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Coronavirus: nuove multe in arrivo

24 Marzo 2020 | Autore:
Coronavirus: nuove multe in arrivo

Oggi il Consiglio dei ministri approva un nuovo decreto legge per chiarire se prevalgono le regole del Governo o quelle delle Regioni.

Un Consiglio dei ministri straordinario per fare un po’ di ordine sulle sanzioni previste per chi non rispetta le restrizioni imposte nell’ambito dell’emergenza coronavirus. È quello convocato dal premier Giuseppe Conte per il pomeriggio di oggi. Nuove multe in arrivo, dunque, che saranno raccolte in un decreto legge insieme alle misure prese domenica scorsa ed in vigore da ieri.

Dalle indiscrezioni trapelate da Palazzo Chigi, per chi verrà sorpreso in giro senza motivo, cioè senza comprovate esigenze lavorative e senza ragioni di salute o di stretta necessità come la spesa al supermercato o in farmacia, è prevista una multa da 2mila euro ed il fermo amministrativo dell’auto.

Perché si parla di «fare ordine sulle sanzioni»? Perché, mentre il Governo ha stabilito determinate regole, anche le Regioni sono intervenute con i propri provvedimenti. Ad esempio, l’ordinanza della Regione Lombardia, approvata lo scorso fine settimana ed in vigore fino al 15 aprile, prevede la multa fino a 5mila euro e non fino a 2mila. Inevitabile chiedersi quale delle due sanzioni deve pagare il cittadino milanese o bergamasco che non rispetta l’obbligo di restare a casa.

Quello che Palazzo Chigi vorrebbe stabilire oggi è il principio generale dell’ordinamento secondo cui i provvedimenti nazionali assorbono, e fanno quindi decadere, le decisioni locali precedenti. Nulla vieta alle Regioni di prendere le loro decisioni purché, però, non vadano in contrasto con quelle adottate a Roma.

Non solo sull’entità delle sanzioni, ma anche sui comportamenti da tenere c’è un po’ di confusione. È il caso dei professionisti lombardi e piemontesi (avvocati, architetti, commercialisti, ecc.). Il dubbio è se possono continuare la loro attività, come sostiene il Governo, oppure devono limitarla agli appuntamenti «indifferibili» dettati dalle scadenze, come vorrebbero le rispettive Regioni.

Da chiarire anche cosa devono fare i supermercati. In Sicilia o in Emilia Romagna, ad esempio, è stata disposta la chiusura domenicale, mentre il decreto di Palazzo Chigi non dice nulla in proposito. E poi ci sono l’isolamento fiduciario della Campania di Vicenzo De Luca, la Calabria blindata o la Sicilia che chiede il check point sugli sbarchi.

Dall’alto del grattacielo della Regione Lombardia, il governatore Attilio Fontana punta i piedi e sostiene che l’ordinanza regionale prevale su quella nazionale. Adotta la stessa linea il presidente del Veneto, Luca Zaia. Mentre quello del Piemonte, Alberto Cirio, ricorda che «bisogna chiudere davvero e non per finta».

La parola, dunque, al Consiglio dei ministri odierno e al decreto legge che ne uscirà entro sera. Da ricordare, infine, che ieri sera è stato introdotto un nuovo modulo di autocertificazione per chi deve uscire di casa e spostarsi per validi motivi.


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