M5S: vietare le sigarette elettroniche, diffondono il virus

21 Marzo 2020
M5S: vietare le sigarette elettroniche, diffondono il virus

Il vapore acqueo dello svapo potrebbe essere facile veicolo di contagio, se il fumatore è infetto. Il deputato e medico Trizzino chiede di vietarle durante l’emergenza.

Le numerose file ai supermercati registrate oggi dopo le restrizioni degli orari di apertura adottate da numerose Regioni e città italiane, tra cui Roma e Napoli, stanno suscitando preoccupazione tra gli esperti, al punto che oggi, nella conferenza stampa quotidiana, sono dovuti intervenire il Commissario all’emergenza e capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, e il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, per invitare i cittadini italiani ad evitare assembramenti e a mantenere il distanziamento interpersonale.

Ma analizzando il fenomeno sorgono ulteriori allarmi; ora interviene il deputato del Movimento 5 Stelle Giorgio Trizzino, che in una dichiarazione diffusa dall’Adnkronos esprime preoccupazione: “Oggi ho visto un signore che faceva la fila al supermercato fumando una sigaretta elettronica“.

All’occhio clinico del parlamentare – che, va sottolineato, è anche medico – non è sfuggita la circostanza che “il fumo delle ‘svapo’ non è altro che vapore acqueo a bassa temperatura, cioè piccole goccioline d’acqua che vengono trasportate a distanza dal vento. Cioè, secondo quello che si dice a proposito delle modalità di contagio, milioni di vettori per il virus, se a fumarla è un infetto”.

Il punto è che non si sa se la persona in coda a fare la spesa, che mentre attende il suo turno all’aperto sta tranquillamente fumando la sua sigaretta elettronica – non c’è nessun divieto di farlo – sia affetta da coronavirus o meno. Per questo il deputato lancia una proposta sulle sigarette elettroniche: “Non sarebbe il caso di vietarle tra le norme di restrizione per il contrasto alla diffusione di Covid-19? Che necessità c’è di fumare in pubblico, anche se all’aperto?”

La domanda è precisamente indirizzata: “La propongo alla task force ed al ministro Speranza quale azione da adottare”. Ora si attende il parere degli esperti che compongono il comitato tecnico consultivo che assiste il Governo nei provvedimenti da emanare.



5 Commenti

  1. Se questi sono i massimi ragionamenti che possono scaturire dalla testa di ‘Sto deputato Trizzino, non vorrei averlo come medico…figuriamoci messo li a legiferare!
    Confido cmq che ci sia in parlamento qualche suo collega che, più illuminato, gli consigli di lasciar perdere queste inezie e di sforzarsi a partorire idee più utili al prossimo, e senza limitarne la libertà (peraltro già messa a dura prova nell’ultimo decennio..)…

  2. Non esiste alcuna “la svapo”. Si chiamano “vaporizzatori personali” e non vaporizzano quasi mai acqua bensì glicole polipropilenico, glicerolo, aromi e spesso nicotina, Dottore. Inoltre, se “fumassimo” col vaporizzatore dovremmo chiamarlo sigaretta, sigaro, o pipa. È ora di finirla con le limitazioni della libertà personale!

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