Coronavirus: il Governo pensa a nuove multe per chi viola i divieti

21 Marzo 2020 | Autore:
Coronavirus: il Governo pensa a nuove multe per chi viola i divieti

La proposta di introdurre pesanti sanzioni amministrative anziché penali, destinando i proventi all’emergenza sanitaria del Covid-19.

Restare a casa: una prescrizione che purtroppo non viene osservata da tutti. Molti escono senza validi motivi, incuranti della necessità di evitare la diffusione del contagio. Le sanzioni previste per chi viola i divieti di uscire di casa non spaventano: nell’ipotesi base (salvi i casi di diffusione dell’epidemia o delle dichiarazioni false rese nell’autocertificazione) consistono nell’arresto fino a 3 mesi o l’ammenda fino a 206 euro.

Sono sanzioni considerate troppo blande, anche se sono di natura penale o forse proprio per questo. Infatti questa pena alternativa, dell’arresto o dell’ammenda, graduabile a seconda della gravità dei casi, può essere irrogata solo all’esito di un processo, dunque in tempi piuttosto lunghi, considerato il congestionamento della giustizia penale; oppure può essere applicata in via abbreviata con un decreto penale di condanna emesso dal pubblico ministero, ed è proprio questa la strada che molte procure della Repubblica si accingono a compiere, considerate le decine di migliaia di fascicoli che piovono in questi giorni sui loro tavoli.

Ma anche qui c’è una facile scorciatoia: avverso il decreto penale è possibile chiedere l’oblazione ed essere ammessi a pagare, in via forfettaria, la somma di 103 euro (pari alla metà del massimo edittale), come prezzo per ottenere l’estinzione del reato contravvenzionale. Insomma, costa meno violare i divieti previsti per il Covid-19 che commettere la maggior parte delle infrazioni stradali.

È un facile calcolo che probabilmente molti hanno già fatto, ma se i risultati sono questi, è facile vedere come una sanzione di questo tipo abbia poca o nessuna efficacia deterrente per scoraggiare comportamenti che invece sono estremamente nocivi per la società.

Il fantasma del reato è inutile per quei cittadini – e sono la maggior parte – che applicherebbero le regole di condotta e di civiltà anche se non ci fosse nessuna sanzione, ma non spaventa proprio coloro che invece sono più restii ad applicare regole di comportamento estremamente importanti per la tutela della salute della collettività.

Una minoranza, certo, ma che rischia di diventare pericolosa perché è in grado, con pochi comportamenti sciagurati, di vanificare gli sforzi e i sacrifici messi in atto dalla maggior parte della popolazione. Le sanzioni efficaci servono proprio per scoraggiare questa categoria dal porre in essere condotte che altrimenti compirebbero, se non ci fossero punizioni per reprimerle.

Finora, gli appelli e gli inviti del presidente della Repubblica, del presidente del Consiglio, del ministro della Salute e di molti esponenti del mondo politico e di volti noti dello spettacolo si sono rivelati inutili, come i risultati degli interventi delle forze dell’ordine purtroppo dimostrano: nonostante l’inasprimento delle restrizioni e l’intensificazione dei controlli, il numero dei denunciati è superiore a quello dei contagiati. Questo dimostra che l’ignoranza, la noncuranza e l’insensibilità sono più diffuse del Coronavirus e bisogna trovare il modo di combatterle.

Così alcuni esponenti delle forze della maggioranza che sostengono il Governo stanno iniziando a pensare a inasprire le sanzioni, cambiando linea. L’idea è quella di passare sul fronte delle sanzioni pecuniarie di natura amministrativa, quelle che forse spaventano di più questa platea di soggetti che non temono le denunce, perché toccano direttamente il portafoglio e vengono irrogate con un procedimento molto più celere di quello penale. Un verbale di contravvenzione o una cartella esattoriale per multa non pagata arrivano molto prima di una sentenza di condanna, come tutti sanno.

Oggi, è la volta del vice segretario del Partito Democratico, Andrea Orlando, che sceglie il social Twitter per lanciare la sua proposta: “È ormai evidente che le sanzioni penali nei termini previsti hanno scarsa efficacia. Un’ammenda (lieve) dopo almeno due gradi di giudizio non spaventa nessuno. Va prevista anche una pesante sanzione amministrativa destinando i proventi all’emergenza“.

Un’iniziativa non a caso lanciata direttamente sul vasto pubblico dei social anziché nelle aule parlamentari o nel dibattito ristretto dei vertici di maggioranza, ma che forse proprio per questo potrebbe trovare terreno fertile per il suo accoglimento nelle prossime riunioni del Consiglio dei ministri: la marcia in più, che la renderebbe utile ed anche popolare, sta nell’idea di destinare le somme di denaro che proverranno dall’incasso di queste sanzioni all’emergenza.

Orlando si ferma qui e non va oltre, ma è facile pensare che si riferisca a quella sanitaria, ancor prima di quella economica per la quale il Governo ha già stanziato i primi fondi necessari con il decreto Cura Italia.

Non a caso, in questi giorni le donazioni spontanee stanno registrando l’adesione convinta di moltissimi italiani, che stanno sostenendo in modo particolare i reparti ospedalieri di terapia intensiva, quelli in prima linea di fronte all’emergenza e che quotidianamente salvano vite di pazienti ai quali il Covid-19 impedisce di respirare. Una solidarietà volontaria di tanti cittadini che presto potrebbe essere incrementata dalla destinazione forzosa dei proventi delle nuove multe a beneficio della collettività.



Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube