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Come estinguere la multa penale

22 Marzo 2020 | Autore:
Come estinguere la multa penale

Pena pecuniaria: come estinguere la condanna del giudice penale? Sospensione della pena e prescrizione per non pagare. Multa: macchia la fedina penale?

Quando si parla di diritto penale si pensa immediatamente alla prigione come pena per colui che ha infranto la legge. In genere è così, ma non sempre. Devi sapere che i reati possono essere puniti anche soltanto con una pena pecuniaria, cioè con una multa o con l’ammenda. In queste ipotesi, commettere un reato può avere conseguenze apparentemente simili alla semplice infrazione al codice stradale: in entrambi i casi, infatti, ciò che si rischia è soltanto di dover pagare una somma di denaro. In realtà, non è proprio così: ogni condanna penale, per quanto lieve, lascia la propria traccia sulla fedina penale del colpevole. Con questo articolo ti vorrei parlare di come estinguere la multa penale.

Come ti sarà chiaro al termine della lettura di questo articolo, la multa è una sanzione strettamente collegata alla commissione di un reato; dunque, quando si parla di multa ricevuta a seguito della violazione delle regole stradali si utilizza in realtà una terminologia impropria in quanto, come detto, la multa è una sanzione pecuniaria penale. Il problema è che anche la multa viene iscritta all’interno del certificato del casellario giudiziale, con la conseguenza di rendere il condannato un pregiudicato, cioè una persona che ha avuto un precedente penale. Anche per questa ragione è importante capire a cosa serve e come funziona l’estinzione della multa penale.

Multa: cos’è?

La multa è una sanzione penale in piena regola. A differenza della reclusione, dell’ergastolo e dell’arresto, però, la multa è una sanzione penale di tipo pecuniario: ciò significa che la persona condannata non dovrà scontare neanche un giorno dietro le sbarre, ma sarà chiamato a pagare l’importo stabilito dal giudice nella propria sentenza.

Multa penale: a quanto ammonta?

Secondo la legge [1], la pena pecuniaria della multa consiste nel pagamento allo Stato di una somma mai inferiore a cinquanta euro, né superiore a cinquantamila.

Per i delitti determinati da motivi di lucro (tipo il furto, la rapina, il sequestro a scopo estorsivo), se la legge stabilisce soltanto la pena della reclusione, il giudice può aggiungere, a propria discrezione, una multa da cinquanta euro a venticinquemila euro.

È poi il giudice a dover stabilire concretamente l’importo della multa che la persona condannata dovrà pagare, tenuto conto ovviamente dei limiti che la legge prevede per il singolo reato.

Ad esempio, il codice penale punisce il furto con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da centocinquantaquattro euro a cinquecentosedici euro. Ciò significa che il giudice, se riconosce l’imputato colpevole di questo delitto, dovrà comminargli una multa il cui importo, tenuto conto dell’effettiva gravità del fatto, sia ricompresa tra 154 e 516 euro.

Multa: può essere proporzionata al reato?

Eccezionalmente la legge può prevedere una multa di importo variabile, proporzionata all’entità del reato.

Per la precisione, la legge dispone che è possibile determinare i casi nei quali le pene pecuniarie sono fisse e quelli in cui sono proporzionali: in quest’ultima ipotesi, esse non hanno limite massimo [2].

Cosa significa? Vuol dire che se una norma di legge dice, ad esempio, che la multa che dovrà pagare il condannato dovrà essere pari al doppio di quanto ha lucrato dal reato, allora la multa ben potrà superare la soglia dei cinquantamila euro. Facciamo un esempio.

Con un vecchio reato oramai desueto (quello di “commercio col nemico”), la legge punisce colui che, in tempo di guerra, commercia, anche indirettamente, con lo Stato nemico, con la reclusione da due a dieci anni e con la multa pari al quintuplo del valore della merce e, in ogni caso, non inferiore a euro 1.032.

In casi del genere, la multa da comminare non ha un tetto massimo, in quanto essa è proporzionata alla gravità del fatto commesso e, nello specifico, al profitto che si è ottenuto dal reato.

Estinzione della multa: cos’è?

Cos’è l’estinzione della multa? Devi sapere che la legge prevede alcune cause di estinzione che riguardano sia il reato che la pena.

Le cause di estinzione del reato estinguono la punibilità in astratto, cioè escludono l’applicazione della pena prima della sentenza definitiva di condanna.

Le cause di estinzione della pena, al contrario, estinguono la punibilità in concreto della pena, cioè la pena da applicare nel caso concreto per effetto di una sentenza definitiva di condanna.

Essendo una pena a tutti gli effetti, anche la multa può essere estinta una volta irrogata. Vediamo come estinguere la multa penale e quali sono le conseguenze dell’estinzione.

Estinzione della multa penale: a cosa serve?

L’estinzione della multa penale serve a evitare che la stessa possa essere pagata. In altre parole, chi riesce a ottenere l’estinzione della multa non dovrà pagare nulla allo Stato, anche se è stato condannato.

L’estinzione della multa, dunque, neutralizza la sanzione, rendendola di fatto “indolore”. L’estinzione della multa, però, non impedisce l’iscrizione della condanna all’interno del certificato del casellario giudiziale: ciò significa che, anche se sei riuscito a estinguere la multa, in futuro i giudici potranno comunque sapere che sei stato condannato.

Multa penale: come si estingue?

Di seguito, ti spiegherò come ottenere l’estinzione della multa senza doverla pagare. Come vedremo, si tratta di ipotesi al ricorrere delle quali il condannato riesce ad evitare di pagare.

Successivamente, ti parlerò invece dell’oblazione penale: si tratta di una speciale procedura che, a differenza delle altre cause di estinzione della multa, non ti impedisce di pagare, ma ti fa ottenere l’utilissimo effetto di estinguere il reato senza che lo stesso ti macchi la fedina penale.

Estinzione della multa per sospensione condizionale

Il principale metodo per poter estinguere una multa penale (e non pagarla) è quello di ottenere la sospensione condizionale della condanna. Di cosa si tratta?

Come ti ho spiegato nell’articolo dal titolo Sospensione condizionale della pena: presupposti e caratteri (alla lettura del quale ti rinvio per un maggior approfondimento dell’istituto), la sospensione condizionale della pena è una causa di estinzione del reato: chi ne beneficia può, con la sua buona condotta, cancellare il reato commesso, evitando di dover scontare la pena.

In buona sostanza, la pena sospesa funziona così: se commetti un crimine e vieni condannato al carcere e/o alla multa in misura non superiore al limite stabilito dalla legge, il giudice può concederti la sospensione condizionale della pena se ritiene che, in futuro, ti asterrai dal commettere altri reati. In questo modo, non dovrai fare nulla, né scontare il carcere né pagare multe.

Per la precisione, la legge dice che, per condanne fino a due anni di reclusione, il giudice può ordinare che l’esecuzione della pena rimanga sospesa per il termine di cinque anni se la condanna è per delitto, e di due anni se la condanna è per contravvenzione [3].

La sospensione della pena può essere concessa anche nell’ipotesi in cui il giudice condanni alla sola pena pecuniaria, ovvero sia alla reclusione che alla pena pecuniaria: in queste ipotesi, per capire se il limite dei due anni è superato, bisogna tener conto che 250 euro di pena pecuniaria corrispondono a 1 giorno di detenzione[4].

Tizio viene condannato per il reato di percosse alla multa di 309 euro. Poiché 309 euro di pena pecuniaria corrispondono a poco più di 1 giorno di reclusione, senz’altro il giudice potrà concedere la sospensione condizionale.

Caio viene condannato per il reato di furto alla pena di 1 anno di reclusione e 500 euro di multa. Poiché 500 euro di multa corrispondono a 2 giorni di reclusione, la pena totale è inferiore ai due anni e pertanto il giudice può concedere la sospensione condizionale.

Se, durante il periodo in cui la pena resterà sospesa, il condannato non commette altri delitti della stessa indole e adempie gli obblighi imposti dal giudice (ad esempio, la riparazione del danno cagionato, la restituzione di quanto illecitamente sottratto, ecc.), il reato è estinto e, di conseguenza, non occorrerà né scontare il carcere né pagare la multa.

In pratica, con la sospensione condizionale della pena si estingue il reato e, allo stesso tempo, si evita di scontare la pena (multa e/o reclusione) contenuta nella sentenza di condanna.

La prescrizione della multa penale

Un altro modo di ottenere l’estinzione della multa penale è quello di non pagarla per dieci anni di fila. Secondo il codice penale [5] la pena della multa si estingue nel termine di dieci anni.

Si tratta della cosiddetta prescrizione della pena: così come si può prescrivere un reato, allo stesso modo è possibile che si prescriva la condanna.

Nello specifico, in caso di condanna alla pena pecuniaria della multa, questa non sarà più dovuta se non pagata entro il termine di dieci anni da quando è divenuta definitiva (sempreché nel frattempo il magistrato di sorveglianza, constata l’insolvibilità del condannato, non abbia convertito la multa in libertà controllata o lavoro sostitutivo).

La legge ha tuttavia cura di specificare che, se la pena della multa è inflitta congiuntamente alla pena della reclusione, per l’estinzione dell’una e dell’altra pena si ha riguardo soltanto al decorso del tempo stabilito per la reclusione.

La pena della reclusione si estingue col decorso di un tempo pari al doppio della pena inflitta e, in ogni caso, non superiore a trenta e non inferiore a dieci anni. Facciamo degli esempi.

Tizio è condannato a pagare una multa pari a 500 euro. Se entro dieci anni non paga e, durante questo periodo, non si è proceduto alla conversione della pena pecuniaria, la multa deve ritenersi estinta e quindi non più dovuta.

Caio è condannato a 7 anni di reclusione e a 2.000 euro di multa. Poiché si tiene conto della sola pena detentiva, entrambe si prescriveranno entro 14 anni (il doppio di sette anni di reclusione), purché durante questo lasso di tempo non vengano eseguite, cosa che può accadere se Caio si rende latitante.

Estinzione della multa e fedina penale

Abbiamo visto come estinguere una multa penale. Queste cause di estinzione, se sono utili per evitare di scontare la pena, non impediscono tuttavia che la condanna venga iscritta all’interno del certificato del casellario giudiziale. La fedina penale, dunque, verrà macchiata.

Va precisato che, grazie alla dichiarazione di estinzione del reato conseguente alla sospensione condizionale della pena, la condanna non sarà visibile sul casellario giudiziale richiesto dai privati e, grazie alla recente riforma del casellario, potrai non dichiarare la condanna estinta con la pena sospesa.

Questo vuol dire che il precedente penale esiste, sei pregiudicato ma l’iscrizione è visibile solo alla pubblica amministrazione e all’autorità giudiziaria, non ai privati (nemmeno al tuo datore di lavoro).

Estinzione della multa ed effetti penali

L’estinzione della multa non estingue gli effetti penali del reato. Questo vuol dire che la condanna non sarà mai messa in esecuzione, ma in ogni caso essa determinerà degli effetti negativi come, ad esempio, la successiva valutazione per un’eventuale dichiarazione di recidiva.

Solo la riabilitazione o l’incidente di esecuzione a seguito di estinzione per patteggiamento o per decreto penale di condanna determina l’estinzione del reato e dei suoi effetti penali.

L’estinzione della multa inflitta dal Giudice di pace

Infine, va precisato che qualora il procedimento avesse ad oggetto reati di competenza del giudice di pace penale, come ad esempio la minaccia o le lesioni personali lievi, non si potrà estinguere la multa grazie alla sospensione condizionale della pena.

Infatti, la legge non contempla l’istituto della sospensione condizionale per i procedimenti di competenza del  giudice di pace [6]. Nel caso di condanna alla multa, dunque, si sarà costretti a pagare (salva diversa causa di estinzione).

L’oblazione penale per estinguere la multa

Come anticipato, esiste un modo per poter evitare che una semplice multa possa macchiarti la fedina penale: si tratta del ricorso all’oblazione penale.

Con l’oblazione, la persona imputata di un reato punito solo con l’ammenda (sanzione pecuniaria simile alla multa: leggi il mio articolo dal titolo Multa e ammenda: differenza) o, al più, alternativamente con l’arresto o l’ammenda, può chiedere di definire il procedimento pagando una somma di danaro.

Dunque, l’oblazione penale non ti evita di dover pagare, ma almeno impedisce che la sanzione pecuniaria inflitta al termine possa essere iscritta nel casellario: l’effetto principale dell’oblazione, infatti, è quello di estinguere del tutto il reato, senza nemmeno che si possa celebrare il processo. Una specie di depenalizzazione, insomma, prevista per i reati minori.

Secondo il codice penale, nelle contravvenzioni per le quali la legge stabilisce la sola pena dell’ammenda, il contravventore è ammesso a pagare, prima dell’apertura del dibattimento, ovvero prima del decreto di condanna, una somma corrispondente alla terza parte del massimo della pena stabilita dalla legge, oltre le spese del procedimento [7].

Nelle contravvenzioni per le quali la legge stabilisce la pena alternativa dell’arresto o dell’ammenda, il contravventore può essere ammesso a pagare, prima dell’apertura del dibattimento, ovvero prima del decreto di condanna, una somma corrispondente alla metà del massimo della ammenda stabilita dalla legge, oltre le spese del procedimento [8].

Il pagamento estingue il reato, impedendo che la fedina penale venga macchiata.


note

[1] Art. 24 cod. pen.

[2] Art. 27 cod. pen.

[3] Art. 163 cod. pen.

[4] Art. 135 cod. pen.

[5] Art. 172 cod. pen.

[6] Art. 60, d. lgs. n. 274/2000.

[7] Art. 162 cod. pen.

[8] Art. 162-bis cod. pen.

Autore immagine: Canva.com


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