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Si può filmare una persona che maltratta un animale?

22 Marzo 2020
Si può filmare una persona che maltratta un animale?

Limiti alla privacy: le riprese nella proprietà privata per chi maltratta il proprio cane e la denuncia alla polizia. 

Il tuo vicino di casa maltratta alcuni cani che ha nel proprio recinto. Gli animali poi iniziano ad abbaiare e a lamentarsi, dando fastidio a tutto il palazzo. Hai più volte visto la scena orrenda ma ora intendi passare ai fatti e denunciare l’accaduto. Così, per procurarti le prove di ciò, hai deciso di usare uno smartphone per registrare le scene cruenti per poi farle vedere alla polizia. Puoi farlo o si tratta di una violazione della privacy? Si può filmare una persona che maltratta un animale? Cerchiamo di fare il punto della situazione e di comprendere cosa prevede la legge.

Registrare comportamenti che costituiscono reato è reato?

Si può registrare una persona mentre commette un reato a patto che ciò non avvenga nei luoghi di privata dimora di quest’ultima (l’abitazione). È quindi illegittimo arrampicarsi sul ramo di un albero per filmare ciò che avviene nell’appartamento di un vicino di casa (e il relativo filmato non potrebbe essere utilizzato neanche come prova), ma è del tutto lecito una ripresa avvenuta in un luogo pubblico, aperto al pubblico o comunque visibile da un luogo pubblico come nel caso di un giardino recintato ma privo di protezioni visive (alberi, siepi, ecc.).

Maltrattare animali è reato?

Il maltrattamento di animali è chiaramente un reato ed è punito con la reclusione da tre mesi a un anno o con la multa da 3.000 a 15.000 euro.

La norma sottopone a sanzione penale chi, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche ecologiche. 

Per stabilire se si può filmare una persona che maltratta un animale, dobbiamo chiarire un aspetto preliminare: il reato di maltrattamenti di animali è procedibile d’ufficio. In buona sostanza, non è necessario che a sporgere la querela sia la parte interessata. Diversamente dovremmo ammettere che il maltrattamento di un animale che non appartiene a nessuno, che è randagio o che è dello stesso colpevole non potrebbe mai essere castigato. 

Dunque, è certa una cosa: la denuncia di un terzo serve solo a “mettere in moto” la macchina della giustizia per punire il colpevole. Denuncia che, a questo punto, potrebbe essere sostituita da una semplice segnalazione, anche una telefonata o una lettera anonima alla polizia; né deve essere per forza corroborata da prove, bastando a tal fine solo la dichiarazione del terzo (che potrebbe anche testimoniare).

Sarà poi il pubblico ministero, nel corso delle indagini, a procurarsi le eventuali ulteriori prove del reato. 

Posso usare un filmato per denunciare chi maltratta gli animali?

Ora arriviamo al punto nodale della questione: si può filmare chi maltratta un animale per poi dare il file alla polizia a corredo della denuncia? Assolutamente sì se la registrazione rispetta le condizioni che abbiamo illustrato sopra (ossia non deve avvenire all’interno dei luoghi di privata dimora di una persona). In quel caso il reato potrà essere punito dalle autorità grazie alla prova fotografica raccolta dal terzo. Prova che sarà assunta nel giudizio a dimostrazione della colpevolezza dell’imputato. Né quest’ultimo potrà lamentarsi della violazione della propria privacy.

Il disturbo alla quiete pubblica e il risarcimento del danno

C’è poi un altro aspetto da non sottovalutare: i singoli condomini potrebbero costituirsi parte civile nel processo se, dai maltrattamenti arrecati all’animale, ne sono derivati danni come appunto i continui guaiti del cane che hanno disturbato il sonno delle persone. Anzi, a tal proposito, se il numero delle persone molestate dal rumore è esteso (ad esempio tutti i condomini dell’edificio o quelli dimoranti nei luoghi vicini) si potrebbe configurare la possibilità di un’ulteriore denuncia: quella per il reato di disturbo alla quiete pubblica, anch’esso procedibile d’ufficio. 

Nel procedimento penale, però, non è il condominio, in persona dell’amministratore, a doversi costituire parte civile ma ogni singolo proprietario a mezzo del proprio avvocato. 



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2 Commenti

  1. “Si può registrare una persona mentre commette un reato a patto che ciò non avvenga nei luoghi di privata dimora di quest’ultima (l’abitazione).”…. quindi se vedo il vicino di casa sciogliere nell’acido un parente, non lo posso filmare per non violare la sua privacy! Mi pare cosa buona e giusta. 😐

    1. È pienamente legittimo filmare la commissione di un reato o, comunque, di un illecito per tutelare le proprie ragioni. La Suprema Corte ha stabilito che non viola la privacy chi effettua riprese fotografiche o filmati dell’attività edificatoria in corso nella proprietà del vicino: la fattispecie concreta era quella della costruzione di un manufatto in prossimità del confine tra due abitazioni che sembrava non rispettare le prescrizioni urbanistiche e civilistiche. Se, infatti, non c’è interferenza illecita nella vita privata riguardo alle riprese pure e semplici dell’altrui abitazione, tanto più ciò vale se l’occhio della telecamera è diretto a riprendere possibili illeciti come, appunto, un abuso edilizio.La Corte di Cassazione ha stabilito altresì la liceità della condotta di chi filma persone sconosciute, purché non diffonda le immagini per scopi diversi dalla tutela di un diritto proprio o altrui. In pratica, registrare o filmare, di nascosto, una conversazione tra privati, utilizzando un cellulare o un altro apparecchio è lecito anche senza il consenso dell’interlocutore. Tuttavia, non si ha diritto di diffondere o pubblicare il materiale su un social network né si può inviare via mail il file audio contenente le voci delle persone spiate.

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