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Riduzione della penale

4 Giugno 2020 | Autore:
Riduzione della penale

Clausola penale: cos’è, a cosa serve e come funziona? In quali casi si può chiedere la diminuzione della penale? Il giudice può provvedere d’ufficio?

Chiedere il risarcimento dei danni non è cosa tanto semplice, soprattutto quando è difficile quantificare l’entità del pregiudizio patito. Facciamo un esempio. Hai ordinato al pasticciere la torta nuziale; per il giorno del matrimonio però il dolce non è ancora pronto; sei così costretto a festeggiare senza torta. Come calcolerai il risarcimento da chiedere al pasticciere inadempiente? Ecco: nei casi del genere, torna molto utile inserire nel contratto una clausola penale che ti consenta di ottenere rapidamente il risarcimento. Devi sapere, però, che la penale non può trasformarsi nell’occasione per lucrare dall’inadempimento altrui: la legge attribuisce infatti alla controparte il diritto di chiedere la riduzione della penale.

Con questo articolo ti spiegherò innanzitutto cos’è e come funziona una clausola penale; dopodiché, vedremo insieme in quali casi è possibile chiedere al giudice la diminuzione dell’importo previsto nella penale. Se l’argomento ti interessa, ad esempio perché anche tu hai sottoscritto un contratto contenete una clausola del genere, prosegui nella lettura: ti saranno sufficienti appena dieci minuti per sapere come funziona la riduzione della penale.

Clausola penale: cos’è?

La penale è una clausola contrattuale che serve a determinare con anticipo l’entità del risarcimento nel caso di inadempimento. In pratica, con la clausola penale le parti si mettono d’accordo sin dall’inizio sull’importo che una dovrà all’altra nell’ipotesi in cui si venga meno agli obblighi contrattuali.

L’operatività della clausola penale può scattare anche nel caso in cui una delle parti non sia inadempiente del tutto ma sia soltanto in ritardo. In altre parole, una parte può essere chiamata a corrispondere una determinata somma di danaro a un’altra anche nel caso di ritardo nell’adempimento.

Tizio chiede a Caio di riparargli il computer entro la settimana successiva; sottoscrivono un accordo nel quale prevedono che, nel caso di ritardo nell’adempimento, Caio dovrà pagare a Tizio la somma di 500 euro.

Clausola penale: caratteristiche

Secondo il codice civile [1], la clausola con cui si conviene che, in caso d’inadempimento o di ritardo nell’adempimento, uno dei contraenti è tenuto a una determinata prestazione, ha l’effetto di limitare il risarcimento alla prestazione promessa, se non è stata convenuta la risarcibilità del danno ulteriore.

Dunque, le caratteristiche della clausola penale sono le seguenti:

  • può essere prevista tanto per l’inadempimento quanto per il ritardo nell’adempimento;
  • se prevista per il semplice ritardo, il creditore potrà chiedere, oltre al pagamento della penale, anche l’esecuzione della prestazione contrattuale [2];
  • ha come effetto principale quello di limitare il risarcimento dei danni alla somma stabilita nella clausola, indipendentemente dalla prova del danno;
  • la limitazione del risarcimento dei danni all’importo previsto nella clausola può essere derogato soltanto se le parti hanno espressamente previsto la possibilità di un risarcimento ulteriore, che in questo caso va però provato.

Facciamo degli esempi che possano chiarire le principali caratteristiche della clausola penale così come appena enunciate.

Caio si impegna a consegnare la torta nuziale entro la data fissata per il matrimonio di Tizio, pena l’obbligo di pagare un importo pari a mille euro a titolo di risarcimento dei danni, senza necessità che Tizio dimostri di aver patito effettivamente un danno del genere.

Sempronio si impegna a riparare l’automobile di Mevio entro sette giorni; in caso di ritardo, dovrà pagare a Mevio una penale di cento euro, fermo l’obbligo di adempiere (seppur in ritardo) all’obbligo di riparazione.

Filano, noto pittore, deve realizzare un dipinto per il suo committente. Da contratto, è stato stabilito un mese di tempo per portare a termine l’opera; nel caso di ritardo, Filano dovrà pagare 500 euro per il ritardo, ferma l’ulteriore somma che dovrà versare a titolo di risarcimento se il committente riuscirà a provare il maggior danno. Nel contratto, infatti, il committente si è espressamente riservato la facoltà di chiedere un ulteriore importo se riuscirà a dimostrare il danno maggiore.

Vantaggi della clausola penale

Abbiamo detto che la clausola penale serve ad anticipare la quantificazione del risarcimento del danno nel caso di ritardo nell’adempimento o di inadempimento totale.

I vantaggi della clausola penale sono evidenti: le parti sanno sin dall’inizio a cosa andranno incontro nel caso in cui non dovessero rispettare gli obblighi contrattuali. La penale, dunque, serve da deterrente nei confronti di possibili inadempimenti. Ma non solo.

La parte che ha diritto al pagamento della penale non dovrà provare in tribunale alcun danno: egli avrà diritto all’importo pattuito per il solo fatto dell’inadempimento o del ritardo della controparte.

Ciò significa che il creditore potrà perfino chiedere al giudice l’emissione di un decreto ingiuntivo per la somma prevista all’interno della clausola penale, in quanto il credito è certo, liquido ed esigibile, e di esso si può fornire prova scritta [3].

Peraltro, nel caso in cui le parti lo prevedano, il creditore potrà chiedere anche il risarcimento dell’ulteriore danno: in questa ipotesi, però, occorrerà fornire adeguata prova del suddetto pregiudizio.

Diminuzione della penale: cos’è?

Come anticipato in premessa, la legge consente di ricorrere al giudice per chiedere la riduzione della penale quando questa risulti evidentemente eccessiva.

In buona sostanza, la legge prevede un meccanismo per cui una parte non può lucrare sull’inadempimento altrui avvalendosi di una clausola penale esageratamente sproporzionata.

Se la prestazione oggetto del contratto ha un valore massimo di cento euro, sarà evidentemente ingiusta e sproporzionata la clausola penale di importo pari a cinquemila euro.

Secondo il codice civile [4], la penale può essere diminuita equamente dal giudice, se l’obbligazione principale è stata eseguita in parte ovvero se l’ammontare della penale è manifestamente eccessivo, avuto sempre riguardo all’interesse che il creditore aveva all’adempimento.

La norma è stata pensata per evitare che il creditore possa ottenere un ingiusto profitto dall’inadempimento del debitore; anzi, in presenza di una penale sproporzionata il creditore potrebbe trovarsi nell’insolita posizione di augurarsi che il debitore non adempia, così da guadagnare sul pagamento della penale.

Proprio per evitare che la clausola penale possa essere utilizzata in maniera distorta, la legge consente al debitore di poter invocare l’intervento del giudice per ridurre ad equità la penale sproporzionata. Vediamo come.

Riduzione penale: come funziona?

La legge prevede due modalità diverse di riduzione della penale:

  • la riduzione nel caso in cui il debitore sia inadempiente solamente in parte;
  • la riduzione nel caso in cui la penale sia manifestamente eccessiva.

In entrambi i casi, il giudice deve sempre prendere in considerazione l’interesse che il creditore aveva all’adempimento. In pratica, nel decidere se ridurre a equità o meno la penale, il giudice dovrà tenere conto anche dell’effettivo interesse che il creditore aveva acché il debitore onorasse il contratto.

Ciò significa che il giudice, nel valutare se diminuire o meno la penale, dovrà anche tenere conto della gravità dell’inadempimento con riguardo al reale interesse che aveva il creditore.

Analizziamo entrambe le ipotesi di riduzione, cioè quella in cui il debitore sia solo in parte inadempiente e quella in cui la penale sia obiettivamente eccessiva.

Riduzione penale nel caso di parziale inadempimento

Nell’ipotesi di riduzione penale nel caso di inadempimento solamente parziale del debitore, il giudice tenere conto dei vantaggi che il creditore ha ricevuto all’adempimento parziale del debitore. In un’ipotesi del genere, il giudice potrebbe ridurre la penale in maniera proporzionale all’adempimento parziale.

Tizio deve consegnare a Caio tanti sacchi di grano per un importo corrispondente a mille euro. Come penale per l’inadempimento le parti pattuiscono un importo pari a duemila euro. Se Tizio consegna a Caio solamente una quantità di grano pari a 500 euro, il giudice potrà disporre la riduzione della penale della metà (mille euro), esattamente come metà è stato il valore dell’adempimento di Tizio.

Il giudice non ha motivo di ridurre la penale se la parziale esecuzione riesce inu­tile al creditore: pensa all’esecuzione a metà di una prestazione che invece non è divisibile senza perdere di utilità.

Sempronio fa il meccanico e deve riparare l’auto di Mevio. Entro il termine pattuito Sempronio ha effettuato riparazioni solamente per la metà del lavoro pattuito. Mevio non può accontentarsi di un’auto riparata a metà, in quanto sarebbe impossibile guidarla.

Il giudice può decidere di ridurre la penale nel caso in cui le parti siano entrambe in colpa. Facciamo un esempio.

Tizio pattuisce col suo meccanico che l’auto gli venga restituita entro la fine del mese. Tizio, però, consegna con ritardo la propria vettura al meccanico il quale, avendo meno tempo a disposizione, non riesce a rispettare l’accordo.

Riduzione della penale manifestamente eccessiva

La riduzione della penale manifestamente eccessiva ha una logica totalmente diversa rispetto alla riduzione per parziale inadempimento.

Il giudice, prima di disporre la riduzione, deve valutare l’esagerazione della clausola penale, la quale deve essere manifesta ed emergere dal raffronto fra l’interesse all’esecuzione e l’ammontare della penale.

Di conseguenza, se si tratta di eccesso di altro tipo, per esempio in relazione alla condizione finanziaria del debitore, il potere di ridurre la penale non è concesso.

Il giudice, dunque, dovrà tenere conto dell’esagerazione della clausola penale con riferimento al contratto in cui è inserita e non alle condizioni economiche delle parti. Il giudice dovrà dunque valutare l’entità economica della prestazione, l’interesse che il creditore aveva all’adempimento e l’eventuale compresenza di colpe da parte del creditore stesso.

Riduzione della penale: come fare?

Per ottenere la riduzione della penale bisognerà necessariamente impugnare il contratto dinanzi al giudice e fornire tutte le prove che giustificano una diminuzione.

Dunque, la parte inadempiente (o parzialmente tale) dovrà citare la controparte in tribunale e allegare tutte le prove necessarie a indurre il giudice a ridurre la penale.

È appena il caso di ricordare che per ottenere la diminuzione della penale serve un’apposita azione, non potendo il giudice rilevare incidentalmente la sproporzionalità della clausola.

Secondo la giurisprudenza [5], nella fase di pronuncia del decreto ingiuntivo, al giudice è inibito il potere di ridurre la penale ove eccessivamente onerosa atteso che l’esercizio di tale potere è subordinato all’assolvimento degli oneri di allegazione e prova, incombenti sulla parte circa le circostanze rilevanti per la valutazione dell’eccessività della penale, che deve risultare dal materiale probatorio legittimamente acquisito al processo, senza che il giudice possa ricercarlo d’ufficio.

Riduzione penale: il giudice può provvedere d’ufficio?

Nel precedente paragrafo abbiamo detto che, se vuoi ottenere la riduzione della penale, devi farne espressa richiesta al giudice.

Secondo parte della giurisprudenza [6], il potere di diminuzione della penale può essere esercitato anche d´ufficio, indipendentemente dall’iniziativa del debitore.

Questo orientamento ritiene che il giudice possa intervenire a ridurre la clausola penale anche senza un’espressa domanda della parte debitrice (ovviamente, si presuppone che ci sia in atto un contenzioso che coinvolga il contratto in cui essa è posta, altrimenti il giudice non potrebbe averne conoscenza) in ossequio al principio di solidarietà, correttezza e buona fede che permea l’intero ordinamento giuridico e che impone di non approfittare della debolezza della controparte per ottenere un ingiustificato vantaggio.

Si tratta tuttavia di orientamento non del tutto consolidato; pertanto, se si vuol chiedere la riduzione della penale, resta fermo l’onore per il debitore di intraprendere un’apposita azione, supportata da ogni prova possibile.


note

[1] Art. 1382 cod. civ.

[2] Art. 1383 cod. civ.

[3] Trib. Varese, ordinanza del 30.07.2010.

[4] Art. 1384 cod. civ.

[5] Cass., sent. n. 18128/2005; Cass., sent. n. 24166/2006.

[6] Cass., sent. n. 10511 del 24 settembre 1999.

Autore immagine: Canva.com


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