Coronavirus: la virologa Gismondo rischia denuncia

22 Marzo 2020
Coronavirus: la virologa Gismondo rischia denuncia

La direttrice di laboratorio dell’ospedale Sacco di Milano nel mirino dei colleghi per aver definito il Covid-19 poco più di un’influenza: diffidata a rettificare. 

In tempi di coronavirus anche gli scienziati si dividono, ma stavolta sembrano essere tutti contro una: il bersaglio è Maria Rita Gismondo, direttrice del Laboratorio di Microbiologia clinica, Virologia e Diagnostica delle bioemergenze dell’ospedale Sacco di
Milano, nota alle cronache per aver definito, a febbraio, il Covid-19 come una malattia poco più seria di un’influenza e, più di recente, per aver ipotizzato che il virus che circola in Lombardia potrebbe avere subito mutazioni rispetto a quello “originale” cinese.

L’agenzia Adnkronos Salute ci informa che l’associazione Patto trasversale per la scienza (Pts) ha inviato alla dottoressa Gismondo una diffida legale “per le gravi affermazioni ed esternazioni pubbliche sul coronavirus, volte a minimizzare la gravità della situazione e non basate su evidenze scientifiche”.

Le dichiarazioni incriminate

Nel mirino dei colleghi ci sono le seguenti, precise affermazioni pronunciate dalla scienziata prima dello scoppio della pandemia e ora riportate nella diffida:

  • “è una follia questa emergenza, si è scambiata un’infezione appena più seria di un’influenza per una pandemia letale” (23 febbraio);
  • “non voglio sminuire il coronavirus ma la sua problematica rimane appena superiore all’influenza stagionale” (1 marzo);
  • “tra poco il 60-70% della popolazione sarà positivo ma non dobbiamo preoccuparci“(13 marzo);
  • “l’epidemia potrebbe esser mutata, sta succedendo qualcosa di strano“(21 marzo).

La diffida legale

Così Pts chiede a Gismondo di “rettificare alcune sue affermazioni che possono indurre la popolazione a violare i precetti governativi, con nefaste ricadute in termini di salute pubblica, soprattutto perché provenienti da un medico con responsabilità istituzionali nella regione più colpita d’Italia”.

Non è un invito ma una vera e propria diffida legale, formulata in termini perentori: gli scienziati chiedono a Gismondo di “rettificare immediatamente le sue argomentazioni che potrebbero aver indotto ad una minimizzazione del problema coronavirus, nonostante le robuste evidenze della drammaticità della situazione”.

Il Pts richiama anche le conseguenze legali di queste affermazioni: “rischiano di turbare l’ordine pubblico, come previsto dall’articolo 656 del Codice penale (Pubblicazione o diffusione di notizie false, esagerate o tendenziose, atte a turbare l’ordine pubblico), se non supportate da evidenze scientifiche”.

I motivi dell’iniziativa

L’epidemiologo Pier Luigi Lo Palco spiega così le ragioni dell’iniziativa: “La missione del Patto per la scienza è chiara: difendere il cittadino dalla diffusione di atteggiamenti anti-scientifici e difendere l’onorabilità e la credibilità della comunità scientifica. Chi oggi, in una situazione di emergenza, indossa un camice e gode anche di una ribalta pubblica, deve riporre nelle sue dichiarazioni una estrema cautela“.

“Ipotesi personali e ricostruzioni fantasiose non devono inquinare e confondere il dibattito pubblico. Mai come ora è importante che questo dibattito avvenga nell’ambito delle regole della scienza“, ha aggiunto Lo Palco. “Per questo e anche su sollecitazione dell’ambiente  medico-scientifico italiano, il Pts ha ritenuto necessario inviare alla professoressa Gismondo, una diffida, chiedendole di rettificare alcune sue affermazioni”.

La reazione dell’interessata

Ma l’interessata, Maria Rita Gismondo, non ci sta e replica così: “Ho la coscienza a posto e chi mi attacca è pietoso. Non torno indietro sulle mie dichiarazioni. Invece di perdere tempo in queste cose, perché non si uniscono al mio appello a lavorare tutti insieme? Diamo spazio alla scienza”.

E allarga il fronte dello scontro: “Se chiedono a me di fare un passo indietro sulle mie dichiarazioni, devono farlo anche per quelle del virologo Pregliasco, di Ilaria Capua e del direttore dell’Oms – aggiunge Gismondo – non devo dimostrare nulla perché quello che ho detto è pubblicato ovunque. La Capua, ad esempio, ha detto che questo virus ‘diventerà come un raffreddore‘. Inoltre non sono mai stata in un tavolo governativo e non posso aver influenzato nessuna decisione – prosegue la Gismondo – ho espresso un mio parere e ho sempre detto quello che si sa sul coronavirus, ovvero che è un virus sconosciuto e potrebbe rivelarsi positivo o negativo a seconda del cammino che farà”.



15 Commenti

  1. dopo la morte di oltre 20000 persone e di questo passo arriveremo facilmente a 30000 una specialista che fa affermazioni simili e che non chiede nemmeno scusa delle stupidaggini pretenziose sparate per fare bella figura dovrebbe almeno vergognarsi.
    Questa è addirittura professoressa:pensate ai danni che può fare nell’insegnamento.Penso che in un paese serio a una persona simile va tolto la sua laurea e ttolo
    vincenzo giordano

    1. Sig. Giordano immagino lei sia un virologo e può argomentare meglio le sue affermazioni di smentita perché io ascolterei le persone come la dottoressa se possono argomentare e sono convinte di ciò che dicono, si faccia qualche ricerca su internet e poi mi dica se i numeri tornano, si informi in po’per sua cultura personale prima di scrivere e poi mettiamo giù qualche numero e parliamone, sono italiano e malfidente quindi non credo a tutto ciò che mi raccontano alla televisione e sui telegiornali, faccia uno sforzo e si faccia qualche domanda in più. Rispetto ai morti ma non sono di loro che si deve preoccupare, sono i vivi di cui si deve preoccupare…. Cerchi, cerchi….

      1. Bravo Sig. Nicola bisognerebbe che tutti si informassero di più non solo con quello che dicono TV e giornali

      2. Grazie Sig. Nicola.
        Non possiamo credere a tutto quello che ci dicono sui canali ufficiali dei “professionisti dell’informazione”.

      3. Mi unisco al coro di approvazioni per il Sig.Nicola, ma aggiungo un altro paio di cose: non è curioso che questo virus sia particolarmente selettivo? Cioè che sia mortale per le persone più svantaggiate? e poi, che tutta la faccenda sia stata strumentalizzata e veicolata sin dal principio per incutere un malsano terrore che rendesse ancora più fragili e esposti alla manipolazione i milioni di persone che non avrebbero nulla da temere?

    2. Ma è possibile che gli italiani e chiunque sia non sono mai capaci di chiedere scusa?hanno torto ed insistono come la procura brescia allorquando nel 2017 mi ha comunicato che una querela presentata nel mese di giugno 2002 sia stata archiviata nel mese di marzo 2002.e porro continuare all’infinito. È uno schifo!!sembra di stare nel medioevo dove ai boiardi era tutto permesso anche di dire corbellerie.

      1. A pandemia finita chi è che dovrebbe chiedere scusa, la Gismondo o il governo italiano ?! Sono morte più di 30000 persone perchè il governo, seguendo i dettami.dell’oms, non ha preso neamche in considerazione la eventualità di eseguire autopsie. Solo un gruppo di medici ricercatori ha avuto il coraggio di farlo scoprendo perchèla gente moriva e trovando quindi il rimedio. Perchè non viene data larga diffusione al secondo rimedio trovato quello del plasma iperimmune del dottor Dedonno ? Si il governo dovrebbe chiedere scusa agli italiani non per un errore commesso ma per averli traditi !

    3. Anche io mi sono sempre arrabbiata con chi definiva questa epidemia un’influenza… ma oggi, 17 maggio 2020, mi sapete dire quanta gente di potere è morta x coronavirus? Eppure sono stati contagiati in tanti…..

  2. La scienza è scienza non é ne di Burioni ne di Gismandi. La scienza serve solo a trovare una soluzione, visto che la gente é dtufa

  3. Quello che non collima è che Ilaria Capua ha detto la stessa cosa… come mai la Gismondo “è marchiata” e la Capua no? Chi la protegge e le permette di profferire altre scemenze? Non puzza di politico?

  4. Ora evidente, ora robusto, ora evidente, ora robusto: funziona davvero così una comunità scientifica? Funziona forse, saltarellando come un rospo dal sasso dell’evidenza di una verità a quello della robustezza di una corroborazione? Signore e signori aprite gli occhi, qui è una donna che finalmente fa chiarezza, sbaragliando tanti rospi gonfiati cui il popolo delle è ADESIVAMENTE IDENTIFICATO

  5. Ora evidente, ora robusto, ora evidente, ora robusto: funziona davvero così una comunità scientifica? Funziona forse, saltarellando come un rospo dal sasso dell’evidenza di una verità a quello della robustezza di una corroborazione? Signore e signori aprite gli occhi, qui è una donna che finalmente fa chiarezza, sbaragliando tanti rospi gonfiati cui il popolo delle mascherine è ADESIVAMENTE IDENTIFICATO

  6. Noi non dobbiamo ascoltare quello che dicono TV e giornali,ma nemmeno loro però devono andare sempre in TV per fare gli “attori”,invece di fare i fatti stavano tutti i giorni in TV a fare chiacchiere.

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