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Come dimostrare che l’auto è un bene strumentale

22 Marzo 2020
Come dimostrare che l’auto è un bene strumentale

Come evitare il fermo amministrativo sulla macchina necessaria a recarsi al lavoro o utilizzata per l’esercizio dell’impresa, del negozio o dello studio professionale.

Tempo fa, hai ricevuto una cartella esattoriale e, poiché non l’hai né pagata, né impugnata, ti è ora arrivata un’ulteriore diffida da parte dell’agente della riscossione. L’intimazione parla chiaro: se non verserai entro 30 giorni tutte le somme iscritte a ruolo verrà disposto un fermo amministrativo sulla tua auto. In una sola parola: non potrai più circolare.  

Hai, però, scoperto che è possibile evitare il fermo se riesci a dimostrare che la macchina ti serve per lavorare: deve cioè trattarsi di un “bene strumentale”. 

Ti sembra fin troppo scontato: ormai, tutti ci muoviamo in auto per raggiungere il posto di lavoro, l’ufficio, l’azienda, il negozio, il magazzino. Perché mai allora questa precisazione? Insomma, come dimostrare che l’auto è un bene strumentale?

Cerchiamo di fare il punto della situazione per poter capire a chi spetta questo beneficio. 

Fermo amministrativo: come difendersi?

Se non hai, a suo tempo, pagato la cartella esattoriale non puoi ora impugnare il preavviso di fermo: i termini sono scaduti per qualsiasi contestazione. L’unica eccezione che potresti sollevare è quella dell’omessa notifica della cartella stessa. In pratica, dovresti sostenere che il preavviso è il primo atto che ricevi. 

Se non sei certo di ciò che affermi, puoi toglierti il dubbio presentando un’istanza di accesso agli atti amministrativi: puoi cioè chiedere all’esattore di esibirti la copia dell’avviso di ricevimento della raccomandata con cui ti è stata spedita la cartella. In questo modo, saprai se la cartella ti è stata regolarmente notificata in un momento magari in cui non eri a casa o in città. Ricorda, però, a tal proposito, che non basta la semplice ricevuta della raccomandata ma anche la prova dell’invio della seconda raccomandata informativa, quella cioè che ti informa dell’avvenuta giacenza del plico presso l’ufficio postale. Insomma: ci vogliono due prove.

Come evitare il fermo amministrativo?

Un modo per evitare il fermo amministrativo è chiedere la rateazione della cartella non pagata. Puoi farlo ottenendo fino a 72 rate. In questo modo, non verrà iscritto il fermo e potrai continuare a circolare. 

Puoi presentare la richiesta anche dopo l’iscrizione del fermo, ma in tale ipotesi la sospensione avviene solo dopo il versamento della prima rata, mentre la definitiva cancellazione scatta con l’ultima rata. Nel frattempo, puoi circolare.

Auto per lavorare: come dimostrare che è un bene strumentale?

Il cosiddetto decreto del fare (Dl n. 69/2013) ha modificato il testo unico delle imposte sui redditi stabilendo (art. 86) il divieto di iscrivere il fermo auto tutte le volte in cui il debitore, nel termine di trenta giorni dal ricevimento del preavviso, dimostri all’agente della riscossione che il veicolo (auto o moto che sia) è «strumentale all’attività di impresa o della professione».

Il termine di 30 giorni non è considerato perentorio, per cui la dimostrazione può essere fornita anche in un successivo momento. Si tenga tuttavia conto che, dopo la notifica del preavviso, l’Esattore non invia altre comunicazioni al contribuente ed iscrive direttamente il fermo auto.

Come dimostrare che l’auto è strumentale?

Veniamo ora alla parte che più qui ci interessa: come dimostrare che l’auto è un bene strumentale?

Innanzitutto, bisogna leggere bene la norma. Come visto sopra, il testo non lascia margine di equivoco: i beneficiari di tale disposizione sono solo due categorie:

  • imprenditori;
  • professionisti.

La norma, infatti, parla di strumentalità del veicolo all’attività di impresa o della professione.

È escluso, quindi, che un lavoratore dipendente che usi l’auto per recarsi al lavoro possa avvalersi di questo beneficio anche se, in caso di fermo, non dovesse avere gli strumenti per raggiungere l’azienda (per assenza dei mezzi pubblici).

Non basta, però, essere imprenditori o professionisti per evitare il fermo. Bisogna anche dimostrare che l’auto è un bene strumentale ossia asservito all’esercizio dell’attività: è il caso, ad esempio, dell’escavatore per un’impresa edile, dell’autovettura per l’agente di commercio, del furgoncino per il trasporto del pane per il panettiere, del camion per la ditta di trasporti o per quelle che eseguono trasferimenti di arredi.  

Molti giudici hanno ritenuto lecito il fermo sull’auto dell’avvocato in quanto il semplice fatto di doversi spostare tra i vari tribunali per partecipare alle udienze non è sufficiente a giustificare il beneficio in commento. Stesso discorso per il medico che deve raggiungere l’ospedale in situazioni d’urgenza.

Il semplice fatto di utilizzare il veicolo per raggiungere l’ufficio, lo studio o il negozio quindi non basta. Non si considera, infatti, l’auto come mezzo di trasporto della persona (imprenditore o professionista), ma come strumento dell’attività, necessario all’esecuzione della stessa, a prescindere dalla comodità personale del suo titolare. 

C’è poi bisogno di un ulteriore requisito: è necessario iscrivere l’auto nel libro dei beni ammortizzabili o comunque in contabilità.

In dottrina, si considera tuttavia la possibilità di una valutazione sostanziale, svincolata dalle risultanze contabili cosicché, ad esempio, l’unica autovettura dell’idraulico utilizzata per recarsi dai clienti dovrebbe comunque essere considerata strumentale, anche se non riportata nei registri contabili mentre potrebbe non esserlo l’autovettura del professionista che svolge prevalentemente l’attività nel proprio studio o nell’abitazione.

Anche la giurisprudenza di merito si è espressa nello stesso senso [1].

Se l’attività d’impresa o la professione non sono esercitate abitualmente i beni strumentali dovrebbero essere assoggettabili a fermo.

Chi deve dimostrare che l’auto è strumentale?

Ultimo aspetto da ricordare è il cosiddetto “onere della prova”: è il contribuente a dover dimostrare la strumentalità del veicolo. Non spetta al fisco, quindi, la prova contraria. 

Secondo alcuni giudici, potrebbe essere sufficiente esibire la relativa documentazione contabile, o la diversa documentazione richiesta dal regime contabile semplificato di riferimento oppure una più ampia documentazione tesa a dimostrare l’effettivo utilizzo e la necessità del bene per lo svolgimento dell’attività.


note

[1] CTP Frosinone 1° dicembre 2016 n. 870, CTP Perugia 10 febbraio 2015 n. 40


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