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Coronavirus: circola l’allarme sul blackout di internet

21 Marzo 2020 | Autore:
Coronavirus: circola l’allarme sul blackout di internet

La rete è congestionata dall’aumento del traffico registrato in questi giorni; ma rischia davvero il collasso? Il decreto Cura Italia ha previsto questa ipotesi.

Il Coronavirus rischia di provocare un blackout di internet? In questi giorni di permanenza forzata in casa, non solo in Italia ma anche in molti altri Paesi europei e del mondo, la rete è messa a dura prova; appare appesantita ed effettivamente rischia il sovraccarico.

Molti utenti già notano un rallentamento inconsueto nella velocità di caricamento dei siti, delle immagini Facebook, delle storie su Instagram, dei video su YouTube e delle varie dirette streaming che popolano il web dove chiunque può essere protagonista iniziando una trasmissione.

In effetti, c’è un uso della rete molto più intenso del solito, dovuto a una molteplicità di fattori, tutti in qualche modo collegati al virus che ha modificato improvvisamente le abitudini di vita: la didattica a distanza per gli studenti, lo smart working per i telelavoratori della pubblica amministrazione e delle aziende, le videochiamate di famiglia o anche in conferenza per svolgere assemblee, riunioni di lavoro e adesso anche le udienze nei tribunali.

Ma a fattor comune c’è anche una maggiore consultazione delle pagine web e dei social; molte persone hanno incrementato le loro ore di navigazione su internet, senza contare l’aumento dei messaggi WhatsApp per chi non riesce più ad incontrarsi di persona e le risorse assorbite dalla Tv in streaming, come Netflix, ed i videogiochi online; sono applicazioni che assorbono una grande quantità di traffico.

Facebook (che possiede anche Instagram e Whatsapp) ha annunciato che la messaggistica, le chiamate e le visualizzazioni dei live su tutte le sue piattaforme sono raddoppiate. Ora più che mai le persone vogliono stare connesse, tra loro attraverso la rete.

Così circola l’allarme sui social e su Whatsapp, dove nelle chat di gruppo piovono messaggi del tipo: “Attenzione! Non pubblicate video e foto in eccesso via internet, con i social. Limitate i messaggi. La rete è in sofferenza e si rischia il black out. In particolare, in Italia, ci sono seri problemi di sovraccarico, che sono ben oltre il picco di capodanno. Fatelo per chi lavora da casa e per chi opera nell’emergenza”. Avvertimenti seguiti dal tipico invito: “Diffondete”, in modo da aumentare la velocità di propagazione di questo tipo di messaggi.

Ma quanto c’è di vero in questo? È incontestabile che la rete sia messa a dura prova. L’operatore di comunicazioni Unidata – uno dei pochi che in questo periodo diffondono i propri dati di traffico, riportandoli all’agenzia stampa Adnkronos – ha riscontrato, negli ultimi 20 giorni un forte aumento dell’utilizzo della rete internet, con picchi del 40% in più rispetto al periodo pre-emergenza.

Ma è cambiata soprattutto la distribuzione degli orari: adesso molti si collegano anche di notte, dove l’incremento registrato è del 100% circa: un traffico cioè raddoppiato.In queste condizioni, la rete internet potrebbe non farcela anche perché è dimensionata per assorbire volumi e picchi ben diversi. Raggiungere la soglia critica significa poter andare facilmente in tilt e i nodi sovraffaticati metterebbero in crisi anche tutti gli altri.

Il decreto Cura Italia, però, ha pensato anche a questo, introducendo un apposito articolo [1] rivolto agli operatori che forniscono reti e servizi internet, ai quali viene chiesto di “potenziare le infrastrutture e garantire il funzionamento delle reti e l’operatività e continuità dei servizi“, proprio per fronteggiare la crescita del traffico, oltre che per garantire il funzionamento dei settori indispensabili, come quelli sanitari e di emergenza che – stabilisce il Decreto – devono avere priorità assoluta sugli altri ed essere garantiti in qualsiasi condizione.

La domanda precisa: “Internet rischia il collasso?” è stata rivolta da SkyTg24 alla ministra per l’innovazione digitale Paola Pisano, che ha risposto così: “Non dovrebbe accadere, è molto difficile… tecnicamente ci sono tutti i mezzi per non far collassare la rete”, ha risposto la ministra; pur ammettendo che “il traffico è aumentato molto” e che “gli operatori non sono preparati ad avere dei picchi in momenti della giornata differenti”.

Così non rimane che affidarsi alle prescrizioni del Decreto Cura Italia, alla qualità tecniche delle linee ed alle capacità degli operatori di gestire il traffico; sperando di non dover arrivare a subire, oltre alle limitazioni alle uscite di casa e agli spostamenti, anche a quelle dell’utilizzo della rete internet. Un sacrificio ulteriore che metterebbe a dura prova soprattutto coloro per i quali il mondo virtuale è diventato fondamentale, per ragioni di lavoro, di contatto sociale o di svago. Ma che per ora appare un’ipotesi remota.

note

[1] Art. 82 del Decreto Legge  n.18 del 17 marzo 2020: “Misure destinate agli operatori che forniscono reti e servizi di comunicazioni elettroniche”.


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