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Come difendersi da una querela

23 Marzo 2020 | Autore:
Come difendersi da una querela

Cosa devi fare se sei stato denunciato? Come sapere se c’è una querela a tuo carico? Come evitare il processo? Come tutelarsi da un’accusa ingiusta?

Forse non lo sai, ma in questo preciso istante, proprio mentre stai leggendo queste righe, potresti essere sottoposto alle indagini della Procura della Repubblica. Non si tratta dell’inizio di una spy story americana oppure di una minaccia, bensì di un dato di fatto assolutamente reale: poiché le indagini preliminari sono coperte dal segreto, le persone che sono state denunciate alle autorità potrebbero avere conoscenza di ciò solamente dopo molto tempo, cioè quando le investigazioni si sono oramai concluse. È proprio per questa ragione che vorrei spiegarti come difendersi da una querela.

Il problema di non sapere se si è sottoposti a indagine pone sicuramente la questione di capire come fare a tutelarsi dall’accusa altrui, soprattutto quando questa è del tutto infondata. Mettiamo il caso che, qualche giorno fa, tu abbia avuto un alterco con un’altra persona: sono volate parole grosse e anche qualche intimidazione. Torni a casa pensando che sia tutto finito, e invece dopo un po’ ricevi una chiamata da parte dei carabinieri con i quali ti chiedono di passare in caserma perché devono notificarti un atto d’indagine: scopri così di essere stato denunciato per minacce. Cosa fare in questi casi? Come tutelarsi da una denuncia ingiusta? Cosa può fare la persona accusata di un reato quando le indagini sono ancora in corso? Se cerchi risposte a queste domande, sei nel posto giusto: prosegui nella lettura per comprendere come difendersi da una querela.

Denuncia alle autorità: come funziona?

Se assisti a un reato oppure ne sei direttamente vittima puoi recarti presso le autorità competenti e sporgere denuncia.

La denuncia, così come la querela, consiste nella segnalazione, fatta alle forze dell’ordine, di un evento che presenta i connotati del reato.

La denuncia e la querela possono essere sporte indifferentemente in maniera orale oppure scritta: nel primo caso, l’ufficiale di polizia giudiziaria che raccoglie le dichiarazioni provvederà a metterle per iscritto e, preparato così il verbale di ricezione della denuncia/querela, provvederà a farlo sottoscrivere al denunciante.

La differenza tra la denuncia e la querela sta nel fatto che la seconda può essere sporta solamente dalla vittima (o da un suo legale rappresentante o procuratore speciale) e soltanto entro determinati limiti di tempo: di norma entro tre mesi dal fatto costituente reato, salvo eccezioni (sei mesi per violenza sessuale e stalking).

Cosa succede dopo la denuncia/querela?

La denuncia/querela segna l’avvio del procedimento penale. Per la precisione, acquisita la notizia di reato, la Procura della Repubblica territorialmente competente delega la polizia giudiziaria affinché svolga tutte le indagini del caso.

La denuncia/querela, dunque, rappresenta l’input dal quale trae origine il procedimento penale e, nello specifico, quella fase che prende il nome di indagini preliminari.

Al termine di queste indagini, se il Procuratore della Repubblica riterrà fondata la notizia di reato, chiederà al giudice il rinvio a giudizio dell’indagato, altrimenti disporrà l’archiviazione.

Il punto però è un altro. Tutti sanno che, giunti al processo penale vero e proprio, occorre munirsi di un avvocato e affrontare il giudizio. Quello che vorrei illustrarti ora, invece, è ciò che puoi fare durante le indagini preliminari, cioè quali sono i tuoi diritti mentre le indagini sono in corso, in modo tale da giungere a comprendere come difendersi da una querela.

Come sapere se è stata sporta querela?

Come detto nell’introduzione, la persona denunciata o querelata non riceve obbligatoriamente notizia di tale avvenimento. In altre parole, al soggetto indagato non è notificata direttamente la querela sporta contro di lui. In pratica, potresti essere stato denunciato e non saperlo nemmeno.

Ciò accade essenzialmente per due ragioni:

  • le indagini preliminari sono coperte dal segreto istruttorio;
  • l’avviso di garanzia con cui si comunica formalmente a una persona di essere sottoposta alle indagini deve essere obbligatoriamente notificato solamente quando occorre compiere un atto al quale il difensore ha diritto di assistere (ad esempio, una perquisizione oppure un interrogatorio).

Dunque, se nessun avviso di garanzia viene notificato, come fare a sapere se è stata sporta una querela? Ebbene, se hai il sospetto di essere stato querelato (ad esempio, perché te l’ha detto stesso il querelante, oppure perché ne hai avuto notizia tramite i giornali o da altra fonte), allora, per esserne davvero certo, puoi avanzare un’apposita richiesta alla Procura della Repubblica. Vediamo di cosa si tratta.

L’istanza alla Procura per sapere se è stata sporta denuncia

Per sapere se sei stato denunciato o querelato puoi fare richiesta di comunicazione delle iscrizioni contenute nel registro delle notizie di reato conservato presso la Procura della Repubblica [1].

In pratica, puoi inoltrare un’apposita richiesta alla procura della Repubblica chiedendo che ti vengano comunicate le tue eventuali iscrizioni nel registro degli indagati. Se tale iscrizione risulta, dalla Procura ti verrà detto il numero identificativo del procedimento, il pubblico ministero che sta seguendo le indagini e il reato contestato.

In questo modo, potrai sapere per quale delitto sei indagato e cominciare a prendere le tue contromisure: infatti, è molto probabile che, dall’indicazione del reato contestato, tu possa desumere per quale episodio sia stato denunciato.

Più nello specifico, la segreteria della Procura della Repubblica, se la risposta è positiva, fornisce le informazioni richieste precedute dalla formula: «Risultano le seguenti iscrizioni suscettibili di comunicazione».

In caso contrario, se cioè non risulta iscritta alcuna notizia di reato, la segreteria risponde con la formula: «Non risultano iscrizioni suscettibili di comunicazione».

Ricorda che, eccezionalmente, per speciali esigenze investigative, il p.m. potrebbe disporre il segreto sulle iscrizioni per un periodo non superiore a tre mesi. In questo caso, se tu facessi richiesta di comunicazione delle eventuali iscrizioni a tuo carico e queste effettivamente risultassero, la segreteria ti risponderebbe secondo la formula di cui sopra, e cioè che non risultano iscrizioni suscettibili di comunicazione.

Come difendersi durante le indagini?

Mettiamo il caso che tu abbia scoperto di essere indagato sebbene la Procura ancora non ti abbia fatto una comunicazione ufficiale (avviso di garanzia e/o avviso di conclusione delle indagini). Come difendersi dalla denuncia? Come tutelarsi durante la fase delle indagini preliminari?

Ebbene, devi innanzitutto sapere che, durante tutta la fase delle indagini, non è possibile accedere agli atti se non dopo il ricevimento dell’avviso di conclusione. Ciò significa che, se le investigazioni dovessero durare mesi o anni, tu non potresti prendere visione degli atti d’indagine compiuti.

Cosa puoi fare per difenderti da una querela che ritieni ingiusta? Durante le indagini preliminari, puoi fare solamente due cose:

  • produrre delle memorie difensive o fare delle richieste al Procuratore della Repubblica, affinché prenda in considerazione le tue dichiarazioni;
  • incaricare un avvocato perché svolga delle investigazioni difensive, cioè delle vere e proprie indagini parallele a quelle compiute dalla Procura della Repubblica.

Potresti anche chiedere al Procuratore di essere sentito per rilasciare dichiarazioni, ma il magistrato non è tenuto ad accogliere tale richiesta.

Le investigazioni difensive

Per difenderti da una denuncia o da una querela puoi incaricare il tuo difensore di fiducia a svolgere delle investigazioni difensive: la legge [2] consente all’avvocato di poter compiere delle indagini la cui portata è molto simile a quelle effettuate dalla Procura della Repubblica.

Ad esempio, il tuo avvocato potrà assumere le deposizioni delle persone informate sui fatti e raccoglierle in un atto scritto; può perfino accedere alla documentazione posseduta dalla Pubblica amministrazione.

Tutti i risultati delle indagini difensive che costituiscono elementi di prova a favore dell’indagato possono essere presentati direttamente al giudice nel corso delle indagini preliminari e nell’udienza preliminare quando deve adottare una decisione con l’intervento della parte privata.

Le stesse investigazioni possono essere presentate anche al Procuratore della Repubblica incaricato delle indagini preliminari, in modo tale che possa prenderle in considerazioni per le proprie determinazioni.

L’avviso di conclusione delle indagini

Quando l’autorità inquirente è giunta alla conclusione delle indagini e ritiene di dover chiedere il rinvio a giudizio dell’indagato, la Procura della Repubblica provvede a notificare un importantissimo atto: l’avviso di conclusione delle indagini [3].

Si tratta di una comunicazione che la Procura della Repubblica deve obbligatoriamente inviare nei confronti della persona indagata quando le indagini sono in dirittura di arrivo. In pratica, l’avviso di conclusione delle indagini ti dice che il pubblico ministero sta per terminare il suo lavoro e che, in assenza di novità, chiederà al giudice il rinvio a giudizio: in pratica, ti sta dicendo che verrai processato per i fatti indicati nell’avviso stesso.

Nell’avviso di conclusione delle indagini troverai scritto:

  • il reato (o i reati) per il quale si procede, con indicazione delle norme di legge che si presumono violate, della data e del luogo del fatto;
  • l’avvertimento che la documentazione relativa alle indagini è depositata presso la segreteria del pubblico ministero e che è tuo diritto prenderne visione ed estrarne copia;
  • l’avvertimento secondo cui hai facoltà, entro il termine massimo di venti giorni, di presentare memorie, produrre documenti (tra i quali anche le eventuali investigazioni compiute dal tuo difensore), chiedere al pubblico ministero il compimento di atti di indagine (da compiersi entro trenta giorni);
  • l’avvertimento che è tuo diritto presentarti per rilasciare dichiarazioni ovvero chiedere di essere sottoposto a interrogatorio.

Come difendersi da una denuncia dopo l’avviso di conclusione?

Dopo la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini si apre una nuova fase che ti consente di meglio difenderti da un’ingiusta denuncia, visto che ora potrai prendere visione di tutti gli atti d’indagine compiuti a tuo carico.

Oltre alla possibilità di poter finalmente verificare l’attività svolta dalla Procura, potrai far valere alcuni diritti importantissimi, quali:

  • la possibilità di chiedere espressamente al magistrato del pubblico ministero di compiere ulteriori indagini;
  • sottoporre al p.m. le eventuali indagini investigative compiute dal tuo difensore di fiducia;
  • chiedere di essere interrogato dal pm, alla presenza del tuo avvocato.

in pratica, dopo la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini potrai confrontarti direttamente con il pubblico ministero, con la possibilità di raccontargli i fatti dal tuo punto di vista.

A seguito di questa attività, qualora il p.m. non fosse convinto della tua difesa procederà a chiedere al giudice il provvedimento che dispone il rinvio a giudizio; in caso contrario, il p.m. chiederà l’archiviazione delle indagini.


note

[1] Art. 335 cod. proc. pen.

[2] Art. 391-bis cod. proc. pen.

[3] Art. 415-bis cod. proc. pen.

Autore immagine: Canva.com


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