Coronavirus: cosa possono fare colf e badanti

24 Marzo 2020 | Autore:
Coronavirus: cosa possono fare colf e badanti

I collaboratori domestici possono continuare l’attività. Ma quali strumenti può adottare chi vuole sospendere il rapporto per il Covid-19?

Colf e badanti possono continuare a lavorare anche a tempo pieno durante il periodo dell’emergenza coronavirus. Ma ciò non impedisce alle famiglie di sospendere il rapporto di lavoro e di compensare questa situazione con assenze retribuite o non retribuite, ferie o anticipazioni del Tfr. In questo modo, si prende tempo e si evita il licenziamento, per riprendere il rapporto quando la situazione tornerà – più o meno – alla normalità.

L’associazione di categoria (Assindatcolf), attiva in un settore con circa 860mila lavoratori, più della metà dei quali sono badanti, ha appena fornito dei chiarimenti in merito. Il codice Ateco 97, infatti, include tutti i datori di lavoro domestico. Significa che l’attività del settore (come colf, badanti o baby sitter, appunto) non è soggetta alle restrizioni imposte dal Governo.

Nel caso, però, che una famiglia decida per un qualsiasi motivo di sospendere il rapporto di lavoro, è possibile adottare diverse soluzioni. Una, il permesso retribuito per non gravare economicamente sul collaboratore domestico. Conviene soprattutto a chi ha una colf o una badante per poche ore alla settimana.

Altra possibilità è il permesso non retribuito, per il quale, però, conviene sempre fare un accordo scritto a tutela delle parti.

Terza soluzione: mettere la colf o la badante in ferie, nel caso le abbia maturate e siano ancora residue. L’ideale sarebbe combinarle ai permessi non retribuiti, come alternativa meno onerosa per tutti.

Infine, si può pensare all’anticipo di una quota del Tfr.

In qualsiasi di questi casi, il collaboratore domestico può accedere al Fondo per il reddito di ultima istanza creato dal decreto Cura Italia come misura di sostegno al reddito per i lavoratori che hanno cessato, ridotto o sospeso l’attività a causa dell’emergenza coronavirus.



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