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Evasione: indagini bancarie sui conti ora estese ai privati non titolari di partita Iva

4 Ottobre 2013
Evasione: indagini bancarie sui conti ora estese ai privati non titolari di partita Iva

Non solo su aziende e professionisti: gli accertamenti su prelievi e versamenti sui conti correnti riguarderanno anche i privati cittadini che non svolgono attività commerciale.

Lotta all’evasione. Tutti i contribuenti possono essere oggetto di controlli mediante le indagini bancarie. Questo strumento non è limitato, infatti, ad imprese e professionisti, ma può essere esteso anche ai privati cittadini che non sono titolari di partita Iva.

Lo ha detto l’altro ieri, a gran voce, la Cassazione [1].

La conseguenza pratica è che la Finanza potrà, da oggi in poi, chiedere chiarimenti ad ogni italiano riguardo a tutte le operazioni eseguite sul conto corrente, ossia prelievi e versamenti! Giustificazioni che dovranno essere date se non si vorrà ricevere un avviso di accertamento.

Dunque, da oggi, le autorità non avranno più perplessità nell’estendere le indagini bancarie anche nei confronti di privati che non svolgono un’attività commerciale, o professionale.

La questione è particolarmente importante perché, di sovente, era stata posta in dubbio la facoltà di eseguire indagini finanziarie anche a privati [2]. Peraltro la sentenza arriva in un momento storico assai delicato, in cui sono stati preannunciati controlli ai fini dell’accertamento sintetico (col redditometro) anche ai privati che non necessariamente svolgono un’attività di impresa o professionale.

Con la conseguenza che tutti i dati ed elementi attinenti ai conti correnti di ogni cittadino saranno da ora posti a base delle rettifiche e degli accertamenti fiscali se il contribuente non dimostrerà che li ha regolarmente dichiararti.

Ciò che, sino ad oggi, sono stati costretti a fare professionisti e imprenditori – cioè giustificare ogni versamento e (in particolare) ogni prelievo dal conto – dovrà entrare nelle abitudini di ogni italiano se non vorrà vedersi recapitare un questionario della finanza con cui gli vengono chieste spiegazioni.

La norma sul punto prevede che si presumono come ricavi o compensi, tutti i prelevamenti o gli importi riscossi se il contribuente non ne indica il soggetto beneficiario.

Insomma: bisognerà tenere traccia e memoria di ogni operazione effettuata sul conto corrente, badando bene a poter giustificare, anche dopo diversi anni, le operazioni effettuate in conto.


note

[1] Cass. sent. n. 22514 del 2.10.2013.

[2] Art. 32 del Dpr 600/73.


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