Coronavirus: nessun permesso 104 extra per i disabili

23 Marzo 2020 | Autore:
Coronavirus: nessun permesso 104 extra per i disabili

L’Inps chiarisce chi ha diritto all’aumento dei giorni di congedo previsto dal decreto Cura Italia, in attesa della circolare del Ministero.

Nessun permesso extra, oltre a quelli previsti dalla legge 104, per i lavoratori disabili. Per loro sfuma quanto previsto in materia dal decreto Cura Italia. Lo chiarisce l’Inps in un messaggio appena pubblicato [1]. E, a breve, dovrebbe confermarlo anche il ministero del Lavoro con una circolare.

Il decreto firmato la scorsa settimana dal Governo [2] prevede 12 giorni in più di permesso, da usufruire tra marzo e aprile, oltre ai 3 giorni mensili stabiliti dalla legge 104/1992. Legge, quest’ultima, che nel comma 3 dell’articolo 33 interessa i lavoratori che assistono figli o parenti gravemente disabili. Mentre il comma 6 precisa che i lavoratori disabili possono fruire dei permessi stabiliti dal comma 3. Cioè, appunto, tre giorni.

L’ufficio governativo per la disabilità, sostiene che «i giorni di permesso sono estesi ad un totale di 18 per i mesi di marzo e aprile 2020 anche per i lavoratori pubblici e privati a cui è riconosciuta disabilità grave». Per i privati, chi ha già avuto l’autorizzazione per fruire dei permessi può utilizzare i giorni in più senza fare domanda all’Inps. Chi, invece, era in attesa dell’autorizzazione o non ne aveva ancora fatto richiesta, dovrà presentare regolare domanda all’Istituto seguendo le solite procedure. I dipendenti pubblici, invece, devono fare domanda all’amministrazione per cui lavorano.

Per quanto riguarda i 15 giorni di congedo previsti per i genitori fino al 3 aprile e indennizzati dall’Inps al 50%, quelli in corso di fruizione ordinaria saranno automaticamente convertiti in «congedi Covid-19», altrimenti occorrerà presentare domanda. Nel caso in cui si tratti di un congedo per assistere i figli tra 12 e 16 anni, per il quale non è previsto il congedo, la richiesta va fatta al datore di lavoro e non all’Inps.

Le domande vanno presentate entro fine mese per alcune categorie di lavoratori che appartengono alla gestione separata ed a quella degli autonomi e possono essere retroattive. Nel caso in cui venga superata la soglia di finanziamento prevista, le domande possono essere bloccate, cioè potrebbe succedere che un lavoratore resti a casa in congedo ma poi non abbia diritto al rimborso.


note

[1] Messaggio Inps n. 1281/2020.

[2] Art. 24 Dl n. 18/2020.


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1 Commento

  1. E’ vergognoso che per i lavoratori disabili non sia concessa l’estensione del beneficio, soprattutto gli immunodepressi.
    Vergogna! E poi l’Inps può decidere diversamente da un decreto governativo?
    E allora cosa faranno tutti i lavoratori disabili? Malattia? E poi sarà riconosciuta come ricovero ospedaliero e quindi non sarà computato come monte ore malattia? Come è indicato nel decreto o anche questo sarà disatteso dall’INPS?
    Grazie.

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