prova dello scambio del denaro) ma determinano uno spostamento in “dare” e uno in “avere” da un conto corrente a un altro. Così lo sono anche quelli effettuati con carte di credito ricaricabili.

Alla luce di ciò, possiamo tranquillamente dire che ogni pagamento fatto tramite smartphone è tracciabile ai sensi dell’attuale normativa.

Posso pagare il medico con lo smartphone?

A conclusione di quanto abbiamo sinora detto, poiché per la fruizione della detrazione ai fini Irpef il pagamento delle prestazioni rese da professionisti deve essere effettuato con modalità tracciabile, anche l’utilizzo di un sistema di pagamento con smartphone è accettabile, in quanto come altre applicazioni di pagamento è da considerare una forma “trasparente” che assicura l’identificabilità del destinatario del pagamento.

Ricordiamo, in ogni caso, che il pagamento di spese mediche con modalità non tracciabili non determina alcun rischio di sanzione o di accertamento ma solo l’indetraibilità della spesa. Il che significa che, se anche il contribuente dovesse portare in detrazione il costo della prestazione medica dalla dichiarazione dei redditi, l’Agenzia delle Entrate potrebbe chiedergli, nei cinque anni successivi, la restituzione del denaro “risparmiato”.

Ricordiamo, infine, che è possibile usufruire delle detrazioni, anche pagando in contanti, tutte le volte in cui si acquistano in farmacia medicinali, dispositivi medici e per le prestazioni sanitarie rese da strutture pubbliche o private accreditate al Servizio sanitario nazionale.

Maggiori informazioni nell’articolo Spese sanitarie: quando si può pagare in contanti?  



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