Coronavirus: quando e come chiedere il rimborso dei viaggi

23 Marzo 2020 | Autore:
Coronavirus: quando e come chiedere il rimborso dei viaggi

Cosa prevedono il decreto Cura Italia e la normativa in vigore per chi aveva fatto una prenotazione. Come riavere i soldi o utilizzare un voucher.

Chi aveva prenotato un viaggio o un albergo in questo periodo, magari a ridosso della Pasqua, ed è stato costretto a rinunciare alla vacanza e a restare a casa per l’emergenza coronavirus può stare tranquillo: il decreto Cura Italia garantisce un paracadute economico non solo per recuperare il costo del biglietto ma anche le spese del soggiorno.

Viene considerata, infatti, causa di forza maggiore la pandemia e, pertanto, i contratti stipulati al momento di una prenotazione possono essere rivisti. Secondo il Codice civile [1], «l’obbligazione si estingue quando, per causa non imputabile al debitore, la prestazione diventa impossibile». Ciò comporta l’inevitabile risoluzione del contratto. Ciò comporta, inoltre, che la parte liberata dall’impossibilità di effettuare la prestazione deve restituire i soldi ricevuti [2]. Possono essere esentati da questa regola i contratti di lunga durata, come ad esempio l’abbonamento alla piscina o alla palestra oppure quello annuale al trasporto pubblico. Tutt’al più, si può chiedere la riduzione dell’abbonamento per compensare la parte non usufruita. A meno che l’impossibilità di utilizzarlo si protragga a tal punto da rendere praticamente inutilizzabile la prestazione.

Secondo la legge [3], per i pacchetti turistici è previsto il rimborso integrale senza spese o penali per situazioni straordinarie e imprevedibili. Mentre per i biglietti di viaggio o per i soggiorni in albergo, oltre al citato articolo del Codice civile che dispone la restituzione dei soldi, ci sono dei regolamenti nazionali ed europei.

I recenti decreti approvati dal Governo nell’ambito dell’emergenza coronavirus danno, comunque, ai tour operator o agli altri operatori del settore la possibilità di compensare la mancata prestazione con dei voucher di pari importo a quanto dovuto, da utilizzare entro un anno dal momento in cui vengono rilasciati.

Per fare qualche esempio, Trenitalia prevede rimborsi integrali, con bonus utilizzabili entro un anno per i treni a lunga e media percorrenza e dando la possibilità di scegliere tra bonus e denaro per i treni regionali. La richiesta va fatta (con un modulo reperibile e inviabile via web) entro 30 giorni dalla data del viaggio o dalla fine dell’eventuale quarantena o dell’evento cui si doveva partecipare.

Italo (ovvero Ntv), per i viaggi da e per le regioni più colpite dal coronavirus (Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna), rimborsa i biglietti acquistati entro il 2 marzo, mentre per quelli da e per qualsiasi altra zona del territorio nazionale la data di acquisto è fino al 9 marzo. Chi ha avuto cancellato il treno può sempre chiedere il rimborso ed ottenere un voucher utilizzabile entro un anno.

Per quanto riguarda gli aerei, e viste le continue limitazioni degli spostamenti decise dal Governo, Alitalia ha ampliato le tutele e ora garantisce a scelta cambi di prenotazione per viaggiare entro il 31 dicembre o voucher utilizzabili entro un anno per qualsiasi destinazione raggiunta dalla compagnia. In caso di cancellazione del volo, è possibile anche il rimborso in denaro. Per esercitare l’opzione c’è tempo fino al 31 maggio. Se il volo non viene cancellato, si ha diritto alle protezioni per i biglietti acquistati fino al 3 aprile, a meno di ulteriori proroghe delle restrizioni (in Lombardia, ad esempio, non si può lasciare la regione fino al 15 aprile a meno di effettiva ed improrogabile necessità, in virtù dell’ordinanza del governatore Fontana). Dal canto suo, Ryanair ha cancellato tutti i voli può scegliere tra un rimborso completo e un voucher utilizzabile entro un anno. Easyjet, invece, offre cambi prenotazione gratuiti e invita a farli sulla propria app.


note

[1] Art. 1256 cod. civ.

[2] Art. 1463 cod. civ.

[3] Art. 41 cod. turismo.


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