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Procedimento disciplinare illegittimo: cosa fare

23 Marzo 2020
Procedimento disciplinare illegittimo: cosa fare

Se il datore di lavoro ti accusa ingiustamente per un illecito che non hai commesso lo puoi denunciare per mobbing? 

Cosa succede se il datore di lavoro sottopone a procedimento disciplinare un dipendente e, all’esito dell’istruttoria, decide di archiviare tutto senza applicare alcuna sanzione? 

Immaginiamo che l’episodio si ripeta due o tre volte. Ogni volta, la stessa storia: invio di una lettera di preavviso, richiesta di chiarimenti da far arrivare entro cinque giorni, chiusura del procedimento con un “nulla di fatto”. 

C’è una sanzione per il datore di lavoro che obbliga il dipendente a difendersi da accuse false e infamanti? Cosa fare in caso di procedimento disciplinare illegittimo? 

A qualcuno è venuto in mente di fare la stessa domanda alla Cassazione dinanzi alla quale ha sospettato che, in caso di accuse infondate, si potesse parlare di mobbing e di danno all’immagine e alla professionalità. Ecco però qual è stata la risposta della Suprema Corte [1].

Quando c’è mobbing?

Prima di spiegare cosa fare in caso di procedimento disciplinare illegittimo è bene ricordare cosa si intende per mobbing. Chi non ha in questo momento la voglia per leggere il nostro approfondimento sull’argomento deve sapere che il mobbing si risolve in una serie di comportamenti – posti dal superiore gerarchico (mobbing verticale) o dai colleghi di lavoro (mobbing orizzontale) – tutti uniti da un medesimo intento: svilire la personalità della vittima, vessarla, perseguitarla allo scopo di isolarla ed, eventualmente, determinarne l’allontanamento definitivo dal lavoro.

Il mobbing, quindi, non si realizza con un solo comportamento, per quanto finalizzato a danneggiare il dipendente, né con decine di comportamenti se questi non sono rivolti al medesimo scopo, ossia realizzare una prevaricazione, discriminazione o persecuzione psicologica verso il dipendente. 

Gli elementi del mobbing sono sostanzialmente tre:

  • la serie reiterata di comportamenti da parte del colpevole;
  • il disegno unitario che li unisce sotto un unico obiettivo: appunto, lo svilimento della personalità della vittima;
  • il danno sull’equilibrio psico-fisico e sulla personalità del dipendente.

Accusa falsa verso un dipendente: è mobbing?

Secondo la Cassazione, l’accusa falsa formulata nei confronti di un lavoratore non può rientrare nel concetto di mobbing se manca l’intento persecutorio. Il danno all’immagine e alla professionalità, inoltre, deve essere provato dal dipendente con specifiche prove e non in maniera generica e assertiva. 

Questo significa che intentare un procedimento disciplinare contro il dipendente e poi chiuderlo senza infliggere una sanzione, non determina alcuna sanzione in capo al datore di lavoro che si è sbagliato o ha agito in modo troppo avventato, facendo venire un “cardiopalma” al lavoratore. Del resto, rientra nel normale potere disciplinare del datore di lavoro la possibilità di verificare eventuali violazioni della legge, del contratto di lavoro o del regolamento aziendale da parte del dipendente. Fino a quando, pertanto, questo comportamento non eccede in un deliberato intento persecutorio, non può essere considerato né illecito, né tantomeno mobbing. 

Se il dipendente sostiene che il procedimento disciplinare, chiuso senza dar luogo a sanzioni, sia stato artatamente strumentalizzato per ledere la propria immagine professionale, deve darne prova. Cosa tutt’altro che semplice. Egli dovrebbe cioè dimostrare anche il danno all’immagine collegato al comportamento del datore di lavoro. 

Del resto – ha concluso la Cassazione – l’elemento qualificante, che deve essere provato da chi assume di avere subito la condotta vessatoria, va ricercato non nell’illegittimità dei singoli atti bensì nell’intento persecutorio che li unifica che, nel caso in esame, non è stato dimostrato.

Accuse non provate di mobbing: attenzione al licenziamento

Attenzione però: se è vero che il datore di lavoro che sottopone il dipendente a un procedimento disciplinare illegittimo non rischia nulla, non è anche vero il contrario. Secondo la Cassazione [2], se il dipendente presenta una accusa di mobbing senza alcuna prova e fondamento, ben può essere licenziato. Questo comportamento, se posto in malafede, fa infatti venir meno il rapporto fiduciario fra le parti.



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