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Lo sai che? Attenzione eredi: non si pagano le sanzioni sui debiti fiscali o cartelle Equitalia

Lo sai che? Pubblicato il 4 ottobre 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 4 ottobre 2013

Gli eredi non sono tenuti al pagamento delle sanzioni sulle cartelle Equitalia o sugli accertamenti fiscali ricevuti dal parente deceduto.

 

Negli Stati Uniti esiste un detto: “Due cose sono certe nella vita: la morte e le tasse”. Ma che succede se questi due eventi capitano l’uno di seguito all’altro a distanza ravvicinata? Chi paga le tasse lasciate insolute dal soggetto defunto?

Gli eredi, in genere (e salvo il rifiuto dell’eredità), subentrano in tutti i rapporti attivi (crediti) e passivi (debiti) del compianto parente. Ma questa regola non vale sempre in caso di accertamenti fiscali o cartelle esattoriali di Equitalia. La legge infatti prevede che le sanzioni non si trasmettono mai agli eredi; al contrario esse “muoiono” con il soggetto interessato.

In altre parole, gli eredi, pur tenuti a pagare i debiti fiscali del defunto (le tasse), non sono tenuti a pagare le relative sanzioni, essendo queste ultime “personali”.

Ciò nonostante, e pur consapevoli di questa regola, l’Agenzia delle Entrate ed Equitalia richiedono sempre agli eredi la totalità delle somme del debito fiscale del soggetto deceduto, sia per le imposte, dunque, che per le sanzioni, senza effettuare alcuna decurtazione.

Allora prestate massima attenzione: prima di pagare è un diritto del contribuente chiedere e pretendere la riduzione del debito dalle sanzioni applicate.

Gli eredi, infatti, rispondono delle obbligazioni tributarie del contribuente defunto [1], ma non sono tenuti a corrispondere anche le sanzioni. Le sanzioni, di qualsiasi tipo esse siano (amministrative, tributarie, ecc.) non si trasmettono agli eredi del contribuente [2].

Non rileva inoltre il fatto che l’accertamento sia divenuto definitivo a seguito della sentenza sfavorevole o non sia mai stato impugnato dal defunto: come affermato dalla Cassazione [3], in qualunque stadio si trovi la procedura di riscossione della sanzione, l’autorità amministrativa dovrà sempre procedere all’archiviazione degli atti, essendo estinto – per morte del responsabile – il diritto di credito dello Stato.

È un diritto richiedere la riduzione del debito fiscale se il contribuente è deceduto: l’Agenzia delle Entrate o Equitalia non può opporre alcun rifiuto, essendo previsto per legge.

note

[1] Art. 65, comma 1, del DPR 600/1973.

[2] Art. 8, D.Lgs. 472/1997.

[3] Cass. sent. n. 13894/2008 del 28.5.2008


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4 Commenti

  1. salve…
    si presenta un caso:
    Ricevo una lettera dell’Agenzia delle Entrate unitamente altre persone eredi di fatto in quote diverse di un deposito rurale iscritto al catasto terreni di cui ignoravo l’esistenza.. poi mi sono ricordata che veniva utilizzata da mia mamma per deposito legna , concesso da altri coeredi sulla parola.. la quota di proprietà di mio padre deceduto il 1970 è di 3/36 su una sup di 0,21 cent quindi a me spettante quota di 1/36.
    Allora l’agenzia delle entrate impone l’iscrizione di detto immobile ( un locale mal ridotto) al catasto immobili… avvisando che gli eventuali oneri ( ca Euro 1.200,00 dovuti per accatastamento forzoso da parte del Comune più sanzione per ritardato accatastamento dovuto in seguito legge del 2012 ) saranno oggetto di i fattura che sarà notificata ai destinatari della lettera e non agli altri coeredi ( che non hanno individuato).
    Precisano che la fattura dovrà essere pagata in toto da uno degli intestatari della lettera…( non è ammesso pagamento parziale..) e che questa persona dovrà assumersi l’onere di farsi rimborsare il costo a carico di ogni singolo coerede…
    domanda: esiste una legge o una regola che imponga una simile ingiustizia …
    Io sarei propensa a pagare pes 1/36 di euro 1.200 ovvero solo euro 33,33
    Gradirei un parere … che mi illumini il cammino …
    Grazie per l’attenzione e saluti Gattucci Erminia

  2. “Ciò nonostante, e pur consapevoli di questa regola, l’Agenzia delle Entrate ed Equitalia richiedono sempre agli eredi la totalità delle somme del debito fiscale del soggetto deceduto, sia per le imposte, dunque, che per le sanzioni, senza effettuare alcuna decurtazione.” – FALSO. Questo avviene solo se l’anagrafe comunale non trasmette i dati del decesso all’anagrafe tributaria oppure se gli eredi non comunicano all’Agenzia delle Entrate (tramite la denuncia di successione) il decesso del loro congiunto, per cui quest’ultimo risulta ancora in vita. O, ancora, se l’atto è stato emesso prima del decesso ed è stato notificato successivamente. In ogni caso basta un’istanza di sgravio, senza bisogno di fare terrorismo e disinformazione.

  3. sig Angelo Bertoli
    guardi nel mio caso dopo segnalazione di successione del defunto hanno addirittura preso parte del tfr su un debito fatto solo di sansioni amministrative…non si è mai tutelati in italia.

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