Separazione e nuova convivenza: a chi va la casa

23 Marzo 2020 | Autore:
Separazione e nuova convivenza: a chi va la casa

Sentenza di un tribunale cosentino: va sempre tutelato l’interesse dei figli anche quando il genitore ha iniziato a vivere con un’altra persona.

Non è detto che chi si separa dal proprio coniuge e inizia una nuova convivenza perda il diritto alla casa familiare. Spesso, se dalla vecchia unione matrimoniale è nato qualche figlio: l’assegnazione dell’abitazione deve tenere conto dell’interesse del minore, del loro bisogno di mantenere l’ambiente domestico. Pertanto, se per raggiungere questo scopo è necessario assegnare la casa all’ex coniuge che ora vive con un’altra persona, così deve essere disposto. Lo ha stabilito il tribunale di Castrovillari, nel Cosentino [1].

La tutela dei figli minorenni, infatti, resta in cima alla lista delle priorità da rispettare quando viene assegnata l’abitazione familiare dopo la separazione: nel caso in cui cambiare casa possa comportare un pregiudizio per loro, l’assegnazione può essere revocata.

Non cambia nulla anche quando la casa è intestata a terzi, come nel caso esaminato dal tribunale calabrese. Nello specifico, i giudici si dovevano pronunciare sulla richiesta dei genitori di un coniuge dopo la fine della relazione tra il figlio e la nuora. La casa in cui abitavano era dei nonni, che l’avevano assegnata in comodato d’uso alla nuora e al bambino della coppia. I nonni avevano chiesto alla donna di lasciare la casa nel momento in cui lei aveva iniziato un’altra convivenza.

Il giudice cosentino, però, ha rispolverato il Codice civile, in particolare quello che oggi è l’articolo 333-sexies (ex articolo 155-quater), secondo cui «il diritto al godimento della casa familiare viene meno nel caso che l’assegnatario conviva more uxorio o contragga nuovo matrimonio».

Una norma, però, che va sottoposta all’eventuale effettiva contrarietà all’interesse dei minori, titolari dell’assegnazione, dell’instaurata nuova convivenza. Se la nuova relazione non interferisce con l’interesse del minore, l’abitazione può restare al genitore che convive con il bambino, a prescindere dal fatto che, in questo caso la madre, abbia avviato un nuovo rapporto sentimentale. A maggior ragione, quando il nuovo compagno della donna «sta contribuendo sensibilmente ad aiutare la madre a prendersi cura, anche a livello economico, del figlio».



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