Diritto e Fisco | Articoli

Cosa controlla la Polizia quando ti ferma

24 Marzo 2020 | Autore:
Cosa controlla la Polizia quando ti ferma

Come comportarsi in caso di controllo a piedi o in auto. Quando è possibile la perquisizione personale o dell’auto. Le sanzioni per rifiutare l’identificazione.

Hai deciso di farti una tranquilla passeggiata nella tua città per sgranchire un po’ le gambe e respirare aria fresca. Ad un certo punto, una coppia di agenti in divisa si avvicina a te e ti chiedono di identificarti. Sarai tenuto a mostrare un tuo documento. Ma in quel caso, cosa controlla la Polizia quando ti ferma?

Stai tornando a casa in auto dal lavoro quando vedi che un agente ti fa segno di accostare con la paletta. Abbassi il finestrino e ti senti dire la classica frase: «Favorisca patente e libretto, per favore». Sai di non avere commesso alcuna infrazione, hai la cintura allacciata, procedevi a velocità moderata e, comunque, sotto il limite. Cosa controlla la Polizia quando ti ferma per strada in un posto di controllo o di blocco?

Se qualche volta ti sei trovato in una di queste situazioni, sai che, alla peggio, una volta che hai consegnato i documenti richiesti ai poliziotti, uno degli agenti si allontanerà verso la sua auto, farà delle verifiche e, se tutto fila liscio, ti restituirà la carta di identità o la patente e il libretto e ti dirà di proseguire. In altri casi, se sei in auto, potrebbe chiederti di scendere dalla macchina e di aprile il baule per dare un’occhiata a quello che porti dentro. Cerca qualcosa di particolare? Cosa controlla la Polizia quando ti ferma? E quali sono i tuoi diritti? C’è qualche caso in cui puoi opporti ad una determinata richiesta? Vediamo.

Polizia: il fermo per l’identificazione personale

La Polizia (come anche Carabinieri, Guardia di Finanza o altre forze dell’ordine autorizzate può fermare per strada e identificare una persona su cui si stanno svolgendo delle indagini oppure che sia informate sui fatti di un’inchiesta e sia in grado di ricostruire i fatti. Questo può avvenire entro i limiti necessari ad acquisire le informazioni richieste. La persona fermata ha il diritto di chiedere all’agente in borghese di esibire un tesserino di riconoscimento. Se il poliziotto si rifiuta di mostrarlo, non si è obbligati a rispondere alle sue domande.

Può darsi che sia necessario accompagnare il cittadino in questura (o in caserma, se si tratta dei Carabinieri): succede, ad esempio, quando si rifiuta di fornire le proprie generalità oppure consegna dei documenti apparentemente falsi. In tal caso, è necessario che venga dato immediato avviso all’autorità giudiziaria. Da ricordare che, in questo caso, non si ha diritto ad un avvocato. Il cittadino può essere trattenuto solo quanto basta per l’identificazione e, comunque, non più di 12 ore. Se la procedura è particolarmente complessa, previo avviso al pubblico ministero, può essere trattenuto per un massimo di 24 ore. A quel punto, il cittadino ha il diritto di avvisare un familiare o un convivente. Se il pubblico ministero ritiene che non sia necessario trattenerlo, ordine l’immediato rilascio.

L’importante, ad ogni modo, è mantenere la calma: se non hai nulla da nascondere, non hai nemmeno alcunché da temere. Sappi che lo scopo di un controllo di routine della Polizia è quello di verificare che tu abbia un regolare documenti di identità o che tu non abbia addosso degli stupefacenti, un’arma o qualche altra cosa proibita o da giustificare.

A questo proposito, ricorda che se c’è un fondato sospetto che tu possa avere in tasca armi o droga oppure nel caso in cui ti abbiano sorpreso a commettere un reato o penda su ti te un ordine restrittivo o un mandato di arresto, la Polizia può procedere alla perquisizione personale. Non può farlo per un motivo diverso da quelli appena citati. Se sei donna, dovrà perquisirti una donna.

Se durante questo controllo ti viene trovato addosso quello che non dovresti portare con te, ti verranno sequestrate le armi, la droga o un’eventuale refurtiva. Ma dovrà essere redatto un verbale davanti a te, che avrà effetti legali solo se un magistrato lo convalida entro 48 ore. In questo caso, sì che hai diritto ad un avvocato oppure alla presenza di una persona di fiducia al momento della compilazione del verbale. Hai anche diritto ad una copia del documento anche quando, nel corso della perquisizione, si scopra che avevi le tasche vuote.

Che cosa si rischia per rifiutare l’identificazione?

Ti abbiamo spiegato quando puoi rifiutarti di dare i tuoi dati a chi ti ferma per strada per un controllo. Ma questo può accadere raramente, ad esempio se chi ti chiede i documenti è una persona in borghese che non vuole mostrarti un tesserino di riconoscimento. Ma se la richiesta arriva da un poliziotto (o da un carabiniere o finanziere che sia) in divisa, rischi la denuncia in questi casi:

  • se rifiuti di dire il tuo nome: arresto fino a un mese o ammenda fino a 206 euro per rifiuto di indicazioni sulla propria identità [1];
  • se non mostri i documenti senza un valido motivo: arresto fino a due mesi o ammenda fino a 103 euro [2];
  • se fornisci false generalità: arresto da uno a cinque anni [3];
  • se alteri il tuo corpo per impedire l’identificazione (ad esempio, attraverso un intervento di chirurgia plastica): arresto da uno a sei anni;
  • se usi violenza o minaccia verso il poliziotto: arresto da sei mesi a cinque anni.

Polizia: che cosa controlla se ti ferma per strada?

Altro scenario, di solito più comune e più temuto: il controllo della Polizia quando ti ferma per strada. Diciamo più temuto perché quando l’automobilista vede una paletta che lo invita a fermarsi comincia a ripassare il più velocemente possibile i comportamenti tenuti negli ultimi cinque secondi al volante: «Dove ho sbagliato? Che cosa ho fatto? Ho la cintura, vero? A che velocità stavo andando?». Eccetera eccetera.

Dunque, paletta e accostare. Giù il finestrino e richiesta di rito: «Favorisca patente e libretto». Come devi comportarti? E che cosa possono controllare gli agenti? Fino a che punto si possono spingere?

Naturalmente, sulla prassi del controllo del documento di guida e del libretto di circolazione, per sapere se l’auto ed il suo conducente sono in regola, non c’è nulla da obiettare. Una volta, quando era obbligatorio esporre il tagliando dell’assicurazione sul parabrezza, l’occhio attento dell’agente cadeva su quel pezzettino di carta per sapere se fosse stata rinnovata la polizza Rc auto. Oggi, invece, i poliziotti hanno i dispositivi elettronici per verificare tale circostanza dal numero di targa della macchina. La Polizia, quindi, controlla anche quello.

Se proprio avessi l’occasione di incontrare un agente fin troppo preciso, potrebbe verificare pure lo stato delle gomme e delle luci: il Codice della strada obbliga a guidare un’auto in perfette condizioni e con tutti i dispositivi di sicurezza e di segnalazione funzionanti, quindi – volendo – potrebbe multarti anche se riscontra pneumatici sgonfi o lampadine bruciate.

La Polizia è autorizzata anche a controllare l’interno della tua auto senza l’autorizzazione di un giudice [4]. In questo modo, non solo hanno la possibilità di controllare se trasporti qualcosa di illecito ma pure se sei in regola con ciò che è obbligatorio portare a bordo: il giubbino catarifrangente, il triangolo di emergenza, ecc. Nel caso in cui la Polizia voglia perquisire il bagagliaio, dovrai aprirlo tu: agli agenti non è consentito. I poliziotti sono tenuti a redigere un verbale che riporti le ragioni dell’avvenuta perquisizione ed a consegnare una copia al conducente.

Per quanto riguarda, invece, la perquisizione personale, vale quanto detto prima, cioè: è legittima se c’è un fondato sospetto che tu possa avere in tasca armi o droga oppure nel caso in cui penda su ti te un ordine restrittivo.

Che cosa si rischia in caso di infrazione? Dipende da quello che ti verrà contestato, vale a dire:

  • se ti rifiuti di mostrare la patente: multa di 41 euro;
  • se non mostri i documenti alla Polizia entro un massimo di 15 giorni dopo il controllo: multa di 419 euro;
  • se ti rifiuti di far controllare l’auto agli agenti: multa di 80 euro e decurtazione di tre punti dalla patente;
  • se ti rifiuti di aprire il bagagliaio su richiesta degli agenti: multa da 80 a 318 euro;
  • se non ti fermi al posto di controllo o di blocco: multa fino a 5.030 euro, decurtazione di 10 punti dalla patente e processo penale.

Se gli agenti non lo richiedono, non devi scendere dall’auto. Se riscontrano che l’auto non circola in condizioni di sicurezza, possono bloccarla e richiedere l’intervento del carro attrezzi.


note

[1] Art. 651 cod. pen.

[2] Art. 294 reg. att. Tulps e art. 221 Tulps.

[3] Art. 496 cod. pen.

[4] Artt. 180 e 192 cod. str.

Autore immagine: Canva.com


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube