Diritto e Fisco | Articoli

Badante convivente: quante ore di riposo?

22 Marzo 2020
Badante convivente: quante ore di riposo?

Orari di lavoro per la badante che vive a casa dell’anziano: il giorno di libera uscita e il tempo di riposo a giorno e a settimana. 

Hai preso una badante affinché assista tuo padre, ormai anziano e malato. La donna fa servizio a tempo pieno: la sua dimora è ormai la stessa di tuo padre dove pertanto dorme, mangia e sta tutto il giorno. 

Sono però sorti dei problemi in merito ai giorni di libera uscita e agli orari in cui questa può allontanarsi. Tu le hai fatto presente la necessità di una persona che sia sempre reperibile anche durante il riposo e che, pertanto, sia pronta a correre in soccorso del tuo genitore. Dall’altro lato, lei rivendica i suoi diritti di lavoratrice. Si pone dunque il problema di stabilire quante ore di riposo ha una badante convivente? Cosa prevede la legge in questi casi? Cerchiamo di fare il punto della situazione. 

Orario lavoro dei badanti conviventi

Le badanti a servizio intero, ossia che convivono con l’assistito, devono lavorare 54 ore a settimana che vanno così suddivise:

  • 10 ore di lavoro al giorno ma non consecutive. Il lavoratore con orario giornaliero pari o superiore a 6 ore, se è concordata la presenza continuativa sul posto di lavoro, ha diritto alla fruizione del pasto (o, in alternativa, ad un’indennità pari al suo valore convenzionale). Il tempo necessario alla consumazione del pasto è concordato tra le parti e non viene retribuito;
  • 11 ore di riposo al giorno consecutive. Di queste, 2 ore non sono retribuite se l’orario giornaliero non è interamente collocato: dalle 6 alle 14 o dalle 14 alle 22;
  • 36 ore di riposo a settimana di cui:
    • 24 ore di domenica;
    • 12 ore in altro giorno della settimana (concordato tra le parti), nel quale il lavoratore presta attività per un numero di ore non superiore alla metà della durata normale giornaliera.

Durante il riposo intermedio non retribuito il lavoratore può uscire dall’abitazione del datore di lavoro. 

Se il lavoratore professa una fede religiosa che prevede la solennizzazione in giorno diverso dalla domenica, le parti possono accordarsi per sostituire la domenica con altra giornata.

La collocazione dell’orario di lavoro per il personale convivente a servizio intero è fissata in concreto dal datore di lavoro nel rispetto dei limiti di orario, mentre per il personale convivente a servizio ridotto o non convivente è concordata tra le parti. 

Ore di riposo badanti

A seguito di quanto abbiamo appena detto, possiamo dunque tracciare le fila del discorso alla luce di quanto prevede il contratto collettivo nazionale di lavoro sulla disciplina del rapporto di lavoro domestico siglato da Assindatcolf, contratto che si applica non solo alle badanti ma anche a colf e camerieri.

Il predetto ccnl all’articolo 14, rubricato «Riposo settimanale», prevede che il riposo per i lavoratori conviventi sia di 36 ore, 24 delle quali devono essere godute di domenica. Le restanti 12 ore, invece, stando alla lettera del ccnl citato, possono «(…) essere godute in qualsiasi altro giorno della settimana concordato tra le parti. In tale giorno il lavoratore presterà la propria attività per un numero di ore non superiore alla metà di quelle che costituiscono la durata normale dell’orario di lavoro giornaliero (…)». Ciò comporta, pertanto, che le restanti 12 ore debbano essere godute in una singola giornata di lavoro e non possano essere distribuite su giorni diversi della settimana.

Inoltre, il successivo articolo 15 stabilisce che «(…) il lavoratore convivente ha diritto a un riposo di almeno 11 ore consecutive nell’arco della stessa giornata e, qualora il suo orario giornaliero non sia interamente collocato tra le ore 6.00 e le ore 14.00, oppure tra le ore 14.00 e le ore 22.00, a un riposo intermedio non retribuito, normalmente nelle ore pomeridiane, non inferiore alle 2 ore giornaliere di effettivo riposo (…)». 

Come vanno pagati gli straordinari, il notturno e il festivo della badante?

Lavoro notturno, straordinario e festivo della badante devono essere retribuiti con una maggiorazione sulla busta paga così calcolata:

  • lavoro notturno, ossia quello prestato tra le 22 e le 6: maggiorazione del 20% sulla busta paga;
  • lavoro straordinario, ossia quello che eccede la durata giornaliera o settimanale massima (salvo se il prolungamento è stato  concordato per il recupero di ore non lavorate), chiesto con un giorno di preavviso sia di giorno che di notte:
    • se si tratta di lavoro diurno (dalle 6 alle 22): 25% di maggiorazione sulla busta paga;
    • se si tratta di lavoro notturno (dalle 22 alle 6): 50% di maggiorazione:
    • se si tratta di lavoro festivo: 60% di maggiorazione;
  • lavoro festivo: 60% di maggiorazione;
  • lavoro nella giornata di riposto settimanale: 60% di maggiorazione.


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