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I parenti possono testimoniare?

23 Marzo 2020 | Autore:
I parenti possono testimoniare?

La capacità a testimoniare dei parenti e l’attendibilità delle loro deposizioni.

Sono tante le occasioni da cui può nascere un’azione legale. Ad esempio, potrebbe avvenire a seguito di un incidente d’auto in cui la responsabilità è in contestazione tra i conducenti. Oppure si pensi al caso del rapporto di lavoro, dove il dipendente avanza pretese retributive per mansioni e prestazioni, eseguite in aggiunta a quelle, effettivamente, prestate. Per non parlare, poi, del testamento da impugnare, per il quale fratelli e sorelle intendono far valere le proprie ragioni dinanzi al competente magistrato. In tutte queste ipotesi, così come in altre, devi sapere che, per vincere l’eventuale causa, devi dimostrare di avere ragione. In altri termini, devi provare che il tuo diritto sia fondato e per realizzate tale scopo, potresti avere bisogno di uno o più testimoni. Pertanto, ti chiedi: i parenti possono testimoniare?

Se stai leggendo questo articolo, probabilmente, è perché desideri avviare un’azione legale e l’avvocato che ha esaminato il tuo caso ti ha riferito che è fondamentale che alcune persone siano in grado di testimoniare su quanto accaduto. Una circostanza, però, che ti preoccupa, in quanto gli unici testimoni a disposizione sono dei tuoi parenti. Temi, pertanto, che ciò sia molto limitativo ai fini della causa, in considerazione della presunta impossibilità di testimoniare o dell’eventuale inattendibilità delle deposizioni da loro rese. Perciò ti domandi: mia moglie, mio fratello o mio figlio possono testimoniare? Come vengono valutate le dichiarazioni testimoniali dei parenti?

Capacità a testimoniare: cos’è?

Potenzialmente, tutti noi potremmo essere chiamati a testimoniare su una vertenza di carattere civilistico. Ad esempio, perché abbiamo assistito ad un sinistro stradale oppure perché abbiamo lavorato nella stessa azienda del dipendente in causa. Tuttavia, questa generale capacità, in alcuni casi è negata dalla legge.

In particolare, non possono deporre coloro che hanno un interesse nella causa in corso e che potrebbero, quindi, essere persino parte del procedimento legale in atto [1]. Ad esempio, i trasportati nel veicolo investito non possono testimoniare nella causa proposta dal proprietario dell’auto danneggiata contro il responsabile dell’incidente. In caso contrario, su eccezione dell’avvocato interessato, la deposizione sarebbe resa nulla e, quindi priva di valore legale.

Testimonianza parenti: è possibile?

Leggendo il paragrafo precedente, hai appreso in quale caso e in base a quale presupposto la legge nega ad una persona la generale capacità a testimoniare. Una circostanza, evidentemente, non estesa ai parenti della parte processuale, per i quali non esiste alcuna norma che impedisce questa possibilità. Per la verità, per il passato, era prevista una disposizione la quale sanciva il divieto in esame a carico di determinati soggetti.

Più specificatamente, non potevano testimoniare il coniuge della parte processuale, i parenti in linea retta (ad esempio, nonni, genitori, figli) nonché gli affini, sempre in linea retta (ad esempio, il genero e la nuora). Si tratta, però, di un articolo del codice di procedura civile [2] che, ormai, da quasi cinquant’anni non è più vigore, essendo stato dichiarato incostituzionale da una famosa sentenza della Corte Costituzionale che lo ha abrogato [3].

Pertanto, tranne alcune eccezioni frutto dell’interpretazione giurisprudenziale, ad esempio, a proposito del coniuge in comunione dei beni (se desideri avere maggiori informazioni, puoi leggere l’articolo testimonianza moglie: è possibile), non esiste un generale divieto a testimoniare a carico dei tuoi parenti.

Testimonianza parenti: è attendibile?

Alla luce di quanto hai appena letto, se devi avviare una causa e gli unici testimoni a tuo favore sono dei parenti stretti, sembrerebbe proprio che tu non debba temere alcunché, visto che tuo fratello o tua nonna non hanno alcuna incapacità a tale riguardo. Tuttavia, non devi mai dimenticare che il giudice, nel valutare le deposizioni rese nel processo, ha un ampio potere di valutazione. In altri termini, egli potrebbe ritenere inattendibili le dichiarazioni rese dai tuoi parenti e per questa ragione non puoi sentirti al sicuro.

In realtà, la facoltà di giudizio appena descritta riguarda ogni testimonianza, cioè anche quella espressa da un estraneo; tuttavia non si può negare che, dinanzi ai parenti della parte processuale, sono frequenti i casi in cui il magistrato di turno tende a sminuire se non addirittura ad escludere ogni valenza probatoria delle loro deposizioni.

Pertanto, si leggono ancora sentenze in cui si afferma, ad esempio, che le dichiarazioni rese da una sorella o un fratello sono, intrinsecamente, inattendibili, alla luce del rapporto di parentela con la parte in causa. Un giudizio, evidentemente, affrettato, in sostanziale contrasto con la legge e poco corrispondente alla realtà. I parenti, infatti, spesso sono gli unici e più verosimili testimoni delle parti in causa e pertanto definirli, a prescindere, come inattendibili, rappresenta un’inevitabile reintroduzione di fatto del divieto a testimoniare, oramai abrogato da molto tempo. Perciò, se è auspicabile incontrare dei magistrati più accorti nelle proprie valutazioni, ricordati che la testimonianza dei tuoi parenti stretti non è vietata, ma potrebbe, di fatto, rivelarsi inutile ai tuoi scopi.


note

[1] Art. 246 cod. proc. civ.

[2] Art. 247 cod. proc. civ.

[3] Cort. Cost. sent. n. 248/1974.


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