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Posso rinunciare all’eredità se ho già utilizzato delle somme?

22 Marzo 2020
Posso rinunciare all’eredità se ho già utilizzato delle somme?

Prelevare soldi dal conto o prendere contanti dalla cassaforte o dal portafogli di una persona defunta può considerarsi accettazione tacita dell’eredità?

Pochi mesi fa, è morto uno dei tuoi genitori. Ora, è arrivata una lettera dall’Agenzia delle Entrate, indirizzata a tutti gli eredi, in cui vi si chiede il pagamento di un grosso importo che il defunto non aveva a suo tempo pagato. I patronati interpellati, così come il tuo commercialista, ti hanno suggerito di fare rinuncia dell’eredità per aggirare il dovere di restituzione. La stessa soluzione ti è stata suggerita dal tuo avvocato il quale, però, ha voluto sapere se, in tutto questo tempo, avessi compiuto un atto di accettazione tacita dell’eredità. A quest’ultimo proposito, gli hai confessato di aver fatto un prelievo dal suo conto per pagare alcune spese necessarie alla famiglia. Di qui il quesito: posso rinunciare all’eredità se ho già utilizzato delle somme? Ecco cosa prevede a riguardo la legge.

Quando si ereditano i debiti di un defunto?

Prima di accettare l’eredità, coloro che potrebbero essere eredi (in forza del testamento o, in mancanza, in base alle regole fissate dal codice civile) vengono detti «chiamati all’eredità». Con un termine più improprio potremmo chiamarli “eredi potenziali”.

Gli eredi potenziali non rispondono ancora dei debiti del defunto, situazione che si verifica solo con l’accettazione dell’eredità. L’accettazione dell’eredità, però, non deve essere necessariamente esplicita, può anche essere tacita. L’accettazione tacita avviene con comportamenti che possono essere indicativi della volontà di subentrare nel patrimonio del defunto, prendendone possesso e, quindi, disponendone a proprio piacimento, come potrebbe essere la vendita di un bene mobile o immobile. Leggi a riguardo Quando c’è accettazione tacita eredità.

Posso rinunciare all’eredità se ho usato i soldi del defunto?

I chiamati alla eredità possono rinunciare soltanto se non hanno accettato (espressamente o tacitamente) l’eredità; se hanno riscosso e utilizzato le somme, seppur erroneamente percepite, o se hanno compiuto altri atti che presuppongono volontà di accettare e/o che potrebbero compiere solo se e in quanto eredi, non possono oramai rinunciare.

Pertanto, chi ha già utilizzato delle somme del defunto non può più rinunciare all’eredità. 

Quando si parla di “utilizzare le somme del defunto” si intende qualsiasi tipo di uso: ad esempio un prelievo al bancomat, un bonifico sul proprio conto corrente o anche in favore di un creditore dello stesso defunto che abbia minacciato gli eredi di un pignoramento. Non è neanche possibile pagare le tasse richieste dall’Agenzia delle Entrate con denaro passato in successione.

Vengono escluse da queste solo i pagamenti  per il funerale. Come, infatti, abbiamo già spiegato il pagamento delle spese funerarie da parte di un membro della famiglia costituisce l’espressione di un dovere morale e familiare, da non potere, dunque, ricondurre tout court all’adempimento di un peso ereditario. Si tratta, pertanto, di un atto che non può costituire accettazione tacita dell’eredità [1]. Sarà bene però conservare le ricevute che dimostrino l’utilizzo del denaro per tale finalità – ossia per coprire le spese delle esequie – in modo da poter contrastare eventuali contestazioni successive da parte dei creditori. 

Pagare i debiti del defunto 

Il fatto di pagare i debiti del defunto è considerato un atto di accettazione tacita dell’eredità solo se ciò avviene con soldi del defunto stesso (ad esempio, prelevati dal suo conto corrente). Viceversa, se gli eredi pagano i creditori del de cuius con denaro proprio, tale atto non è incompatibile con la successiva rinuncia all’eredità e, quindi, non implica alcun pregiudizio. 

Che succede se rinuncio all’eredità?

A seguito della rinuncia da parte di un chiamato all’eredità, l’eredità si trasmette a favore degli altri parenti sino al sesto grado secondo le regole indicate dagli articoli 566 e seguenti del Codice civile. Sarebbe necessario, pertanto, che anche gli ulteriori chiamati rinuncino alla eredità. In mancanza di successibili, l’eredità si trasmette per legge allo Stato.


L’utilizzo di somme di denaro del defunto, anche se pagare i creditori di quest’ultimo, costituisce accettazione tacita dell’eredità. Gli eredi però possono pagare i debiti del defunto con proprio denaro senza incorrere in tale conseguenza.

note

[1] Trib. Varese decr. del 31.10.2001.


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